
La lanterna maculata (Lycorma delicatula) è un insetto fitofago (che si nutre di piante) invasivo, originario della Cina e del Sud-est asiatico. È una cicalina della famiglia dei fulgoridi, quindi parente di cicale e cicaline. Ha le ali anteriori grigie a pois neri e, sotto, le posteriori di un rosso accesso. Questo insetto, molto bello da vedere ma dannoso per la viticoltura e la frutticoltura, è stato rilevato per la prima volta nell'Unione Europea, nello specifico in Ungheria. Secondo la scheda dell'EPPO (European and Mediterranean Plant Protection Organization) è classificato come organismo da quarantena: una specie non ampiamente diffusa, capace di causare gravi danni economici, ambientali e sociali nel caso in cui venisse introdotta nel territorio.
Come riconoscerla: caratteristiche e aspetto
Gli adulti di lanterna maculata sono piuttosto grandi, le femmine misurano circa 24-27 mm di lunghezza e i maschi 21-22 mm. A riposo ricordano vagamente delle falene. Le ali anteriori sono grigie con macchie nere mentre quelle posteriori sono a bande bianche e nere con una zona rossa punteggiata di nero. Le ninfe (stadi giovanili) cambiano aspetto man mano che crescono. Nei primi stadi sono nere con macchie bianche mentre al quarto stadio compaiono chiazze rosse su testa, torace e addome, sempre con puntini bianchi.

Questo colore accesso e vistoso è probabilmente aposematico, un segnale visivo di avvertimento impiegato da diversi animali per indicare ai predatori la loro tossicità o sgradevolezza.
In autunno, le femmine depongono 30-50 uova (tra cortecce, sassi, container, pallet) disposte in file e ricoperte da una secrezione cerosa che secca con il tempo.

Perché è pericolosa per le piante
Lycorma delicatula non è pericoloso per l'uomo né per gli animali domestici. Non morde, non punge e non è velenoso. La sua minaccia è agricola, ecologica ed economica.
In che modo? La lanterna maculata è dotata di un apparato boccale pungente-succhiatore: una sorta di piccola "cannuccia" con cui perfora i tessuti vegetali per nutrirsi della linfa. L'azione dell'insetto fa seccare i rami e deperire l'intera pianta, causando a volte anche spaccature superficiali sul tronco. Come si legge sulla scheda del Servizio Fitosantario della Regione Lombardia, in caso di attacchi molto gravi, il danno peggiora ulteriormente: la melata appiccicosa, una secrezione ad alto contenuto zuccherino prodotta dagli insetti come scarto, favorisce lo sviluppo delle "fumaggini", funghi opportunisti che ricoprono le foglie e i rami con un velo nero simile a fuliggine.

Ciò che rende questo insetto così temibile è la sua dieta estremamente varia: attacca infatti oltre cento specie vegetali diverse, con una spiccata preferenza per l'ailanto (Ailanthus altissima) – un albero esotico invasivo estremamente difficile da controllare e ampiamente diffuso negli Stati Uniti e in Europa, gli aceri, i noci, i salici e, soprattutto, la vite.
L’ailanto stesso è È proprio il settore vitivinicolo a pagare il prezzo più alto. Per capire la portata del problema basta guardare agli Stati Uniti. In Pennsylvania, nel 2014, la Lycorma ha causato danni ingenti: uno studio del 2019 stima che, in assenza di misure di contenimento, l'insetto potrebbe costare a quel singolo Stato 324 milioni di dollari all'anno e oltre 2.800 posti di lavoro, provocando un crollo della produzione fino all'80-90% nei vigneti più colpiti.
Diffusione e situazione in Europa: come può essere gestita
Questo insetto, un lontano parente delle cicale, è originario dell'Asia, dove è presente in modo massiccio in Cina e Corea del Sud, e più limitata in Giappone. Circa dodici anni fa ha superato i confini asiatici per invadere gli Stati Uniti. Essendo una volatrice mediocre, la sua vera arma di diffusione è l'autostop: deponendo le uova direttamente su merci e mezzi di trasporto, viaggia attraverso il commercio internazionale, saltando facilmente da un continente all'altro.
Purtroppo la sua proliferazione è favorita anche dal cambiamento climatico, considerato che la schiusa delle uova sembra influenzata negli Stati Uniti meridionali dalle alte temperature, mentre si verificano ritardi nello sviluppo in condizioni di primavera fresca.
Come riporta l'EPPO, il 2026 ha segnato un'improvvisa accelerazione nella diffusione globale di questo parassita:
- Agosto 2026 (Moldavia): a seguito della conferma del ritrovamento a Chișinău, la Convenzione internazionale per la protezione delle piante (IPPC) ha emesso un'allerta fitosanitaria
- Settembre 2026 (Ungheria): l'agenzia ungherese per la sicurezza alimentare (Nébih) ha conferma il primo ritrovamento ufficiale all'interno dei confini comunitari, nella contea meridionale di Bács-Kiskun (al confine con la Serbia).

Al momento, non risultano segnalazioni ufficiali della presenza di Lycorma delicatula in Italia, ma i servizi fitosanitari regionali mantengono un monitoraggio costante sul territorio. Saper riconoscere tempestivamente questo insetto in ogni fase del suo ciclo vitale è la prima e più importante difesa per poterne bloccare l'eventuale diffusione.
Ad oggi, negli Stati Uniti la gestione delle popolazioni prevede l’utilizzo di insetticidi chimici e vengono sperimentate formulazioni diverse in base ai luoghi di diffusione e alla pianta ospite. Tuttavia, è in corso di sperimentazione l’utilizzo di micoinsetticidi, ovvero funghi patogeni per questi insetti opportunamente selezionati e anche l’impiego di nemici naturali ampiamente diffusi nel Sud Est Asiatico come la cimice autoctona (Arilus cristatus), la mantide cinese (Tenodera sinensis) e alcuni ragni, ma per ora ci sono poche prove che questi nemici naturali riducano in modo significativo significativamente le popolazioni di L. delicatula.