
Lo Strumento Anti-coercizione, anche definito da Bruxelles “bazooka commerciale”, è la risposta che l'UE potrebbe utilizzare contro Donald Trump, dopo che il Presidente USA ha minacciato gli otto Stati europei che hanno inviato forze militari in Groenlandia – Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Svezia, Norvegia e Regno Unito – di aumentare i dazi alle importazioni di prodotti al 10% dal 1 febbraio e al 25% a partire dal 1 giugno 2026.
Il presidente francese Macron ha quindi invocato e considerato l’ipotesi di utilizzare l'Anti-Coercion Instrument, una contromisura commerciale approvata dal Parlamento europeo a ottobre 2023, che permette ai Paesi europei di reagire in caso di pressioni o ritorsioni economiche messe in atto da Paesi terzi con l'obiettivo di influenzare decisioni o scelte politiche. Secondo il Financial Times le contromisure europee potrebbero costare agli USA fino a 93 miliardi di dollari.

Cos’è il “bazooka” commerciale contro Trump e a cosa serve
Soprannominato “bazooka” a Bruxelles, lo Strumento anti-coercizione è una contromisura economica e commerciale, creata dall’Unione Europea e finora mai utilizzata, in quanto pensata come deterrente e ultima risorsa in casi estremi. Nel caso in cui un Paese terzo effettui pressioni economiche e commerciali per influenzare decisioni e scelte politiche dell’Unione, quest’ultima può – votando a maggioranza qualificata dei Paesi membri (minimo 15) – adottare delle contromisure commerciali ed economiche per difendersi.
Il primo canale da attivare in caso di pressioni o misure restrittive imposte da Paesi terzi è comunque quello della mediazione e della diplomazia. Lo Strumento anti-coercizione va utilizzato infatti come deterrente e messo in atto solo nel caso in cui i canali diplomatici non abbiano avuto gli effetti desiderati.
Tra le varie misure previste dallo Strumento anti-coercizione troviamo:
- Limitare l’accesso di aziende o gruppi ai mercati finanziari europei;
- Escluderli da appalti pubblici;
- Revocare le licenze di importazione;
- Restrizioni sui diritti di proprietà intellettuale;
- Vietare servizi digitali come software o piattaforme di streaming.
L'Unione europea può anche decidere di chiedere un risarcimento in denaro per il danno causato dalla coercizione economica.

Perché è nato lo Strumento Anti-coercizione dell'UE
Lo Strumento anti-coercizione fu approvato ad ottobre 2023 in seguito alle restrizioni commerciali che la Cina aveva imposto alla Lituania nel 2021, dopo l’annuncio di quest’ultima di voler rafforzare e intensificare gli scambi commerciali con Taiwan. Le imprese lituane, infatti, incontrarono grandi difficoltà nei rinnovi di contratti con imprese cinesi, blocchi di merci alla dogana e altre pressioni commerciali esercitate dalla controparte cinese. Il Parlamento europeo decise quindi di denunciare questo caso e da quel momento iniziò una discussione a livello europeo sulla necessità di contrastare con misure concrete in questi casi.
Come funziona l'Anti-Coercion Instrument europeo e come si attiva
Dopo aver avviato la procedura prevista dallo Strumento anti-coercizione, la Commissione europea ha quattro mesi di tempo per avviare le indagini per verificare che sussista la coercizione ad opera di un Paese terzo. Durante questo periodo, qualsiasi attore interessato dalla potenziale coercizione può presentare alla Commissione tutte le informazioni utili e necessarie alla richiesta in esame.
In seguito, in base ai risultati dell’indagine, il Consiglio ha tra le otto e le dieci settimane per decidere se sussiste o meno la coercizione, con un voto a maggioranza qualificata. In caso positivo, e se gli Stati membri sono d'accordo, la Commissione ha sei mesi di tempo per formulare la contromisura adeguata, aggiornando regolarmente Parlamento Europeo e Consiglio. La Commissione avvierà anche consultazioni con il Paese terzo per cercare una via diplomatica per la risoluzione della coercizione, come arbitrati, conciliazioni e mediazioni.
L'Anti-coercion Instrument è in linea con il diritto internazionale e non compromette le regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) nè il suo sistema di risoluzione delle controversie, che non può essere utilizzato per casi specifici di coercizione economica in modo unilaterale, come invece prevede lo Strumento anti-coercizione. Quest'ultimo inoltre prevede una reattività e dei tempi più brevi per difendersi dalle misure e ritorsioni messe in atto da un Paese terzo.