benzina-prezzi-vent-anni

Oggi il prezzo della benzina in molti distributori italiani ha già superato i due euro al litro e al momento anche il gasolio è in costante crescita. Per quale motivo c'è il caro benzina? Il mercato del petrolio è estremamente complesso perché  ci sono numerose variabili in gioco che influenzano il prezzo del barile (e quindi della benzina).
Solitamente (per semplificare al massimo) possiamo dire che i picchi di prezzo positivi sono associati a periodi durante i quali la domanda supera l'offerta; al contrario i picchi negativi si verificano quando l'offerta supera la domanda. A questo meccanismo se ne aggiungono altri che rendono il tutto molto più complesso, come il valore del dollaro, il cambio di politiche interne delle associazioni (es. OPEC, cioè un'associazione di 13 Paesi esportatori di petrolio), oppure la presenza o meno di conflitti e scontri tra nazioni. Inoltre teniamo a mente che il valore della benzina non dipende solo dal prezzo della materia prima ma anche da altre componenti come accise e IVA (per approfondire abbiamo fatto un video sui fattori che influiscono sul prezzo della benzina).

Tenendo conto di tutti questi fattori, cosa sta succedendo al prezzo della benzina? Cosa sappiamo su questo rincaro del carburante? Cerchiamo di fare un po' di chiarezza andando a vedere in che modo è variato il prezzo in Italia negli ultimi vent'anni (2002-2022). Partendo dai dati MISE abbiamo realizzato un grafico sul quale sono riportate delle lettere dalla A alla G: queste corrispondono ai principali aumenti/cali del ventennio che andremo a spiegare uno per uno.

prezzo benzina andamento

Crisi finanziaria del 2008 (Lettera A, B)

crisi finanziaria benzina

Come si vede dal grafico, dal 2002 al 2008 il prezzo della benzina è salito a causa di un generale sviluppo dell'economia. Negli USA questa crescita fu in parte legata ad un'azzardata politica immobiliare basata su mutui concessi a chiunque. Senza scendere nei dettagli possiamo dire che questo sistema comportò da una parte una grande richiesta di energia e, dall'altra, il collasso del sistema immobiliare e finanziario. Si assistì quindi ad un iniziale e rapido incremento dei prezzi della benzina legato alla crescita economica, seguito in pochi mesi da un'enorme riduzione della domanda a causa della crisi in corso.
La crisi iniziò a retrocedere negli anni successivi, come mostra l'andamento crescente della curva dei prezzi post-2009 (fatta eccezione per un piccolo calo nel 2011 legato alla guerra in Siria).

La guerra civile libica del 2011 (Lettera C)

Libia benzina crisi

Tra il 2011 e il 2013 l'aumento dei prezzi è stato influenzato da diversi fattori ma, come confermato anche dall'EIA, uno tra i principali è quello legato alla cosiddetta Primavera Araba. Si tratta di un termine giornalistico usato per indicare una serie di guerre civili e tumulti iniziati nel 2010 in diversi Paesi dell'Africa settentrionale e in Medio Oriente. Tra i vari, quello della Guerra civile in Libia è stato uno tra i più importanti per quanto riguarda il settore petrolifero: in questo periodo si registrarono 1,5 milioni di barili di petrolio libico in meno ogni giorno, diminuendo quindi l'offerta e facendo alzare di molto i prezzi del greggio. Nello stesso lasso di tempo la domanda era in costante aumento a causa della necessità di petrolio da parte di alcuni mercati emergenti, come quello cinese e mediorientale.

Questi sono due dei principali fattori ma ne esistono anche altri come la crisi del debito sovrano in Europa (conseguenza della crisi globale del 2008) e la crescente differenza tra il mercato petrolifero americano WTI e quello europeo del Brent. La successiva discesa dei prezzi è stata resa possibile dalla scelta di alcuni Paesi di iniziare ad utilizzare le proprie scorte di petrolio, dall'aumento della produzione in Arabia Saudita e infine dalla ripresa della produzione in Libia.

Il boom della produzione statunitense (Lettera D)

boom produzione benzina

Dalla fine del 2014 all'inizio del 2015 prende il via una fase di abbassamento dei prezzi. Uno tra i principali fattori è legato ad un importante aumento della produzione interna di petrolio negli Stati Uniti e, allo stesso tempo, della decisione dell'OPEC di non diminuire la propria produzione: morale della favola, il mercato fu inondato dal petrolio a tal punto da far crollare il suo prezzo. Come conseguenza diretta calò anche il prezzo della benzina che in Italia tornò sotto all'euro e quaranta, cifra raggiunta l'ultima volta ben quattro anni prima.

Le sanzioni statunitensi all'Iran del 2018 (Lettera E)

iran benzina crisi

Il 2018 è stato un anno movimentato per il mercato del petrolio dal momento che in pochi mesi un rapido aumento è stato seguito da un'altrettanto rapida discesa.
Per quanto riguarda l'aumento dei prezzi, la principale causa è legata alla minaccia di sanzioni statunitensi all'Iran e alla complessa situazione geopolitica del Venezuela – ricordiamo infatti che sono entrambi Paesi dell'OPEC e quindi uno stop della loro produzione può influire in modo importante sul mercato del petrolio.

Questi timori fecero lievitare i prezzi che, però, scesero rapidamente subito dopo. Per quale motivo? Le cause furono diverse: negli USA ci fu un boom nella produzione di petrolio ottenuto tramite fracking, Paesi esterni all'OPEC incrementarono la loro produzione (es. Canada) e molte altre nazioni avevano già riserve petrolifere abbondanti (in vista della possibile scarsità di greggio ipotizzata solo qualche mese prima).

La pandemia di Covid-19 del 2020 (Lettera F)

covid benzina

Questo è forse uno tra i punti più semplici da comprendere: come tutti sappiamo la pandemia di Covid-19 ha in parte modificato i nostri stili di vita. In particolare, le importanti restrizioni sulla mobilità hanno comportato un drastico calo nella domanda, facendo di conseguenza abbassare i prezzi in maniera molto marcata – per quanto riguarda la benzina si è ritornati attorno all'euro e quaranta, come nel 2014/2015.

La situazione attuale (Lettera G)

attuale benzina

Oggi l'aumento dei prezzi della benzina è legato a numerosi fattori. Innanzitutto ci troviamo in un momento di ripresa economica post-covid e, come abbiamo visto, la crescita economica è generalmente accompagnata da un aumento della domanda (e quindi da un aumento dei prezzi). La guerra in Ucraina poi è sicuramente uno tra i vari fattori, anche se di particolare importanza è l'aumento dei prezzi del Brent – cioè il mercato sul quale si basano i prezzi di vendita del petrolio. Da cosa dipende questo aumento? Da una parte dipende dalla scelta dell'OPEC+ (cioè i 13 Paesi dell'OPEC più altri 10 associati) di non aumentare la propria produzione, tenendola fissa a 400 mila barili al giorno, dall'altra dipende dal valore dell'euro che, al momento, è solo di poco superiore a quello del dollaro. E questo che c'entra? Facciamo un esempio.

Se un barile viene venduto a 100 dollari e l'euro vale più del dollaro (per assurdo ipotizziamo €1=$2), vuol dire che quello stesso barile può essere comprato dall'Europa a 50 euro… Un affare insomma! D'altro canto se l'euro vale circa quanto il dollaro (ad esempio €1=$1,06) allora lo stesso barile da 100 dollari lo pagheremo comunque 94 euro, andando a spendere di più.

Articolo a cura di
Redazione