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17 Marzo 2026
17:00

Caro benzina e diesel, prezzo record del gasolio che arriva a +2euro in Italia: l’analisi degli aumenti

La guerra in Iran sta spingendo i carburanti ai massimi: il Codacons stima circa 415 euro in più l'anno per automobilista, ma il governo esclude il taglio delle accise.

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Caro benzina e diesel, prezzo record del gasolio che arriva a +2euro in Italia: l’analisi degli aumenti
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Ogni volta che si apre un conflitto le pompe di benzina diventano il termometro più immediato della crisi. È successo nel 1973 con l'embargo arabo, nel 1990 con la Guerra del Golfo, nel 2022 con l'invasione russa dell'Ucraina. E sta succedendo adesso, con la guerra in Iran. Da quando Stati Uniti e Israele hanno attaccato Teheran i prezzi dei carburanti in Italia non hanno smesso di salire. Il gasolio ha toccato la cifra più alta da marzo 2022, quando il governo Draghi fu costretto a tagliare le accise per arginare i rincari. La benzina è al massimo dall'agosto 2024. A spingere ulteriormente i prezzi c'è anche il cambio: l'euro è ai minimi sul dollaro dall'agosto 2025, e siccome il petrolio si compra in dollari, ogni centesimo perso dalla moneta unica si scarica direttamente sul prezzo alla pompa. Il governo Meloni sta valutando le contromisure, ma il taglio generalizzato delle accise sembra escluso: l'ipotesi più probabile è un bonus carburante per i redditi più bassi.

Gli aumenti del costo dei carburanti in Italia

Per capire la portata degli aumenti bisogna guardare i singoli marchi. Secondo la rilevazione di Staffetta Quotidiana, Eni ha superato nuovamente quota 2 euro al litro sul gasolio, dopo un paio di settimane al di sotto: sulla benzina resta circa 4 centesimi sotto la concorrenza, e tra i sei e i sette sotto rispetto agli altri principali marchi. IP ha aumentato di 2 centesimi al litro i prezzi consigliati sia di benzina che di gasolio. Q8 ha registrato un rialzo di 5 centesimi su entrambi i carburanti. Il ritocco più consistente è quello di Tamoil: +4 centesimi sulla benzina e addirittura +8 sul diesel.

Tradotto in costi concreti, secondo le stime del Codacons un singolo pieno di gasolio costa oggi 17,3 euro in più rispetto a prima dello scoppio del conflitto in Iran — il gasolio ha subito un'impennata di 32,3 centesimi al litro. Su base annua, calcolando una media di due rifornimenti al mese, l'aggravio totale per ogni automobilista arriva a 415 euro. Una sottrazione netta di potere d'acquisto che, attraverso i costi di trasporto, rischia di alimentare una nuova spirale inflattiva.

I prezzi di benzina e diesel oggi per regione

I dati aggiornati al 17 marzo 2026, elaborati dalle rilevazioni regionali del ministero dei Trasporti, mostrano questo quadro sulla rete stradale nazionale.

In autostrada i prezzi salgono ancora. Secondo i dati del ministero aggiornati al 17 marzo:

  • Benzina self service: 1,941 €/litro (servito 2,178)
  • Gasolio self service: 2,148 €/litro (servito 2,385)
  • GPL servito: 0,836 €/litro
  • Metano servito: 1,537 €/kg

Accise e bonus carburante: cosa sta decidendo il governo

La risposta del governo parte da una scelta di campo: niente taglio generalizzato delle accise. Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha motivato questa posizione con un precedente scomodo. Nel 2022 il governo Draghi provò la stessa strada e tenne le accise tagliate per mesi, con una spesa che si avvicinava al miliardo di euro al mese: l'inflazione non si fermò, e secondo l'Ufficio di Bilancio della Camera a beneficiarne furono soprattutto i nuclei familiari più abbienti, quelli che consumano più carburante. Quello che il governo sta costruendo è invece un sistema di protezione su misura.

  • Il primo pilastro è un bonus benzina per le famiglie con ISEE sotto i 15.000 euro.
  • Il secondo sono crediti d'imposta per autotrasportatori e imprese più esposte al caro-energia, per evitare che i rincari si trasferiscano sui prezzi dei beni.
  • Il terzo strumento, tecnicamente più complesso, è l'accisa mobile: un meccanismo che abbassa le accise usando come copertura il maggior gettito IVA che lo Stato raccoglie automaticamente quando i prezzi salgono. Il vicepremier Antonio Tajani ha lasciato aperta questa porta, ma con un vincolo pratico: l'extragettito IVA sarà contabilizzabile solo a fine mese, il che rende difficile un intervento immediato.

Sul fronte opposto, sia le opposizioni che le associazioni dei consumatori contestano la lentezza della risposta. Il Codacons ha calcolato che con i prezzi ai livelli attuali lo Stato incassa ogni giorno 9,5 milioni di euro in più rispetto a fine febbraio, mentre gli automobilisti ne spendono 16,5 milioni in più. L'associazione definisce i bonus un rimedio insufficiente, ricordando che il taglio delle accise del 2022 — quello che Urso cita come fallimento — portò in realtà un risparmio complessivo di circa 4 miliardi di euro per i consumatori e contribuì a far scendere l'inflazione di mezzo punto percentuale. Elly Schlein attacca sul piano politico, chiedendo che l'extragettito venga restituito subito ai cittadini.

Il dossier è ancora aperto. Un passaggio decisivo sarà il Consiglio europeo del 19 e 20 marzo, da cui potrebbe uscire una risposta coordinata tra i paesi membri per contenere i prezzi energetici. Se non arriverà nulla di concreto, la pressione sull'esecutivo italiano è destinata ad aumentare: con il gasolio che non scende sotto i 2 euro, ogni settimana che passa ha un costo politico oltre che economico.

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