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10 Aprile 2026
11:01

Rientro di Artemis II sulla Terra, come e a che ora seguire lo splashdown della NASA in diretta stanotte

L'ammaraggio della capsula Orion nell'Oceano Pacifico è previsto poco dopo le 02:00 italiane nella notte tra il 10 e l'11 aprile. Ecco tutto quello che c'è da sapere per seguire il momento più critico della missione Artemis II.

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Rientro di Artemis II sulla Terra, come e a che ora seguire lo splashdown della NASA in diretta stanotte
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La capsula Orion della missione Artemis I (dicembre 2022) subito dopo l’ammaraggio. Credit: NASA

Dopo dieci giorni di viaggio nello spazio, dopo aver sorvolato la Luna e stabilito un nuovo record di distanza dalla Terra, la missione Artemis II della NASA si avvicina al suo epilogo. Nella notte tra il 10 e l'11 aprile, la capsula Orion con a bordo i quattro astronauti Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen rientrerà nell'atmosfera terrestre e ammarerà nell'Oceano Pacifico al largo di San Diego attorno alle 2:07 italiane (le 20:07 locali). È il momento più critico e tecnicamente complesso dell'intera missione: in pochi minuti, la capsula dovrà decelerare da decine di migliaia di km/h fino a poche decine di km/h, resistendo a temperature di migliaia di gradi mentre scende verso l'oceano. Il rientro sarà trasmesso in diretta dai canali ufficiali (YouTube e social) della NASA.

Le ultime tappe di Artemis II: la tabella di marcia del rientro

Le operazioni di rientro entreranno nel vivo verso le 1:30 della notte dell'11 aprile, quando il modulo abitativo della navicella Orion si separerà dal modulo di servizio. Circa 10 minuti dopo si attiverà il propulsore del modulo e verso le 1:55 la capsula comincerà a interagire con le parti più alte dell'atmosfera terrestre a circa 120 km di quota. Il primo paracadute si aprirà qualche minuto dopo, a un'altezza circa 7 km dal suolo, seguito dai tre paracadute secondari a 3 km da terra.

Finalmente, alle 2:07 (minuto più minuto meno) avverrà l'ammaraggio, con lo splashdown di Orion al largo della costa pacifica meridionale degli Stati Uniti, dove i quattro astronauti verranno recuperati entro qualche minuto da navi della NASA e della Marina Militare USA già posizionate nella zona. Sarà un processo graduale, perché il corpo umano ha bisogno di tempo per riadattarsi alla gravità terrestre dopo svariati giorni in condizioni di microgravità.

Dove vedere il rientro in diretta streaming

La NASA trasmetterà una diretta ufficiale dedicata al rientro a partire dalle 00:30 italiane dell'11 aprile sul suo canale YouTube ufficiale.

In alternativa, il team di Astrospace.it seguirà e commenterà l'evento in italiano a partire dalle 21:00 di venerdì 10 aprile sul loro canale YouTube, ripercorrendo tutta la missione prima di arrivare ai momenti clou del rientro. Poco prima, alle 20:30 del 10 aprile, sarà disponibile anche una diretta sul canale YouTube del progetto di divulgazione astronomica Chi ha paura del buio?

Come funziona il rientro della capsula Orion

Il rientro di Orion non è una semplice caduta verso la Terra: è una manovra complessa che inizia con la separazione tra il modulo di equipaggio e il modulo di servizio europeo, il componente costruito dall'ESA che ha fornito energia e propulsione durante tutto il viaggio. Da questo momento, resta solo la capsula con gli astronauti.

Una delle particolarità più interessanti di Orion è l'utilizzo di una tecnica chiamata rientro "a rimbalzo" (skip reentry): la capsula entra nell'atmosfera, risale leggermente e poi rientra una seconda volta. Questa doppia immersione serve a ridurre le forze che agiscono sugli astronauti e a migliorare la precisione della traiettoria verso la zona di ammaraggio prevista.

Durante la discesa, lo scudo termico protegge l'equipaggio dalle temperature elevatissime generate dall'attrito con l'aria. Infine si aprono i paracadute in sequenza: prima quelli più piccoli per stabilizzare la capsula, poi quelli principali che rallentano Orion fino a una velocità sicura per l'impatto con l'acqua.

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Filippo Bonaventura
Content editor coordinator, Autore
Coordinatore editoriale di Geopop, autore di contenuti e responsabile del magazine geopop.it, dove scrivo principalmente di astronomia, spazio, fisica e meteorologia. Ho una laurea in Astrofisica, un Master in Comunicazione della Scienza alla SISSA di Trieste e in passato ho fatto divulgazione scientifica con il progetto “Chi ha paura del buio?”.
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