
Il John Hancock Tower, chiamato colloquialmente anche solo “Hancock”, è il grattacielo più alto della città di Boston (Massachusetts, USA) e si trova al 200 di Claredon Street. Con i suoi 60 piani, alto 241 metri, è un gigante che primeggia sul panorama della città. Terminato di costruire nel 1971, è ricordato, tra le altre cose, per le sue finestre "cadenti"… vediamo da vicino questo interessante progetto.
Il John Hancock Tower di Boston: il design e la pianta a parallelogramma
Ideato dall'architetto Henry N. Cobb dello studio I. M. Pei & Partners (oggi Pei Cobb Freed & Partners), il John Hancock Tower nel quartiere centrale di Back Bay è un grattacielo caratterizzato da uno stile modernista e minimalista, con linee semplici e caratterizzate da una profonda simmetria. La pianta è a forma di parallelogramma, il che conferisce alla struttura una linea elegante ed affusolata. Le vetrate, non a caso, sono state realizzate di un colore leggermente azzurro, in modo tale che, nelle giornate più limpide e luminose, la torre non si "stacchi" troppo dall'orizzonte. Come tocco modernista finale, i lati corti del parallelogramma sono contrassegnati da una profonda tacca verticale, che spezza la massa della torre e ne enfatizza la verticalità. A tarda sera, la tacca verticale a nord-ovest cattura l'ultima luce del cielo, mentre le porzioni di vetro più grandi riflettono il cielo che si oscura.

Cosa successe al grattacielo più alto di Boston: i difetti dei vetri
La John Hancock Tower ha presentato, fin dalla sua inaugurazione (prevista per il 1971, ma avutasi nel 1976) tutta una serie di problemi dal punto di vista prettamente ingegneristico.
Un primo problema si presentò in fase di realizzazione degli scavi, per la costruzione delle fondazioni della struttura. Furono realizzati dei muri di contenimento in acciaio che ben presto cedettero sotto la spinta orizzontale delle enormi quantità di argilla che caratterizza il sottosuolo del posto, la Back Bay di Boston. Questo cedimento così importante comportò dei danni alle strutture vicine al cantiere. Tra le strutture più importanti danneggiate da questo cedimento vi è stata la Trinity Church su St. James Avenue. La chiese e ottenne, successivamente, un risarcimento di ben 11 milioni di dollari.

Altro problema importante ha riguardato i vetri di cui il grattacielo è ricoperto. Parliamo di finestre di 1,2 m × 3,4 m e del peso di 230 kg e che spesso sono caduti, anche dai piani più alti, schiantandosi rovinosamente a terra, con il rischio, non troppo remoto, di uccidere qualcuno. La polizia ha spesso chiuso le strade circostanti quando i venti superavano i 72 km/h.
Inoltre, complicazioni hanno riguardato il grattacielo sono strettamente connesse alla tenuta strutturale del medesimo. Le grandi oscillazioni del grattacielo, dovute ai carichi orizzontali dovuti al vento, hanno causato cinetosi tra gli occupanti dei piani più alti. Al fine di ridurre queste oscillazioni sono stati installati due smorzatori di massa accordati al 58mo piano.
Per capire esattamente come questi dispositivi riescano a fermare le oscillazioni, ci affidiamo alla descrizione di Robert Campbell, architetto e critico di architettura del Boston Globe. Immaginate due enormi scatole d'acciaio riempite di piombo, pesanti ben 300 tonnellate ciascuna, posizionate alle estremità opposte del 58° piano.
Questi blocchi sono ancorati alla struttura tramite un sistema di molle e ammortizzatori e scivolano liberamente su una piastra d'acciaio lubrificata. Quando il vento fa oscillare il grattacielo, i pesi tendono per inerzia a rimanere fermi mentre il pavimento si muove sotto di loro. A quel punto, le molle entrano in azione e "tirano" indietro l'edificio, frenandone il movimento.

L'effetto è simile a quello di un giroscopio che stabilizza la torre. La scelta di installare due contrappesi non è casuale ma serve a contrastare anche le torsioni, tirando in direzioni opposte quando l'edificio tende a ruotare su se stesso. Un intervento correttivo ingegnoso che, all'epoca, costò circa 3 milioni di dollari per smorzatore.