
Il Ponte di Øresund, inaugurato nel 2000, è il ponte strallato più lungo d'Europa e collega la Danimarca alla Svezia con una lunghezza di 7,8 km, anche se l'infrastruttura nel suo complesso conta oltre al ponte anche un'isola artificiale e un tunnel sottomarino per una lunghezza totale di 16 km attraverso lo stretto di Øresund. Rappresenta una delle più interessanti opere infrastrutturali mai concepite, andando a fondere gomma e rotaia in un'unica infrastruttura. Se consideriamo ogni possibile tipologia di ponte, il più lungo d'Europa è invece il Ponte Vasco de Gama a Lisbona.
Le caratteristiche del ponte di Øresund
Il Ponte di Øresund è una delle infrastrutture più grandi in Europa per il trasporto su gomma e rotaia ed è formata, in totale, da tre sezioni principali. La prima sezione, formata da un ponte strallato lungo 7,8 km, un'isola artificiale, chiamata Peberholm, lunga 4 km, dove il ponte si congiunge alla terza sezione, formata da un tunnel sottomarino, la galleria Drogden.
La prima sezione abbiamo detto è quella formata dal ponte strallato. Questo ponte parte dalla città di Malmö, in Svezia, ed è, di fatto, il ponte strallato più lungo d'Europa con i suoi 7,8 km. La parte più interessante è la campata centrale, lunga ben 490 metri. Il pilone principale che sorregge la struttura è alto 208 metri.

La parte interessante di questo ponte è che è strutturato su due livelli. Il livello superiore ospita l'autostrada a quattro corsie, la European Route E20, e, nella parte inferiore, sono stati costruiti binari ferroviari che collegano la ferrovia danese a quella svedese. Il ponte termina sull'isola di Peberholm, per entrare nella galleria Drogden. Questo tunnel sottomarino si estende per una lunghezza totale di 4,1 km, terminando sull'isola danese di Amager, non lontano dalla città di Copenaghen. Dal punto di vista ingegneristico, è stato costruito mettendo insieme ben 20 enormi elementi in calcestruzzo armato precompresso e, successivamente, poggiati in una trincea scavata sul fondo del mare. La profondità è di 11 metri sotto il pelo dell'acqua. Il punto di transizione, in cui il ponte strallato si collega al tunnel, è rappresentato dall'isola artificiale di Peberholm, realizzata interamente utilizzando il materiale dragato dal fondale per la realizzazione del tunnel sottomarino.
L'isola si trova nello stretto di Øresund, leggermente più a sud dell'isola naturale di Saltholm.

I motivi della costruzione in tre sezioni dell'opera ingegneristica
L'esigenza di realizzare un'isola artificiale come punto di transizione tra un ponte ed una galleria sottomarina è stata dettata da due ordini di ragioni. Il primo è quello relativo ai costi, infatti la realizzazione di un unico grande tunnel avrebbe realizzato una soluzione eccessivamente dispendiosa. Anche la realizzazione di un enorme ponte, in grado di coprire tutto lo stretto di Øresund, sarebbe stata una opzione impraticabile, sopratutto perché i pilone avrebbero raggiunto altezze proibitive, stante anche la vicinanza all'aeroporto dI Kastrup.
L'isola ha inoltre rappresentato una sorta di interessante esperimento biologico, in quanto è stata lasciata volutamente incontaminata e non colonizzata dall'uomo. Questo ha permesso a molte specie di animali di colonizzarla, andandosi quindi a sviluppare un ecosistema ricco e assai vario.

Le critiche al progetto
Il ponte di Øresund è stato oggetto di pesanti critiche. Una delle maggiori è quella relativa ai costi di pedaggio, visto che l'attraversamento infatti può arrivare a costare anche più di 60 euro se lo si attraversa in auto. La necessità di imporre un pedaggio tanto elevato, che certamente impatta più che altro sulle tasche degli avventori occasionali (chi attraversa il ponte frequentemente può fare un abbonamento), è stata dettata dagli ingenti debiti contratti dall'ente gestore dell'infrastruttura, il Consorzio Øresund.
Altra ragione per cui si sceglie di far rimanere i pedaggi cosi alti, è quella del voler evitare che l'infrastruttura sia inutilmente attraversata dal traffico dei turisti. Lasciando quindi il pedaggio così alto, spesso le persone adottano sistemi alternativi (volo o traghetti su altre tratte), lasciando quindi il passaggio sul ponte sempre, sostanzialmente, libero.
Altra aspra critica mossa al progetto è stata sicuramente quella relativa all'importante impatto ambientale in fase di realizzazione. Se da una parte si è comunque garantita la realizzazione di un'isola artificiale sulla quale si è sviluppato un ecosistema nuovo, dall'altra la necessità di dover dragare, scavare e gettare cemento ha comunque avuto un notevole impatto sull'ecosistema anche sottomarino.