
Una missione archeologica congiunta egiziano-cinese del Consiglio Supremo delle Antichità egiziano, dell’Università di Pechino e dell’Istituto di Archeologia dello Shandong ha portato a una nuova scoperta archeologica a Tel Aziz, vicino a Mit Rahina, nell’area di Giza, in Egitto. Gli studiosi hanno portato alla luce una struttura in calcare che sarebbe stata parte del tempio del faraone Apries (598-570 a. C.), sovrano della XXVI dinastia (VI secolo a.C.), regnante nel periodo della storia egizia noto come Periodo Tardo, durante il quale il paese fu sotto l'influenza greca e persiana.
Il sito si trova nell’area dell'antica Menfi, una delle città più importanti della storia egiziana. Secondo gli archeologi, l’area meridionale di Tel Aziz faceva parte del cuore urbano della città. Il tempio non sarebbe stato utilizzato solo all’epoca di Apries, ma avrebbe continuato a essere frequentato per secoli, fino al periodo greco-romano: un segno della lunga continuità religiosa del luogo, come accaduto in numerosi altri siti in Egitto.

Tra i ritrovamenti più rilevanti ci sono cinque sfingi prive di testa e diversi blocchi di pietra con iscrizioni geroglifiche dedicate al dio Ptah, divinità principale di Menfi, protettore di architetti e artigiani. Sono emersi anche cartigli (iscrizioni col nome del sovrano) con il nome di Apries, oltre a oggetti di uso quotidiano come ceramiche, vetro e monete di rame. La scoperta aiuta a ricostruire la pianta della città e a comprendere meglio la vita religiosa e urbana di Menfi tra il Periodo Tardo e l’epoca romana. Gli scavi riprenderanno ad aprile, con l’obiettivo di riportare alla luce nuove strutture e chiarire ulteriormente la storia di questo antico centro.