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30 Novembre 2025
7:00

La F1 nel deserto a Doha al GP del Qatar: caratteristiche del circuito delle curve infinite di Lusail

Il Lusail International Circuit sorge a nord della capitale qatariota Doha e quest'anno ospiterà la sua quarta edizione del Gran Premio. Si tratta di un tracciato molto impegnativo, con curve da media-alta velocità ed un unico rettilineo di poco più di un 1 km. Domenica 30 novembre alle ore 17:00 scatterà il GP del Qatar valido per il Mondiale 2025 di F1.

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La F1 nel deserto a Doha al GP del Qatar: caratteristiche del circuito delle curve infinite di Lusail
lusail gp
Generata con AI

Il circuito di Lusail, in Qatar, è un tracciato "giovane" per quanto riguarda la Formula 1. Inaugurato nel 2004 per ospitare le gare del Motomondiale sotto la denominazione di "Marlboro Grand Prix of Qatar", è entrato nel calendario di F1 soltanto nel 2021, quando prese il posto del Gran Premio d'Australia che in quell'anno non si disputò a causa della pandemia. Dal 2023 è entrato in pianta stabile nel calendario siglando un accordo che lo vedrà protagonista fino al 2033. Il tracciato richiama la sua anima motociclistica, infatti troviamo molte curve di lunghe percorrenza per lo più che si susseguono in poco tempo ed un solo rettilineo, quello principale, che misura 1088 metri. Il layout produce una delle velocità medie più alte tra i circuiti extraeuropei, con valori che si avvicinano ai 230 km/h, il 71% del tempo su un giro con il piede schiacciato sull'acceleratore: un dato sorprendente se si considera la quasi totale assenza di lunghi rettilinei. Dal 2008 è diventato il primo circuito del motomondiale ad essere attrezzato per ospitare le gare in notturna grazie ad un impianto di illuminazione con oltre 3600 lampadine. Inoltre, la pista è adornata da erba artificiale, per contenere l'afflusso della sabbia del deserto poco distante.

La pista misura 5419 metri, 16 sono le curve che lo compongono di cui 10 a destra e 6 a sinistra. Su questa pista, dato la presenza dei curvoni lunghi e rapidi, è richiesto alle monoposto un assetto da medio-alto carico aerodinamico. Domenica 30 novembre, una settimana dopo il GP di Las Vegas i piloti percorreranno 57 giri per una distanza totale di 308.611 km. Il giro record in gara appartiene a Lando Norris che nell'edizione 2024 ha siglato il tempo di 1'22"384 con la McLaren con una velocità media di 236,8 km/h.

Dentro il circuito di Lusail: analisi della pista del Qatar

Il circuito di Lusail è una pista che sembra disegnata apposta per mettere alla prova la precisione e la costanza delle monoposto. Il primo tratto lo dimostra subito: dalla griglia a curva 1 ci sono circa 370 metri, una staccata importante ma non “da sorpasso facile”. Qui troviamo la frenata più dura di tutto il tracciato: si passa da 310 a 146 km/h in appena 2 secondi, percorrendo 118 metri con una decelerazione di 4,1 G. Nonostante il rettilineo misuri poco più di 1 km, le velocità di punta non sono altissime a causa del carico aerodinamico medio-alto che le vetture devono portare per affrontare le curve veloci. Il DRS è disponibile solo in questo tratto, con punto di attivazione subito dopo curva 16 e rilevazione posizionata prima dell’ultima curva. Questo è anche il tratto maggiormente indiziato per effettuare i sorpassi: nell'edizione 2023 furono ben 108 contro gli 81 sorpassi dell'edizione 2024 ma nonostante ciò la qualifica in Qatar è fondamentale.

Il grande raggio della curva 1 richiede un anteriore molto preciso: il pilota deve impostare la vettura in appoggio per tutta la piega mentre riprende gas in modo graduale. Curva 2 arriva subito dopo, si frena ai 50 metri, sempre ad alta velocità: queste due curve combinano un forte aumento della temperatura delle gomme, tanto che nel breve allungo verso curva 4 i piloti “raffreddano” pneumatici e freni prima del tratto successivo.

Curva 4 e 5 hanno un raggio simile e si affrontano come un’unica traiettoria fluida, frenando solo per la prima. Il settore centrale comincia con la curva più lenta del circuito, la 6, dove serve trazione e un retrotreno stabile, qui le velocità scendono sotto i 100 km/h. Subito dopo arriva curva 7, un’altra piega veloce in appoggio: uscire nel punto giusto è fondamentale per percorrere curva 8 e 9 completamente in pieno.

Curva 10 è un’altra frenata molto rilevante: da 269 a 140 km/h in appena 1,86 secondi e 93 metri di spazio, con una decelerazione massima di 4,1 G e un carico sul pedale del freno di circa 125 kg. Qui emerge chi ha una vettura precisa in inserimento: dopo tante curve veloci le gomme anteriori tendono a surriscaldarsi, e uscire dalla finestra di temperatura ideale significa iniziare a soffrire di sottosterzo.

Il terzo settore è una firma di Lusail: tre curve a destra sopra i 260 km/h, da affrontare senza frenare e con il piede giù. Per farlo serve una piattaforma aerodinamica stabile e un assetto molto basso, reso possibile dalle condizioni lisce dell’asfalto. Le ultime due curve, la 15 e la 16, sono molto diverse tra loro. La 15 è rapida e richiede solo una leggera modulazione dell’acceleratore. La 16 è invece una delle frenate più impegnative del tracciato: si passa da 287 a 157 km/h in 95 metri, con una decelerazione di 4,1 G. È l’ultima occasione per perdere o guadagnare tempo, e soprattutto per preparare al meglio l’uscita verso il rettilineo principale.

In totale, una monoposto di F1 usa i freni per circa 12 secondi al giro, pari al 15% del tempo complessivo. Una MotoGP, invece, arriva a quasi 40 secondi al giro (34%), più del triplo. Nel corso dell’intera gara di F1, il carico totale esercitato sul pedale del freno è di 46 tonnellate, un valore paragonabile persino a Monza nonostante la pista sia molto più guidata.

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La mappa del circuito di Lusail suddivisa nei tre settori utilizzati per il cronometraggio durante le gare (Settore 1 – Rosso, Settore 2 – Blu, Settore 3 – Giallo). Credit: via Wikimedia Commons

La nuova direttiva Pirelli sugli pneumatici in Qatar e le possibili strategie

Se a Las Vegas i piloti hanno dovuto convivere con il freddo, in Qatar lo scenario è completamente opposto: l’aria è calda e umida quasi quanto a Singapore, e anche di notte l’asfalto mantiene parte del calore assorbito durante il giorno. Un contesto fisicamente impegnativo per i piloti, ma soprattutto critico per gli pneumatici. Lusail è un tracciato costellato di curve percorse in appoggio che impongono uno stress laterale paragonabile a quello di Suzuka o Silverstone. In particolare il tratto 12-13-14 è un vero banco di prova per le gomme anteriori, soprattutto la sinistra.

Nonostante l’asfalto sia piuttosto liscio, le energie trasmesse agli pneumatici sono talmente alte da poter generare fenomeni di graining e un degrado significativo, accentuato dalla sabbia che il vento può depositare sulla pista. Per questo motivo Pirelli ha scelto la combinazione più robusta della propria gamma C1, C2 e C3, rispettivamente Hard, Medium e Soft.

Ma la vera particolarità del GP del Qatar è la misura straordinaria adottata da FIA e Pirelli per l'edizione 2025: ogni set di pneumatici può essere utilizzato per un massimo di 25 giri. Il conteggio vale per tutte le sessioni in pista, comprese neutralizzazioni e giri in regime di Safety Car (ma non per giri di ricognizione, formazione o quelli successivi alla bandiera a scacchi). È una regola nata per evitare che le squadre spingano le gomme oltre la loro vita utile, dopo quanto emerso nel 2023 e nel 2024 con livelli di usura al limite della sicurezza.

Considerando che la gara dura 57 giri la strategia sarà inevitabilmente a due soste, con la gestione degli stint che diventano la vera chiave del weekend. L’esperienza del 2024 lo conferma: la maggior parte dei piloti scelse la Medium per partire, allungando il primo stint fino oltre metà gara, approfittando anche delle tre Safety Car, montando la gomma Hard. Alcune squadre tentarono un finale sprint con la Soft, ma il degrado si rivelò troppo elevato per essere competitivo.

Il tempo medio perso ai box, compreso ingresso e cambio gomme, costa circa 26 secondi data anche la lunghezza della pitlane di 502 metri, la terza più lunga di tutto il Mondiale.

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Le mescole selezionate da Pirelli per il GP del Qatar 2025. Credit: Pirelli Press Area

Il lato statistico di Lusail: i "pochi" ma buoni numeri della pista qatariota

Nonostante la storia recente, Lusail ha già costruito un piccolo archivio di dati interessanti. Nelle tre edizioni disputatesi fin qui, in due occasioni ha trionfato Max Verstappen con la Red Bull (2023, 2024), mentre all'esordio del circuito nel calendario trionfò Lewis Hamilton su Mercedes. Al pilota olandese inoltre corrisponde il record della pista sul giro secco, con un tempo di 1'20"520 fatto segnare durante le qualifiche del 2024, ad una velocità media di 242 km/h.

Curiosamente, nessuna squadra è mai riuscita a firmare una doppietta in gara, mentre la McLaren resta l’unica ad aver portato entrambe le vetture sul podio durante il GP 2023. Le statistiche parlano chiaro anche sui distacchi: il margine più ampio resta il +25.7” di Hamilton nel 2021, mentre quello più ridotto è il +4.8” di Verstappen nel 2023, per una media complessiva di circa 12 secondi.

Sul fronte gara, su 171 giri totali disputati nella storia del GP, solo tre piloti li hanno completati tutti: Verstappen, Alonso e Leclerc. Verstappen guida anche la statistica dei giri al comando, con 114 tornate in testa. La Safety Car ha fatto il suo debutto nel 2023, mentre non esiste ancora un’edizione interrotta da bandiera rossa.

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