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4 Marzo 2026
6:00

Come funziona lo scudo antimissili che protegge gli Emirati Arabi dagli attacchi: i dubbi sulle scorte

Dopo l'attacco contro l'Iran di USA e Israele, gli Emirati Arabi Uniti hanno intercettato centinaia di missili e droni iraniani grazie all'avanzato scudo aereo che protegge Dubai e Abu Dhabi e che combina sistemi THAAD e Patriot. Vediamo come funziona e perché gli esperti hanno sollevato dubbi sulle scorte, comprese quelle iraniane.

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Come funziona lo scudo antimissili che protegge gli Emirati Arabi dagli attacchi: i dubbi sulle scorte
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Una riproduzione del sistema antimissilistico THAAD.

Dopo che l'Iran ha risposto all'attacco congiunto di USA e Israele colpendo basi militari USA e sedi diplomatiche in altri Paesi del Golfo, gli Emirati Arabi Uniti hanno intercettato con successo 174 missili balistici lanciati dall'Iran – di cui 161 sono stati distrutti, con i sistemi di difesa che hanno abbattuto 645 droni iraniani (su un totale di 689 lanciati) e 8 missili da crociera. Ma come funziona lo scudo missilistico emiratino, attivato lo scorso 28 febbraio? Si tratta di uno dei sistemi di difesa aerea più avanzati del mondo: non a caso, il Paese è stato il primo, dopo gli Stati Uniti, a schierare il sofisticato THAAD, acquisito nel 2015 grazie a un accordo multimiliardario.

Ora, però, dopo che Donald Trump ha dichiarato che la guerra in Iran proseguirà «almeno per altre quattro o cinque settimane», diversi analisti hanno sollevato dei dubbi sulla potenziale durata delle scorte missilistiche, essenziali per mettere in atto il muro difensivo. Secondo un'indiscrezione riportata da Bloomberg – non confermata da fonti ufficiali – con questi ritmi di guerra, il sistema antimissilistico degli Emirati Arabi Uniti potrebbe sostenersi per solo una settimana. Va detto, però, che è improbabile che l'Iran riesca a portare avanti attacchi missilistici di questa portata ancora per molto tempo, a meno che scelga di esaurire tutti gli armamenti a propria disposizione. Nel frattempo, a Dubai centinaia di cittadini italiani sono ancora bloccati: la Farnesina si sta attivando per cercare di riportarli a casa nonostante la chiusura del traffico aereo.

Il funzionamento dello scudo antimissilistico degli Emirati Arabi Uniti: THAAD e Patriot

Lo scudo antimissilistico degli Emirati Arabi Uniti viene definito come un sistema “a strati”, poiché combina il sistema THAAD (che agisce ad alta quota) con i sistemi Patriot PAC-3 (che agiscono a bassa quota) rendendo di fatto il Paese uno dei più avanzati in termini di difesa aerea.

Ma perché, tra tutti gli Stati del Medio Oriente vicini all'Iran, sono proprio gli Emirati Arabi Uniti ad avere uno scudo missilistico così avanzato? Questo perché nel 2015 il Paese ha avviato un'importante partnership militare con gli Stati Uniti, con l'obiettivo di migliorare i sistemi di sicurezza per garantire la stabilità regionale e difendere le basi militari USA: gli Emirati, infatti, ospitano numerose installazioni militari strategiche per gli Stati Uniti (tra cui la base aerea di Al Dhafra, a circa 30 km da Abu Dhabi) che, ricordiamolo, utilizzano queste basi in Medio Oriente come avamposti per lanciare gli attacchi verso l'Iran.

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In giallo sono evidenziati gli Emirati Arabi Uniti.

Il sistema antimissile THAAD

Il sistema THAAD (Terminal High Altitude Area Defense) è progettato per colpire missili balistici a corto, medio e intermedio raggio prima che impattino su aree abitate o obiettivi sensibili. Più nello specifico, il sistema interviene durante la fase finale del volo missilistico, scontrandosi direttamente con l'arma nemica con l'obiettivo di “colpire per abbattere” (hit-to-kill).

Prodotto da Lockheed Martin, il THAAD è l'unico sistema statunitense progettato per intercettare bersagli all'esterno e all'interno dell'atmosfera. Come accennato, la prima batteria THAAD – completa di lanciatori mobili, missili, radar AN/TPY2 (progettato per tracciare missili ipersonici) e sistema di controllo – è stata consegnata ad Abu Dhabi nell'ottobre 2015: gli Emirati Arabi Uniti sono stati infatti il primo Paese dopo gli Stati Uniti a schierare il THAAD.

Il sistema antimissile MIM-104 Patriot

In generale, il sistema Patriot supporta due famiglie di missili intercettori, i PAC-2 e i PAC-3. I PAC-2 sono in grado di ingaggiare missili balistici e sono spesso dotati di testate a frammentazione, mentre i PAC-3 hanno dimensioni più contenute e si basano anch'essi sulla tecnologia "hit-to-kill", che fa sì che i missili intercettori esplodano solo a diretto contatto con il bersaglio. Quest'ultima tipologia di missili è quella utilizzata dalle difese emiratine: grazie a un sistema di propulsione più sviluppato e ad un peso ridotto di 312 kg (circa un terzo dei PAC-2), un singolo lanciatore può così ospitare fino a 16 missili PAC-3 (rispetto ai soli 4 PAC-2), garantendo in questo modo una potenza di fuoco nettamente superiore per respingere gli attacchi.

Rispetto ad altri sistemi di difesa, il Patriot è quindi in grado di combinare funzioni di sorveglianza, tracciamento e ingaggio in un solo mezzo, riducendo così la complessità logistica delle operazioni di guerra.

I dubbi sulle scorte a disposizione per il muro difensivo di Dubai

Secondo quanto confermato dall'agenzia stampa ufficiale degli Emirati Arabi Uniti, dall'inizio del conflitto le difese aeree emiratine hanno intercettato con successo 174 missili balistici lanciati verso il Paese – di cui 161 sono stati distrutti, mentre 13 sono caduti in mare. Sono stati inoltre rilevati 689 droni iraniani, di cui 645 intercettati, mentre 44 sono atterrati nel territorio nazionale. Inoltre, sono stati rilevati 8 missili da crociera, la cui distruzione ha però causato alcuni danni collaterali.

Il dubbio sollevato da diversi esperti, però, riguarda le scorte ancora a disposizione per mantenere attivo il muro difensivo: chiaramente, le quantità esatte dei missili intercettori a disposizione sono chiaramente un'informazione segreta. Tuttavia, secondo delle indiscrezioni riportate da Bloomberg – che cita fonti informate dei fatti – a questi ritmi di guerra, il Qatar rischia di terminare il suo arsenale di missili Patriot nel giro di 4 giorni, mentre le scorte degli Emirati Arabi Uniti dovrebbero bastare almeno per un'altra settimana.

Il problema è che, anche volendo, le aziende produttrici di armi non riuscirebbero ad aumentare la produzione di questi armamenti in tempi così brevi. Ecco perché, nelle ultime ore, si starebbero tenendo delle consultazioni private tra Doha, Abu Dhabi e Washington, con l'obiettivo di convincere gli USA a optare per una risoluzione diplomatica del conflitto e ridimensionare la durata della guerra, che secondo Trump «proseguirà almeno per altre quattro/cinque settimane». Come detto in precedenza, tuttavia, va però detto che è improbabile che l'Iran riesca a portare avanti questi massicci attacchi missilistici ancora per molto tempo: in caso contrario, rischierebbe di esaurire tutti gli armamenti a propria disposizione.

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Sara Brugnoni
Junior News Editor
Lavoro come giornalista per la sezione news di Geopop: mi occupo principalmente delle notizie di attualità e di tutto ciò che avviene sul Pianeta Terra, dalla geopolitica allo spazio, fino alla società nel suo complesso. Ho lavorato per un quotidiano economico e ho una laurea magistrale in Scienze Politiche, grazie alla quale ho capito quanto gli eventi del mondo siano profondamente connessi tra di loro.
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