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7 Ottobre 2026
14:30

Come registrare la voce come marchio sonoro e perché farlo: la tutela EUIPO contro i deepfake

Per depositare la propria voce e registrarla come marchio sonoro come hanno fatto Giorgia Meloni, Giusy Ferreri e Luca Ward, non bisogna essere personaggi famosi. La procedura dell'EIPO, che consiste nell'inviare un MP3 da 2 MB permette di registrare il marchio sonoro, il che consente di avere il diritto esclusivo sull'uso della propria voce o un certo suono registrato.

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Come registrare la voce come marchio sonoro e perché farlo: la tutela EUIPO contro i deepfake
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Nelle scorse ore ha destato una certa curiosità la notizia riguardante la premier Giorgia Meloni che ha depositato presso l'EUIPO, l'Ufficio dell'Unione Europea per la Proprietà Intellettuale, una richiesta per registrare la propria voce come marchio sonoro per combattere i deepfake audio (per la cronaca, allo stato attuale delle cose la domanda della premier è ancora in fase di valutazione da parte dell'ufficio). Non è la prima volta che accade dal momento che in passato anche altre celebrità – come la cantante Giusy Ferreri e il doppiatore Luca Ward – hanno fatto qualcosa di simile per combattere il fenomeno della clonazione vocale fatta con l’AI. Chiunque può presentare domanda presso l’EUIPO e fare la stessa cosa anche se non si rientra nella sfera delle celebrità, ma per combattere i deepfake audio ci sono tante altre accortezze che tutti noi possiamo fare per mitigare questi nuovi rischi imputabili all’intelligenza artificiale. Registrare la propria voce come marchio sonoro è una protezione legale, non una protezione tecnica dai deepfake.

Cos’è un marchio sonoro, come registrare la voce e i requisiti EUIPO

Registrare la propria voce e trasformarla in un marchio sonoro può rappresentare una delle strade da valutare quando si desidera tutelare un elemento distintivo legato alla propria identità. Ma attenzione: questo non significa che vista la proliferazione degli strumenti AI dovremmo tutti in massa a registrare la nostra voce per difenderci dai deepfake audio. La procedura dell'EUIPO, l'Ufficio dell'Unione Europea per la Proprietà Intellettuale, riguarda infatti la registrazione di un marchio sonoro e non rappresenta un sistema tecnico che impedisce all'intelligenza artificiale di clonare una voce.

Un marchio sonoro è, per definizione, un marchio costituito esclusivamente da un suono oppure da una combinazione di suoni.  Se si desidera registrare un suono come marchio e rendere valida la procedura all’interno dell'Unione Europea, bisogna presentare una domanda all'EUIPO.

Secondo le linee guida dell’ufficio, il file da caricare nella piattaforma deve soddisfare certi requisiti specifici:

  1. Dev'essere necessariamente in formato MP3;
  2. Non può superare i 2 MB.
  3. Deve avere una velocità di campionamento di 8 kHz per la sola voce e una profondità di 8 o 16 bit;
  4. Non è consentita una registrazione che riproduca l'audio in loop, quindi in modo automatico e continuo.

Il file audio può essere trasmesso esclusivamente attraverso il sistema di e-filing, seguendo la procedura online prevista dall'ufficio per la presentazione delle domande. La procedura può essere avviata andando su questa pagina, cliccando sul pulsante giallo Avvio della domanda ed effettuando la registrazione sulla piattaforma tramite il modulo apposito. Seguendo la procedura che compare sullo schermo, poi, si verrà guidati nell’inoltro della richiesta.

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Pagina da cui presentare la domanda per il deposito del marchio sonoro.

Tenete presente che la procedura non è gratuita: bisogna pagare la tassa di base entro un mese dalla ricezione della domanda da parte dell'EUIPO. L'Ufficio procede con l'esame della domanda e con le relative comunicazioni soltanto dopo il pagamento.

La tariffa base per una domanda online è di 850 euro, come specificato su questa pagina informativa. Visto il costo da sostenere, è evidente che ricorrere all’EUIPO ha senso se la propria voce rappresenta davvero un elemento distintivo che si desidera proteggere giuridicamente. Se si ha semplicemente paura dei deepfake audio e ci si vuole proteggere da questi, presentare domanda lascia il tempo che trova: come già detto, depositare il marchio sonoro è una forma di tutela, ma non impedisce all'AI di clonare la voce, anche se questa è stata depositata presso l'ufficio.

Perché farlo: ridurre i rischi legati alle clonazioni vocali

Per ridurre i rischi legati alle clonazioni vocali è molto più importante adottare alcune accortezze nella gestione della propria voce, che possono fare realmente la differenza. Bisogna evitare, per esempio, di diffondere senza necessità registrazioni vocali personali particolarmente lunghe e facilmente riutilizzabili e fate attenzione ai contenuti audio che rendete pubblicamente disponibili. Questo potrebbe significare impostare i propri profili social come privati, non inviare messaggi vocali a sconosciuti che ci contattano sulle app di messaggistica e fare attenzione alle chiamate mute, evitando di iniziare a parlare se chi sta dall'altra parte non si è presentato.

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