
L’aeroporto "Amerigo Vespucci" di Firenze è uno degli scali più complessi d'Italia, penalizzato da spazi ridotti, venti sfavorevoli e cancellazioni record. Ma come si rinnova una struttura di novant'anni fa senza bloccare i voli e integrandosi con il territorio? In questo video abbiamo raccontato le criticità storiche dello scalo e le soluzioni ingegneristiche del Masterplan 2035, dalla rotazione della pista alla riduzione dell'impatto acustico.
L'aeroporto di Firenze oggi: la pista, i venti e il rumore

Guardando la mappa dello scalo fiorentino, la causa principale dei problemi appare evidente: la pista si trova stretta tra il Monte Morello, l'autostrada A11 e i centri abitati. Questo spazio ridottissimo, chiaramente, costringe gli aerei a margini di manovra molto stretti.
Dei circa 1.800 metri di nastro di asfalto totali, infatti, gli aerei ne possono sfruttare per l'atterraggio meno di 1.000 da un lato e 1.455 dall'altro, imponendo forti limitazioni su pesi, passeggeri e modelli di aeromobili operabili.
Nel video abbiamo mostrato come la situazione sia complicata da altri tre fattori:
- i venti e la nebbia: il vento soffia prevalentemente lungo l'asse della pista, costringendo spesso gli aerei a decollare o atterrare con il vento in coda (una delle condizioni più critiche in volo). Inoltre, la vicinanza dell'Arno (a soli 2,7 km) favorisce la formazione di banchi di nebbia lungo la rotta di atterraggio.
- L'inquinamento acustico: la traiettoria dei voli sorvola direttamente diversi quartieri residenziali a bassa quota.
- I limiti del terminal e delle piste di rullaggio: lo scalo è privo di una vera pista di rullaggio, e proprio per questo motivo ogni aereo atterrato deve percorrere a ritroso la pista principale per raggiungere il terminal. Così facendo, però, si blocca ogni altro decollo o atterraggio. A questo si aggiunge la presenza di soli 8 parcheggi per i voli di linea.

Tutte queste criticità sono date dal fatto che la struttura è stata progettata nei lontani anni Trenta, quando i volumi del traffico erano completamente diversi rispetto a quelli attuali.
Il Masterplan 2035: ruotare la pista per trasformare lo scalo
Dopo aver valutato e scartato diverse alternative — come la chiusura dello scalo a favore di quello di Pisa o l'allungamento della pista (idea impraticabile a causa della mancanza di spazio) — si è arrivati alla soluzione ingegneristica del Masterplan 2035: non allungare la pista, ma ruotarla!

Nel video vi mostriamo step by step in cosa consiste questo cambio di orientamento e i benefici che porterà:
- Ggi aerei decollano e atterrano tutti da un solo lato, dove ci sono meno case: in questo modo gli aerei si trovano già orientati nel verso giusto, ossia vicino al gate, sia quando arrivano, sia quando ripartono. Ma in questa nuova modalità di atterraggio e decollo c’è anche un altro vantaggio, che è quello di evitare di sorvolare i centri abitanti nelle fasi più basse del volo (le simulazioni indicano una riduzione del 99% della popolazione esposta ai livelli più elevati di rumore).
- Nuovo Terminal e collegamenti: verrà realizzato un terminal di oltre 55.000 metri quadrati (rispetto ai 18.000 attuali), integrato con la rete tramviaria e progettato con forme architettoniche richiamanti la città.
- Efficienza del traffico aereo: l'obiettivo principale non è un aumento sconsiderato dei voli (+10% stimato al 2035), ma l'operatività di aerei a pieno carico senza le attuali restrizioni, portando la capacità dello scalo a circa 5,8 milioni di passeggeri.
Il caso di Firenze è quello di molti altri aeroporti europei storici, costruiti in un’epoca in cui i flussi aerei e la grandezza dei velivoli erano decisamente inferiori. Quando non è possibile espandersi ulteriormente o costruire da zero impianti (per i costi elevati), quindi, ciò che si può fare è ottimizzare e ripensare le infrastrutture esistenti.