
In questi giorni, l'Italia sta piantando la sua bandierina sulla mappa del baseball mondiale. Durante il World Baseball Classic (il Mondiale di questo sport), la Nazionale ha fatto il miracolo: prima ha battuto gli Stati Uniti 8-6, lì dove il baseball è una religione, e poi ha sconfitto il Messico 9-1, conquistando i quarti di finale con il primo posto nel girone. Ora affronteranno Porto Rico. La squadra, allenata dall'italo-venezuelano Francisco Cervelli, è trascinata dai paisà, gli italo-americani di origini nostrane come Vinnie Pasquantino e il lanciatore Aaron Nola, che giocano tra i professionisti della MLB (Major League Baseball).
È un risultato storico per un Paese come il nostro, dove il baseball è ancora una nicchia tutta da scoprire, tra inning, lanci a oltre 150 km/h, battitori e i celebri fuoricampo. Basti pensare che, in tutta Italia, il movimento gestito dalla FIBS (Federazione Italiana Baseball Softball) conta poco meno di 15.000 atleti tesserati (dati CONI 2023).
I numeri del baseball in Italia e il successo nella nazionale
L'Italia ha fatto la storia: battendo Stati Uniti e Messico è tornata, per la seconda volta in assoluto, ai quarti di finale del mondiale di baseball. Un traguardo pazzesco, soprattutto se pensiamo ai veri numeri di questo sport nel nostro Paese: secondo i dati CONI 2023, i tesserati FIBS erano 14.909. Questo risultato si aggiunge all'argento conquistato l'anno scorso agli Europei, dove gli Azzurri si sono arresi solo in finale contro l'Olanda.
Eppure, il miracolo azzurro al World Baseball Classic parla in gran parte americano. Il successo della squadra è infatti trascinato dagli italo-americani, nati e cresciuti in USA, che giocano nel campionato più importante del mondo, la MLB. Tra loro ci sono il lanciatore Aaron Nola (dei Philadelphia Phillies), il veterano Michael Lorenzen (dei Colorado Rockies), i battitori Vinnie Pasquantino (in forza ai Kansas City Royals) e Miles Mastrobuoni (Seattle Mariners) e il primo atleta cresciuto in Italia e approdato in MLB con i Los Angeles Angels Sam Aldegheri. Con loro ci sono anche alcuni protagonisti della Serie A italiana come il giovane lanciatore Gabriele Quattrini (della Hotsand Macerata) e dell'espertissimo Alberto Mineo, ricevitore, e punto fermo del Parma Clima.
Nonostante l'anima divisa a metà tra l'Italia e gli States, in questo gruppo il senso di appartenenza è molto forte. Un legame con le proprie radici che i giocatori mostrano con la macchinetta del caffè sempre in funzione in panchina, il modo di esultare gesticolando con le mani e i classici baci sulle guance tra compagni.
Come funziona il baseball: run e eliminazioni
Il baseball è uno sport di squadra che si gioca su un campo a forma di diamante. L'obiettivo dei giocatori è quello di segnare punti (run) completando il giro delle quattro basi presenti agli angoli del diamante.

La squadra in attacco ha in campo il battitore (hitter) – quello con la mazza per intenderci. Il suo obiettivo è colpire la palla lanciata dal lanciatore (pitcher) della squadra avversaria. Se ci riesce, deve correre toccando in sequenza la 1ª, la 2ª e la 3ª base, per poi tornare alla base di partenza (Casa Base o Home Plate). Se compie questo giro completo senza essere eliminato, segna 1 punto (Run). Se la palla viene mandata fuori dal campo con il celebre fuoricampo o Home Run, il battitore e tutti i compagni che si trovavano già sulle basi fanno il giro completo e segnano un punto a testa.

La squadra in difesa, composta da 9 giocatori sparsi per il campo, deve impedire che gli avversari facciano punti. Per farlo, deve eliminare 3 attaccanti. I 4 modi principali per eliminare un giocatore sono:
- Strikeout: è il duello diretto tra lanciatore e battitore. Se il lanciatore lancia la palla per 3 volte nell'area valida (la zona di strike) e il battitore non riesce a colpirla (o la colpisce mandandola fuori dalle linee di gioco), l'attaccante è eliminato.
- Fly out (presa al volo): il battitore colpisce la palla con la mazza, ma un difensore la afferra al volo prima che tocchi terra. Il battitore è eliminato.
- Force out: il battitore colpisce la palla, che rimbalza a terra. Il battitore lascia la mazza e corre verso la 1ª base. Un difensore raccoglie la palla e la lancia al suo compagno che si trova in 1ª base. Se la palla arriva alla base prima del corridore, quest'ultimo è eliminato.
- Tag out: mentre un attaccante sta correndo tra una base e l'altra, un difensore che ha la palla in mano (o nel guantone) lo tocca fisicamente. Poiché il corridore è fuori dal "rifugio sicuro" (la base), viene eliminato.
Quanto dura una partita di baseball
Una partita regolamentare si svolge in 9 inning (riprese) senza un tempo fisso come nel calcio o nel basket e quindi dalla durata variabile. Ogni inning è diviso a sua volta in due metà, prima la squadra ospite va in attacco, mentre la squadra di casa è in campo a difendere successivamente i ruoli si invertono con la squadra di casa va in attacco e l'ospite in difesa.
Il turno in attacco di una squadra finisce solo quando la difesa riesce a fare 3 eliminazioni (Out). Quando entrambe le squadre hanno attaccato e hanno subito 3 eliminazioni a testa, l'inning è concluso e si passa al successivo. Se al termine dei 9 inning le squadre sono in parità, si giocano degli inning supplementari (Extra Inning) finché una delle due non chiude un inning in vantaggio.
Nel 2025, nella MLB – la lega professionistica americana, le partite con 9 inning hanno avuto una durata media di 2 ore e 38 minuti. Un tempo che è notevolmente diminuito dall'introduzione del pitch clock nel 2023, un cronometro per evitare perdite di tempo da parte dei lanciatori che hanno 15 secondi per effettuare il lancio se le basi sono vuote.
Pensate che la partita più lunga della storia fu disputata nel 1981 e durò 33 inning con più di otto ore di gioco in due giorni tra i Rochester Red Wings e i Pawtucket Red Sox.