
È possibile rimuovere un tatuaggio? Risposta breve: sì, grazie ai laser a picosecondi. Si tratta di un laser che va a colpire selettivamente i pigmenti che compongono l'inchiostro andando così a scaldarli e frammentandoli. I risultati possono essere veramente impressionanti, portando alla rimozione completa del tatuaggio, ma non è sempre così: la buona riuscita della rimozione dipende da diverse variabili come il colore, la posizione, l'età del tatuaggio e l'inchiostro usato. Vediamo in questo video come funzionano i laser a picosecondi e tutte le variabili in gioco.
La rimozione dei tatuaggi con il laser
Al giorno d'oggi è molto comune essere tatuati. Ma se è comune avere un tatuaggio, succede anche spesso di "pentirsene". Secondo le statistiche riportate dall'Istituto Superiore di Sanità, i pentiti in Europa vanno dal 5 al 20% e negli Stati Uniti dal 14 al 17%, mentre se facciamo un focus sull'Italia è il 17,2% dei tatuati ad aver pensato di rimuovere un tatuaggio. Le motivazioni solitamente sono la perdita di significato, il fatto che il tatuaggio non piaccia più, il colore sbiadito, l'incompatibilità con il lavoro o motivi di salute.
Ma arriviamo al dunque: come si rimuove un tatuaggio? Si tratta di un'operazione medica, che quindi va eseguita da medici specializzati nella pratica. Lo strumento che viene utilizzato per la rimozione è un laser a picosecondi, ovvero un laser che agisce con pulsazioni a una velocità nell'ordine dei picosecondi, cioè 10-12 secondi. Quello che fanno gli impulsi luminosi del laser è andare a colpire selettivamente i pigmenti che compongono l'inchiostro del tatuaggio. Così facendo, i pigmenti vengono scaldati senza però andare a scaldare la pelle circostante, è la cosiddetta fototermolisi selettiva. Questo processo fa sì che i pigmenti si rompano in frammenti più piccoli, che il sistema linfatico è in grado di "digerire". In poche parole l'azione del laser riattiva il sistema immunitario – proprio come quando viene eseguito un tatuaggio – che tenta di smaltire l'inchiostro richiamando i cosiddetti macrofagi, cellule in grado di inglobare i pigmenti di inchiostro e di smaltire i più piccoli.
I tatuaggi non vengono però via tutti allo stesso modo, ma ci sono diverse variabili in gioco.
Quali tatuaggi vengono via meglio
La prima variabile da considerare è il colore. Prima di tutto va detto che il laser va regolato a seconda del colore dell'inchiostro. I diversi colori assorbono più o meno bene la luce del laser: i pigmenti più scuri, come il nero, assorbono più energia e quindi si frammentano e rimuovono con più facilità. Colori invece come il giallo ne assorbono meno e sono più difficili da trattare. La lunghezza d’onda del laser viene regolata proprio a seconda del colore da trattare in modo che il laser sia selettivo sul pigmento. , perché diversi colori vengono colpiti da diverse lunghezze d'onda λ del raggio luminoso. Per esempio una lunghezza d'onda λ = 694 o 755 nm è efficace su nero, verde e blu, mentre λ = 1064 e 532 nm sono efficaci su nero, blu, rosso, arancione e alcuni gialli. E questo ci spiega anche perché tatuaggi con più colori sono più complessi da rimuovere: hanno bisogno di più trattamenti con lunghezze d’onda diverse.
Un'altra variabile importante è il tipo di inchiostro. Spesso tatuaggi molto vecchi non riescono ad essere rimossi perché venivano fatti con inchiostri non adatti alla rimozione. Il tipo di inchiostro è anche importante per la nostra salute. C’è normativa europea, la REACH, che ci dice quali pigmenti sono sicuri e quali dannosi e non possono essere utilizzati, perché pericolosi per la nostra salute. È per questo che è importantissimo affidarsi a tatuatori certificati: per essere sicuri che vengano utilizzati gli inchiostri giusti e vengano seguite le norme igieniche corrette.
Se da un lato i tatuaggi vecchi potrebbero essere difficili da rimuovere a causa dell'inchiostro "sbagliato", dall'altro se fatti correttamente risultano più facili da eliminare grazie al fatto che negli anni il sistema immunitario continua a cercare di smaltire i pigmenti, rendendo infatti i tatuaggi più sfocati. Per quanto riguarda i tatuaggi nuovi, invece, la quantità di inchiostro nella pelle è molto maggiore e per questo risultano più complessi da rimuovere.
Ci sono poi altre variabili importanti, come la posizione, il tipo di pelle o il dolore provato dal paziente, che possono compromettere la buona riuscita dell'operazione o al contrario, una pelle favorevole alla rimozione potrebbe aiutare.
Ultima variabile meno scientifica è il costo: la rimozione dei tatuaggi è molto costosa, per cui spesso chi desidera rimuovere un tatuaggio desiste per motivi economici.