
Si è svolta la spedizione BRIDGES della nave da ricerca Gaia Blu del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche). Il suo obiettivo è stato individuare testimonianze sommerse del ponte di terra che 22.000 anni fa, durante l’ultima era glaciale, collegava la Sicilia sud-orientale alle isole maltesi. A quel tempo il livello del mare era circa 120 m più basso rispetto a oggi e questo lembo di terra poteva emergere facilitando gli spostamenti di animali ed esseri umani. La spedizione BRIDGES, effettuata tra fine dicembre 2025 e inizio gennaio 2026, è nata dalla collaborazione tra l’Istituto di Scienze marine del CNR, l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica sperimentale (OGS) e l’Università di Malta. Grazie alla tecnologia avanzata della Gaia Blu potremo ottenere una ricostruzione del paesaggio oggetto dell’indagine molto più dettagliata rispetto a quella elaborata finora.
La spedizione BRIDGES a bordo della nave Gaia Blu
I ricercatori hanno operato a bordo della nave da ricerca Gaia Blu, lunga 84 m e con una stazza di oltre 2000 tonnellate, che ha alle spalle decine di spedizioni scientifiche. La nave è un vero e proprio gioiello dal punto di vista tecnologico, dispone infatti di apparecchiature per il rilievo batimetrico in grado di ricostruire in modo estremamente dettagliato la morfologia del fondale. Sarà possibile così individuare anche le antiche linee di costa e identificare gli elementi del paesaggio emerso di 22.000 anni fa, come valli e rilievi. Il risultato sarà un modello tridimensionale fedele di quell’ambiente ormai sommerso. Durante la spedizione i ricercatori si sono inoltre occupati di raccogliere dal fondale campioni di sedimenti che serviranno a comprendere per quanto tempo il ponte di terra è rimasto emerso e a individuare eventuali tracce del passaggio di organismi viventi.

L’Italia dell’ultima era glaciale e il ponte continentale siculo-maltese
Durante la fase più fredda dell’ultima era glaciale, tra 25.000 e 19.000 anni fa, nella nostra penisola le temperature erano di circa 4-5 °C più basse rispetto a oggi. Una calotta di ghiaccio spessa più di 1 km si estendeva sull’Italia settentrionale fino a raggiungere la Pianura Padana. A causa dell’enorme quantità di acqua intrappolata nei ghiacci del pianeta, il livello del Mediterraneo risultava più basso di 120 m rispetto a oggi: ciò significa che molte aree attualmente sommerse emergevano dalle acque. Al posto della porzione settentrionale del Mar Adriatico si estendeva una piana che univa l’Italia alla penisola balcanica. Sardegna e Corsica erano unite a formare un’unica grande isola, così come la Sicilia e Malta. In particolare, le isole maltesi erano collegate sia tra loro sia alla Sicilia dal cosiddetto ponte continentale siculo-maltese. Questo lembo di terra emerso fungeva da passaggio per grandi quadrupedi, i cui resti sono stati trovati in alcune grotte delle isole maltesi. L’evoluzione nel tempo del ponte continentale è stata documentata, ma finora è stato difficile individuarne prove dettagliate a causa della scarsa disponibilità di dati batimetrici ad alta risoluzione e di carote di sedimenti. Ora, con i risultati della spedizione BRIDGES, si potrà finalmente colmare una lacuna nella nostra conoscenza di quel paesaggio sommerso.
