
I fondi esausti di caffè (spent coffee ground in inglese, SCG) possono essere riciclati come fertilizzanti organici nel nostro orto, giardino o nei vasi delle nostre piante da appartamento, secondo uno studio pubblicato dall'International Journal of Environmental Quality (EQA). Quello che spesso consideriamo uno scarto si rivela infatti una risorsa preziosa: una volta mescolati al terreno, i fondi di caffè rilasciano gradualmente nutrienti essenziali come azoto, fosforo e potassio, grazie all'azione di microrganismi e lombrichi che ne favoriscono la decomposizione. Allo stesso tempo migliorano la qualità del suolo, garantendo la formazione dell'humus, sostanza capace di trattenere acqua e sostanze nutritive. Studi sperimentali eseguiti su piante di spinacio (Spinacia oleracea) hanno mostrate una crescita più vigorosa e raccolti più abbondanti rispetto a quelle non trattate con gli SCG, mentre ricerche sui ravanelli (Raphanus sativus) confermano che i fondi di caffè possono essere utilizzati anche mischiati ad altri fertilizzanti. Ne deriva un duplice vantaggio, perché oltre a favorire lo sviluppo delle piante si contribuisce anche a limitare l'uso di fertilizzanti sintetici, rendendo l'agricoltura più sostenibile.
I fondi di caffè vengono trasformati dagli organismi del suolo
Se mescoliamo i fondi di caffè alla terra che circonda le radici di una pianta, durante la loro decomposizione vengono rilasciate sostanze nutritive. In particolare, i fondi di caffè contengono diversi nutrienti come azoto, fosforo e potassio, essenziali per lo sviluppo vegetale. Questo processo avviene grazie all'attività dei microrganismi del suolo, come i batteri, o anche di organismi più complessi, come i lombrichi, che degradano la materia organica rendendo questi elementi disponibili per l'assorbimento da parte delle radici.
I fondi di caffè possono anche influenzare il pH del suolo, ma dipende dalla concentrazione: se utilizzati in quantità moderate possono abbassarne leggermente l'acidità contribuendo a migliorare le condizioni del terreno e favorire l'attività microbica, mentre quantità più elevate tendono ad acidificarlo.
Un altro componente essenziale è la lignina, un polimero contenuto nelle cellule vegetali dei chicchi di caffè: decomponendosi nella terra, la lignina forma una sostanza chiamata humus. Questa, dall'aspetto terroso e dal colore brunastro, è indispensabile per trattenere acqua e nutrienti nel terreno grazie alla sua struttura colloidale, cioè molto assorbente.
Cosa dicono gli studi: i risultati sulle piante
Tutti questi aspetti hanno da tempo suggerito che i fondi di caffè esausti potessero funzionare come fertilizzanti naturali, cioè sostanze in grado di migliorare le proprietà del suolo e fornire nutrimento alla piante favorendone la crescita. Proprio per verificare questa ipotesi, nello studio pubblicato sulla rivista EQA è stata testata l'efficacia dei fondi di caffè su piante di spinacio (Spinacia oleracea). I ricercatori hanno confrontato due gruppi: uno senza fertilizzante e uno trattato con fertilizzante ottenuto dai fondi di caffè. I risultati sono stati piuttosto chiari: le piante trattate con i fondi di caffè crescevano di più, con un'altezza maggiore, un numero superiore di foglie e un peso del raccolto quasi raddoppiato rispetto all'altro gruppo. In altre parole, i fondi di caffè non solo funzionano "sulla carta", ma possono davvero migliorare la crescita delle piante confermandosi una valida alternativa ai fertilizzanti tradizionali.
In un altro studio pubblicato sulla rivista scientifica Foods, i ricercatori hanno analizzato l'effetto dei fondi di caffè, da soli e in combinazione con altri fertilizzanti, su piante di ravanello (Raphanus sativus). I risultati mostrano che l'integrazione dei fondi di caffè può contribuire a mantenere buone prestazioni nella crescita delle piante, riducendo allo stesso tempo la quantità di fertilizzanti sintetici necessari. Questo è molto importante dal punto di vista ambientale: i fertilizzanti tradizionali, infatti, possono causare problemi come l'inquinamento delle acque o la degradazione del suolo, soprattutto se usati in eccesso. L'uso combinato con materiali organici come i fondi di caffè permette invece di mitigare questi effetti, favorendo un approccio più sostenibile.
Un dettaglio importante che emerge dagli studi è che l'efficacia dipende dal dosaggio e dal processo di decomposizione: lo studio sui ravanelli, che ha usato diverse concentrazioni di fondi di caffè esausti, ha mostrato che concentrazioni troppo elevate possono avere effetti controproducenti.