
Osservare anche solo in 3D quello che c’è sotto il cofano di un'automobile ibrida può essere davvero sorprendente: tra pacco batterie, motore termico e motore elettrico, ci sono più componenti di quanto si immagini. E non tutto è come sembra: infatti, basta avvicinarsi al motore elettrico per scoprire che, in realtà, non ce n'è uno solo, ma due. È da questa scoperta che parte il nostro video, in cui andiamo ad analizzare nel dettaglio la tecnologia DM-i di BYD.
Cos'è la tecnologia DM-i e cosa cambia

La tecnologia DM-i presente sulle auto ibride di BYD è una variante del sistema plug-in, ma con una differenza fondamentale: qui non è il termico ad avere la precedenza, con l'elettrico a dargli una mano: è l'esatto contrario. Il motore elettrico, quindi, è il vero protagonista. Il motore termico lavora perlopiù "dietro le quinte", come una centrale elettrica portatile che gira al regime più efficiente per produrre l'energia necessaria all'elettrico.
Ecco perché – come abbiamo visto all’inizio del video – all'apertura del cofano si trovano non uno ma due motori elettrici: uno per la trazione e uno che funziona da generatore.
Come si comporta un auto con tecnologia super ibrida DM-i su strada
Con la batteria carica, l'auto con una tecnologia super ibrida DM-i si comporta quasi come una vettura puramente elettrica: è il motore elettrico a muovere le ruote, recuperando energia sia in frenata sia al rilascio dell'acceleratore. Il motore termico, però, non è completamente escluso: può comunque intervenire quando serve più potenza o per ottimizzare l’efficienza del sistema.
Un tipo di guida ideale soprattutto in città, dove spesso ci si deve fermare agli stop e si rimane imbottigliati nel traffico.
Quando la batteria si scarica (intorno al 20-25%), invece, il motore termico si “sveglia” ed entra in funzione: non per muovere direttamente le ruote, ma per alimentare il generatore, che a sua volta alimenta il motore di trazione. I due sistemi lavorano in serie, uno dopo l'altro.
C'è però un'eccezione: ad alte velocità – quando puntare solo sull'elettrico farebbe scendere l'efficienza – il motore termico entra in parallelo e partecipa attivamente al movimento. È la centralina a decidere quando e come, sempre con l'obiettivo di ottimizzare i consumi.
