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17 Gennaio 2026
14:40

La sfida italiana per l’accumulo di energia di GES: come funziona la batteria ibrida idrogeno-manganese

L'azienda italiana GES ha lanciato una batteria a flusso ibrida idrogeno-manganese. Un alternativa sostenibile alle batterie al litio, per offrire accumulo a lunga durata e stabilizzare l'energia di fonti rinnovabili.

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La sfida italiana per l’accumulo di energia di GES: come funziona la batteria ibrida idrogeno-manganese
ges batteria ibrida
Credit: GES, Press Kit

Green Energy Storage (GES), un azienda italiana con sede a Rovereto (Trento), ha lanciato una tecnologia innovativa di accumulo dell'energia basata sull'utilizzo di manganese e idrogeno. L'obiettivo è fornire un'alternativa sostenibile ed economica alle batterie al litio che oggi dominano il mercato mondiale e sono dipendenti dalla produzione in Paesi come la Cina. Infatti, il manganese è un elemento molto diffuso sulla Terra e ha può contare su una produzione italiana ed europea, garantendo una maggiore indipendenza dai materiali critici extra-UE.

L'importanza dei sistemi di accumulo di energia è data dal fatto che, nell'ambito della transizione energetica, le fonti rinnovabili (sole, vento) sono per loro natura intermittenti e metodi sempre più efficienti per mantenere energia a lungo termine sono essenziali.

Come funziona la tecnologia ibrida di GES

Le batterie di flusso sono speciali accumulatori ricaricabili che trasformano l'energia chimica in elettricità sfruttando reazioni di ossidoriduzione (redox). A differenza delle batterie classiche, gli elettroliti sono contenuti in due serbatoi esterni. Il loro funzionamento si basa sul trasferimento di elettroni tra specie chimiche che si ossidano (perdendo elettroni) e si riducono (acquisendoli) autoproducendo energia sotto forma di ioni H+.

Il nome "flusso" deriva proprio dal movimento di questi liquidi, che vengono pompati continuamente attraverso una membrana centrale dove avviene la reazione. Grazie a questa architettura, possono immagazzinare enormi quantità di energia (megawattora) per lunghi periodi. Esistono due grandi tipologie di queste batterie, sistemi con soli elettroliti liquidi (esempio: vanadio) o sistemi ibridi liquido-gas (esempio: bromo e zinco).

La tecnologia GES, protetta da 7 brevetti, è un sistema ibrido che utilizza una combinazione di idrogeno (gas) e un elettrolita liquido a base di manganese.

schema batterie ges
Schema del funzionamento delle batterie ibride GES. Credit: GES

Durante la fase di carica, quando c'è abbondanza di energia (per esempio in pieno giorno con i pannelli solari), l'elettrolita liquido viene pompato nel "cuore" del sistema. Qui le molecole d'acqua si scindono generando protoni (H+) che diventano idrogeno gassoso (H2), subito stoccato in un serbatoio esterno. Nel frattempo, il manganese nel liquido cambia stato di ossidazione e si "carica".

Quando invece c'è bisogno di energia (per esempio di notte), il processo si inverte. L'idrogeno viene prelevato dal serbatoio e inviato nuovamente al cuore del sistema, dove incontra l'elettrolita carico. Avviene la reazione opposta: l'idrogeno si divide liberando elettroni – che generano corrente elettrica nel circuito esterno – e protoni, che tornano nel liquido riportando il manganese allo stato iniziale, pronto per un nuovo ciclo.

I vantaggi del sistema GES

La tecnologia, che nel 2022 ha ricevuto un finanziamento Ipcei (Important Projects of Common European Interest) di 61,5 milioni di euro, è pensata specificamente per il Long Duration Energy Storage (LDES), ovvero l'accumulo di energia per lunghe durate (ore o giorni), fondamentale per stabilizzare la rete elettrica con le rinnovabili. Tra i punti di forza del progetto, oltre all'integrazione dell'intelligenza artificiale per gestire la sicurezza e fare manutenzione predittiva, ci sono:

  • Materiali: il manganese è un metallo abbondante ed economico
  • Costo: promette un costo di stoccaggio (LCOS) significativamente inferiore rispetto alle tecnologie attuali. L'uso di un solo elettrolita dimezza la quantità di materia prima necessaria e di conseguenza i costi di produzione
  • Sicurezza: funziona a temperatura ambiente, utilizza elettroliti acquosi e utilizza processi chimici non corrosivi e non tossici
  • Sostenibilità: l'intero sistema è riciclabile e ha un impatto ambientale ridotto

L'azienda stima un numero di cicli superiore a 12.000 che corrisponderebbero a un ciclo di vita di 15-20 anni, rendendo il sistema altamente competitivo sul mercato.

GES ha annunciato che aprirà una sede in Spagna, a Bilbao, dove lo scorso anno un blackout dovuto proprio da un eccesso di produzione rinnovabile che la rete, priva di adeguati sistemi di accumulo, non è riuscita a gestire.

Applicazioni: reti elettriche e grandi impianti

L'esordio di questa tecnologia è previsto per il 2027, con applicazioni su scala industriale, reti elettriche e grandi impianti a fonti rinnovabili. Caratterizzato da un’efficienza superiore al 75%, il sistema è pensato sia per i grandi utilizzatori di energia verde, che possono così migliorare la propria gestione energetica e la sicurezza della fornitura, che per i fornitori o distributori, il cui obiettivo è ottimizzare la gestione dello stress sulla rete elettrica.

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Matteo Galbiati
Junior Content Editor
Sono diventato Content Editor di Geopop dopo una laurea in Biotecnologie Mediche e Farmaceutiche e un'esperienza da ricercatore tra biomateriali e colture cellulari, ho infatti lasciato il laboratorio per la mia passione: la divulgazione scientifica. Quello che era nato come un gioco sui social per raccontare le biotecnologie si è trasformato in una professione, consolidata da un Master in Comunicazione Scientifica. Sono anche un instancabile sportivo, con una passione che spazia dal calcio al basket, passando per la corsa, il tennis e il football americano.
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