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Cosa succede durante l’intervento laser agli occhi? La nostra esperienza passo dopo passo

L’operazione laser agli occhi sta diventando una scelta sempre più diffusa per correggere i difetti della vista. Ma il laser agli occhi brucia? Fa male? Per rispondere a tutte le domande su questo tipo di intervento, abbiamo documentato un’operazione di chirurgia refrattiva, osservando gli effetti prima, durante e dopo l’operazione.

11 Marzo 2026
18:30
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Cosa succede durante l’intervento laser agli occhi? La nostra esperienza passo dopo passo
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L’operazione laser agli occhi è una scelta sempre più diffusa per correggere i difetti della vista, permettendo di abbandonare l’uso di occhiali e lenti a contatto.

Molte persone però hanno ancora dubbi e paure su questo tipo di intervento e provano ansia all’idea di operare una parte così delicata del corpo. Ma quanto c’è di vero in questi timori?

Per rispondere a queste paure, abbiamo seguito la nostra collega Alessandra, che si è sottoposta a un intervento di chirurgia refrattiva presso la clinica Vista Vision. Abbiamo documentato il prima, durante e dopo l’operazione per raccontarvi la sua esperienza.

La fase preliminare

Prima di sottoporsi all’intervento, è necessario capire se si può fare l’operazione e, in quel caso, quale tipologia di operazione. Per questo motivo, i medici specializzati devono valutare diversi parametri. Con delle strumentazioni specifiche si va ad esempio a ispezionare l’endotelio (lo strato più interno della cornea) o la pressione dell’occhio. Poi ci si sottopone alla topografia corneale, che osserva lo spessore e la curvatura della cornea. Infine è stato eseguito anche un ultimo esame, l’autorefrattometria, che serve per dare una stima della rifrazione, quindi del difetto dei propri occhi.

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I parametri della nostra collega, come potete vedere nel video, sono stati valutati attentamente anche dal chirurgo che andrà ad effettuare l'intervento, per capire che tipologia di operazione fosse più adatta a lei.

Al termine di tutti questi esami, il chirurgo ha optato per la tecnica Femtolasik, che in pratica funziona così: si crea un lembo di epitelio corneale con un laser a femtosecondi (da qui il nome), si solleva il lembo, e poi con un laser ad eccimeri si modella la cornea per correggere il difetto. Infine, il lembo si riappoggia, e in circa 24 ore si ha il miglioramento della vista.

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L’operazione agli occhi

Il giorno dell’operazione, il chirurgo ha visitato la nostra collega per controllare lo stato di salute dei suoi occhi. Come potete vedere dal video, siamo scesi nel piano delle sale operatorie, dove Alessandra si è stesa sul lettino.

L’ultimo step prima dell’operazione è quello della totale anestetizzazione dell’occhio con un collirio. Dopo un breve periodo di tempo, e con l’aiuto di speciali pinzette, il chirurgo mantiene aperto il primo occhio, posiziona lo strumento nella posizione adatta, e aziona il laser a femtosecondi per soli 6 secondi: questo step serve per creare il lembo corneale. Lo stesso trattamento viene fatto anche per l’altro occhio.

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Ma c’è un secondo step: qui il lembo corneale viene sollevato, e viene attivato il laser a eccimeri per 6 secondi. Poi si riappoggia il lembo e si ripete lo stesso procedimento anche per il secondo occhio. Nel giro di soli 15 minuti, l’operazione è già terminata.

Il post-intervento

La nostra collega ha avuto la vista appannata inizialmente, e un leggero mal di testa. Nelle ore successive ha messo le gocce antibiotiche e sperimentato un po’ di lacrimazione, una lieve irritazione (circa 2-3 ore) e una leggera fotofobia, e così il chirurgo le ha dato degli occhiali da sole per affrontare il pomeriggio.

Circa 24 ore dopo l’intervento Alessandra ha fatto una visita di controllo per vedere che tutto stesse guarendo, e ci vedeva molto meglio rispetto a prima. Sia la visita del giorno dopo che quella della settimana successiva sono andate bene: gli occhi stavano guarendo perfettamente. Una cosa che Alessandra ha riscontrato sono stati gli aloni notturni, che hanno iniziato a diminuire e nel giro di 2-3 mesi per una questione di neuroadattamento, sono scomparsi.

In definitiva, l’esperienza di Alessandra dimostra che la chirurgia refrattiva non è solo una procedura medica, ma un vero e proprio investimento sulla propria qualità della vita. Poter praticare sport all'aperto senza l'ingombro degli occhiali o svegliarsi al mattino vedendo chiaramente il mondo circostante sono traguardi che, grazie alle tecnologie messe in campo, come in questo caso, da realtà come Vista Vision.

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