La notte di San Lorenzo cade il 10 agosto di ogni anno ed è famosa per le stelle cadenti che costellano i cieli – nonostante queste possano essere visibili già a partire dal 2 agosto. Ma cosa sono esattamente queste "stelle cadenti"? Ovviamente non si tratta realmente di stelle ma di meteoroidi appartenenti allo sciame delle Perseidi, una serie di detriti persi dalla cometa 109P/Swift-Tuttle. Proprio in questo periodo dell'anno infatti la Terra attraversa questo gruppo di detriti e tano più ci avviciniamo alla cometa, quanto più numerose diventano le "stelle cadenti" (chiamate talvolta anche "lacrime di San Lorenzo") che riusciamo ad osservare. Ma cosa cambia esattamente tra comete, asteroidi e meteoroidi? E come si osserva al meglio lo sciame meteorico di San Lorenzo?

Cosa sono le "stelle cadenti"?

Le stelle cadenti che vediamo a San Lorenzo sono in realtà meteoroidi. Sono corpi celesti composti principalmente da polveri e gas prodotti dal passaggio di corpi di dimensioni maggiori come asteroidi e comete – dei quali parleremo a breve. I meteoroidi possono essere grandi come un granello di sabbia fino a qualche centimetro e quando entrano nell'atmosfera possono raggiungere una velocità pari a circa 215000 km/h, incendiandosi a causa del forte attrito. Questo crea la tipica scia luminosa che viene solitamente chiamata "stella cometa".

Le comete e gli asteroidi invece sono corpi dalla forma irregolare che orbitano attorno a una stella. In particolare le comete (come la 109P/Swift-Tuttle) sono composte principalmente da ghiaccio e quando si avvicinano al Sole passano dallo stato solido a quello gassoso, lasciando dietro di sé una scia luminosa che prende il nome di chioma.
Gli asteroidi invece sono composti prevalentemente da metalli e si trovano soprattutto nella "fascia principale" tra i pianeti Marte e Giove. La loro dimensione può essere estremamente variabile passando da qualche centimetro a diverse centinaia di chilometri di diametro.

Pensate che fu l’astronomo italiano Giovanni Virginio Schiaparelli nell’Ottocento a scoprire per primo la connessione tra gli sciami meteorici e le comete.

Perché si chiamano Perseidi e dove vederle

Il nome "Perseidi" è legato al loro radiante, cioè al punto del cielo dal quale sembrano partire: questo si trova infatti in corrispondenza della costellazione di Perseo!

Solitamente la notte dove questo fenomeno si osserva meglio è quella del 10 agosto, anche se in realtà quest'anno già a partire dal 2 agosto sarà possibile osservare qualche stella cadente.
Per godersi al meglio lo spettacolo si consiglia di allontanarsi dai centri abitati (a causa dell'inquinamento luminoso) e di guardare verso Nord-Est – cioè verso la costellazione di Perseo. E ricordate che gli occhi hanno bisogno di una decina di minuti circa per abituarsi al buio della notte.

Articolo a cura di
Stefano Gandelli