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Il sistema di allerta terremoti di Google si espande in 200 Paesi: nuove mappe e avvisi Android più precisi

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Credits: Google.
Oltre a rendere il servizio Android Earthquake Alerts System disponibile praticamente in tutto il mondo, Google ha annunciato anche alcune interessanti modifiche alle tre tipologie di alert che avvisano della presenza di un sisma e che, nel terzo livello di avviso, permette di sapere anche cosa fare se le scosse supera la magnitudo 4,5.

Forse non tutti i possessori di uno smartphone Android ne sono al corrente, ma il sistema operativo mobile di Google integra una funzione che avvisa gli utenti in caso di terremoto con tre tipologie di notifiche che si attivano in base alla gravità dell’evento sismico in essere. Ora Google ha annunciato l’espansione in oltre 200 Paesi di questa funzionalità, grazie alla quale sono stati inviati oltre 1 miliardi di notifiche su eventi sismici, almeno fino a questo momento. Il sistema, chiamato Android Earthquake Alerts System, è stato definito da Google come «la più grande rete mobile di rilevamento dei terremoti al mondo» e a quanto pare è destinata ad accrescere la sua portata d’azione. Vediamo come funziona il sistema di rilevamento dei terremoti di Android e cosa cambia con l’aggiornamento annunciato dal colosso di Mountain View.

Android Earthquake Alerts System arriva in oltre 200 Paesi

Il motivo per cui Google ha deciso di ampliare gli avvisi di terremoto di Android a oltre 200 Paesi e di aggiornare le notifiche che allertano gli utenti circa l’arrivo del sisma è quello di contribuire a salvare quante più vite possibile. Dal lancio del sistema, avvenuto nel 2021, l'azienda ha inviato oltre un miliardo di notifiche, mentre le aree raggiunte dal servizio passano da 98 a più di 200. Al momento, purtroppo, l'Italia sembra non essere inclusa in questo elenco (come si evince da questa pagina), nonostante nazioni vicine alla nostra – tra cui Austria, Francia, Germania, Grecia, Spagna, Slovenia, Svizzera e persino San Marino – lo siano. Al momento Google non ha specificato il motivo dietro questa scelta.

L'aggiornamento annunciato da Google il 15 ottobre introduce anche nuove informazioni negli avvisi, con indicazioni più dettagliate sulla possibile intensità delle scosse, sulla posizione del terremoto e sui comportamenti che bisognerebbe adottare. L'idea alla base del progetto è semplice: i terremoti non possono essere evitati, ma ricevere un avvertimento prima che le vibrazioni raggiungano una certa zona può essere utile per guadagnare un po’ di tempo e sfruttare quei secondi preziosi per mettersi al sicuro.

Il sistema si chiama Android Earthquake Alerts ed è una rete di rilevamento sismico che utilizza gli smartphone per individuare i terremoti e avvisare gli utenti Android nelle aree interessate. La sua particolarità è che non richiede la costruzione di una rete di sensori tradizionale in ogni area della terra, ma sfrutta gli accelerometri già presenti nei telefoni per misurare i movimenti e le accelerazioni del dispositivo.

Quando uno smartphone rileva vibrazioni compatibili con quelle di un terremoto, può inviare al sistema centrale un segnale accompagnato da una posizione approssimativa. Il server raccoglie le informazioni provenienti da molti dispositivi e le confronta per capire se sia effettivamente in corso un evento sismico. Questo metodo prende il nome di crowdsourcing: significa raccogliere dati e contributi da un gran numero di dispositivi o persone, anziché affidarsi esclusivamente a una rete centralizzata di strumenti dedicati.

2 miliardi di telefoni possono trasformarsi in tanti piccoli sismometri

Secondo Google, gli oltre 2 miliardi di telefoni Android utilizzati nel mondo possono così trasformarsi in altrettanti piccoli sismometri, cioè strumenti che registrano le vibrazioni del terreno. Il sistema, potendo analizzare i segnali di una così grande quantità di dispositivi, è in grado di stimare dove si stia verificando il terremoto e come si stiano propagando le scosse, così da inviare le notifiche alle persone che potrebbero essere coinvolte dalla propagazione delle onde sismiche.

Il funzionamento, però, non è identico ovunque. In California, Washington e Oregon, negli Stati Uniti, Google collabora con ShakeAlert, un sistema che utilizza una rete di 1.675 sensori sismici. Questi strumenti rilevano le onde generate dal terremoto e permettono di stimarne la posizione e la magnitudo, ovvero una misura della grandezza dell'evento sismico. Le informazioni vengono quindi trasmesse al sistema Android, che distribuisce gli avvisi agli utenti interessati. Nelle altre aree coperte dal servizio, invece, il rilevamento si basa sui segnali raccolti dagli smartphone.

L’aggiornamento degli avvisi e i 3 nuovi livelli di allerta terremoto

Google, oltre a rendere disponibile in più Paesi l’Android Earthquake Alerts System, ha anche aggiornato le notifiche per rendere più comprensibili le informazioni ricevute durante l’evento sismico. Il sistema prevede tre livelli di avviso, pensati per rispondere a situazioni differenti.

  • La prima tipologia di notifica, chiamata “Attenzione”, segnala un terremoto nelle vicinanze quando sono previste scosse leggere.
  • Il secondo avviso è “Sii pronto” e fornisce un avvertimento più dettagliato in presenza di vibrazioni potenzialmente più forti e invita a prepararsi a intervenire.
  • Il terzo, invece, è chiamato “Agisci” e come facilmente intuibile consiste in una notifica a schermo intero che viene inviata in caso di scosse superiori alla magnitudo 4,5 e viene accompagnata con indicazioni immediate per cercare riparo.
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I nuovi alert per i terremoti disponibili su Android. Credits: Google.

L'aggiornamento riguarda soprattutto l'avviso “Sii pronto”, che sarà arricchito con ulteriori elementi informativi. Nei prossimi mesi gli utenti potranno visualizzare una mappa dell'area in cui sono state rilevate le scosse, una stima della magnitudo del terremoto e suggerimenti pratici su come comportarsi. Sarà inoltre presente un pulsante per approfondire l'evento man mano che saranno disponibili nuove informazioni.

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