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16 Marzo 2026
10:07

Banksy si chiama Robin Cunningham: l’indagine che svelerebbe l’identità dello street artist

Banksy, il più celebre e misterioso street artist al mondo, affascina con opere provocatorie e un’identità mai svelata. Fino a ora: nato artisticamente a Bristol negli anni ’90, il suo anonimato si infrange con un'inchiesta di Reuters, che rivela il nome di Robin Gunningham.

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Banksy si chiama Robin Cunningham: l’indagine che svelerebbe l’identità dello street artist
Bansky Betlemme
Un’opera di Banksy a Betlemme. Credit: Davide Mauro, CC BY–SA 4.0, via Wikimedia Commons.

Bansky ora ha un'identità: un'inchiesta dell'agenzia internazionale Reuters ha rivelato in questi giorni che lo street artist più celebre al mondo, rimasto nell'anonimato per decenni, sarebbe Robin Gunningham, un uomo nato a Bristol, in Inghilterra, nel 1973, che da anni, proprio per sviare le continue indagini sulla sua identità, userebbe un altro nome: David Jones.

Come hanno scoperto l’identità dello street artist

I giornalisti hanno analizzato i documenti di alcune attività legate a Banksy, trovando appunto il nome "David Jones", ma soprattutto seguito la pista di uno stencil realizzato dall'artista su un palazzo distrutto della città ucraina di Horenka, non lontano da Kiev: l'opera, risalente al novembre del 2022, raffigura un uomo con la barba che si lava dentro una vasca da bagno. Andando personalmente in Ucraina, i giornalisti hanno parlato con gli abitanti, mostrato loro delle foto di persone accostate a Banksy in passato. Tutti hanno confermato che il murale era stato realizzato da tre persone: una è stata facilmente riconducibile a Giles Duley, fotografo e documentarista inglese ringraziato pubblicamente da Banksy per avergli lasciato usare un'ambulanza tramite la sua associazione. Gli altri due, hanno ricostruito, erano proprio Robert Del Naja e lo stesso Banksy.

Non solo: i giornalisti, studiando un libro scritto da Lazarides e degli account Instagram, sono risaliti ai documenti relativi a un arresto avvenuto a New York nel settembre del 2000, quando Banksy era stato colto dalla polizia mentre stava modificando un cartellone pubblicitario sul tetto di un palazzo durante la settimana della moda. Leggendo i fascicoli, hanno trovato una confessione firmata da Gunningham.

Le teorie confermate sull'identità di Banksy

La rivelazione ha sorpreso il mondo fino a un certo punto: era un fatto praticamente certo che si trattasse di un uomo inglese. Banksy è infatti diventato famoso con i suoi graffiti a stencil realizzati a Bristol nei primi anni '90, e quasi tutte le teorie in circolazione volevano che fosse nato nell'area nei primi anni '70. Le opere degli anni '90 hanno un forte carattere politico, che con gli anni si è a tratti stemperato: il suo primo grande murale con stencil (The Mild Mild West) raffigura un orsacchiotto che lancia una molotov contro tre poliziotti in tenuta antisommossa.

mild mild west bansky
The Mild Mild West. La prima opera di street art realizzata da Banksy nel 1999 Bristol. Credit: Lhollo, CC0, via Wikimedia Commons.

La prima inchiesta importante su Banksy risale al 2008, quando il giornale britannico Mail on Sunday aveva svelato che Banksy fosse Robin Gunningham, "un ex studente di scuola pubblica cresciuto in una periferia borghese". Una teoria rafforzata dal fatto che la BBC aveva riportato alla luce un'intervista del 2003 in cui l'artista sembrava confermare che il suo nome di battesimo "Robbie". Stando a Reuters, dopo la pubblicazione dell’articolo, Gunningham avrebbe cambiato il suo nome in David Jones. Steve Lazarides, ex manager dell’artista, ha confermato di aver organizzato il cambio del nome del suo cliente, senza però rivelare quale fosse.

Questa non era stata l'unica teoria sulla presunta identità di Banksy. Anche il cantante Robert Del Naja del gruppo trip hop di Bristol Massive Attack, era stato accostato all'artista, ma ha sempre negato, pur ammettendo di conoscere l'identità del vero Banksy: ora l'inchiesta lo ha ricollegato allo street artist per la realizzazione di alcuni murales a quattro mani.

Altre teorie meno accreditate riconducevano l'artista a personaggi pubblici come Neil Buchanan, conduttore del celebre programma per bambini e ragazzi Art Attack, o l'artista francese Thierry Guetta, cioè Mr. Brainwash (che peraltro compare nel documentario di Banksy Exit Though the Gift Shop).Un'altra possibilità a lungo ventilata è stata quella che vedeva in Banksy non un unico uomo, ma diverse persone operante come un collettivo artistico.

Il mito di Banksy è al capolinea?

Ora tutti si chiedono cosa sarà di Banksy. Quando le sue opere cominciarono a comparire, all'inizio degli anni 2000, prima a Londra e poi nelle grandi città di tutto il mondo, ogni nuovo pezzo era un evento mediatico e Banksy diventò presto una celebrità anche grazie al suo status di "artista mascherato". Con la fama sono arrivati gli imitatori: anche per questo l'artista rivendica le proprie opere pubblicandone almeno una foto sulla propria pagina Instagram.

Il suo brand personale è cresciuto nell'ultima quindicina d'anni, insieme al fenomeno delle mostre di street art (per alcuni un controsenso, visto la natura effimera e antisistema dell'arte di strada). Le mostre con i suoi stencil dal gusto pungente e tragicomico hanno fatto il tutto esaurito in giro per il mondo, e le sue opere sono andate sul mercato per cifre enormi, con clienti come Brad Pitt, Paul Smith e Christina Aguilera. Un momento memorabile della sua ascesa sul mercato risale al 2018, quando l'artista realizzò una "performance artistica" durante un'asta, distruggendo dal vivo il suo stencil "Girl with Balloon" alla casa d'aste Sotheby's pochi istanti dopo che era stato venduto per un milione di sterline.

Tutto questo, però, è sempre avvenuto nell'anonimato. E ora? L'uomo non ha commentato personalmente, né l'ha fatto tramite la sua compagnia, Pest Control Office, che solitamente media i rapporti tra lui e l'esterno. Il suo storico avvocato, Mark Stephens, ha detto pubblicamente che considera la ricostruzione di Reuters irrealistica e che in ogni caso divulgare delle informazioni sulla sua possibile identità potrebbe minacciare la sicurezza personale, oltre che l'operato, dell'arista. Che sia la fine di Banksy?

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