
Siamo quasi giunti, ormai, ai nastri di partenza delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026. L'evento, riconosciuto tra le manifestazioni sportive più importanti in assoluto, vedrà atleti di tutto il mondo competere in 16 diversi sport invernali.
Nella storia dei Giochi Olimpici, però, sono molto più numerose le discipline che si sono avvicendate: alcune sono rimaste tuttora nel palinsesto dei giochi, altre hanno avuto solo un ruolo di comparsa. Tra queste ultime ne troviamo alcune su cui vale certamente la pena soffermarsi, perché più di altre hanno saputo incuriosire i tifosi e gli spettatori di tutto il mondo: la pattuglia militare, il bandy, lo ski ballet, lo stock sport, la corsa con i cani da slitta e lo skijoring equestre.
Le discipline più curiose
Partiamo con quella che può essere considerata a tutti gli effetti l'antenato del biathlon moderno, ovvero la pattuglia militare. Fece parte della prima edizione in assoluto delle Olimpiadi Invernali, quella svolta a Chamonix nel 1924, ma già alle manifestazioni di St. Moritz 1928 e 1948 e Garmisch-Partenkirchen 1936 apparve solo in qualità dimostrativa. La gara si svolgeva tra squadre composte da quattro uomini appartenenti alle forze dell'ordine del medesimo paese: un ufficiale, un sottoufficiale e due soldati. Attraverso una sfida di sci di fondo e sci alpinismo combinati, gli atleti dovevano affrontare un dislivello compreso tra i 500 e i 1200 metri per poi sparare (tutti eccetto l'ufficiale) a un bersaglio distante 50 metri.
Il Bandy, invece, fu presentato, sempre in veste dimostrativa, a Oslo 1952 e può essere descritto come una sorta di fusione tra il calcio e l'hockey sul ghiaccio. Due squadre da 11 giocatori o giocatrici si sfidavano in una partita suddivisa in due tempi da 45 minuti ciascuno, con l'obiettivo di fare gol nella porta dell'avversario. La peculiarità, oltre al fatto di essere svolto sul ghiaccio, riguardava l'utilizzo di un bastone ricurvo e di una palla al posto del disco.

Immaginiamo ora il pattinaggio di figura con gli sci ai piedi e praticato sulla neve: ecco che otteniamo lo ski ballet. Tra le più acrobatiche mai esistite, questa disciplina ha partecipato a ben due edizioni dei Giochi: Calgary 1988 e Albertville 1992. Nei 90 secondi a disposizione, gli atleti avevano l'obiettivo di impressionare i giudici attraverso coreografie e acrobazie sulla neve, a ritmo di musica. Nonostante la sua breve vita olimpica, lo ski ballet o acroski, è annoverato ancora oggi tra le discipline più difficili e affascinanti.
Il prossimo sport affonda le sue radici nelle regioni alpine e viene praticato ancora oggi tra la Germania, l'Austria e il Trentino-Alto Adige. Parliamo dello stock sport: molto simile al curling, si gioca sul ghiaccio e l'obiettivo è quello di lanciare dei birilli cercando di farli avvicinare il più possibile a una sorta di bersaglio. La sua parentesi olimpica si limita alle edizioni del 1936 e a quella del 1964, rispettivamente a Garmisch-Partenkirchen e Innsbruck.
In passato si sono affacciate sulla scena olimpica anche due attività che prevedevano il coinvolgimento diretto di animali in gara.
La prima fu la corsa con i cani da slitta, sport dimostrativo a Lake Placid nel 1932. Per l'occasione venne costruito un percorso di 40 km che ogni atleta doveva completare su una slitta appunto trainata da sei cani. La competizione vide partecipare solo canadesi e statunitensi.

L'altra fu, invece, protagonista dei Giochi di St. Moritz del 1928 e in questo caso gli animali coinvolti furono i cavalli. Lo sport in questione è lo skijoring equestre, tutt'oggi praticato in Scandinavia, negli Usa e in Svizzera (protagonista a St. Moritz con l'intero podio). Consiste in una gara di velocità in cui gli atleti vengono trainati dai cavalli su un lago ghiacciato.

Perché ci sono gli sport dimostrativi alle Olimpiadi Invernali?
La domanda che sorge spontanea, leggendo di queste curiose discipline, è: ma perché viene dato spazio anche a delle dimostrazioni sportive occasionali durante lo svolgimento dei Giochi Olimpici? Il motivo risiede nel fatto che le Olimpiadi rappresentano, da sempre, un ottimo palcoscenico mondiale, in termini di sport ma non solo. Molto spesso questo aspetto viene sfruttato dai Comitati Olimpici sia per dare visibilità a una o più discipline meno note al grande pubblico, sia per testare il rendimento e il gradimento di nuovi sport (sotto diversi punti di vista) alla luce di una loro possibile ammissione all'edizione successiva.