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25 Settembre 2026
14:30

Perché le cimici puzzano quando vengono schiacciate? L’odore può richiamare altre cimici

Le cimici sono dotate di ghiandole in grado di produrre miscele di molecole dall'odore acre e pungente. Alcune di queste sostanze hanno proprietà antimicrobiche o possono servire da richiamo fra individui della stessa specie.

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Perché le cimici puzzano quando vengono schiacciate? L’odore può richiamare altre cimici
puzza cimici schiacciate

Vediamo una cimice su una parete di casa e istintivamente tentiamo di schiacciarla, ma l'azione si blocca quando, appena un attimo prima dell'impatto mortale, ci ricordiamo che l'insetto riempirà l'ambiente di un puzzo nauseabondo. Perché si attiva questo meccanismo? Le secrezioni odorigene emesse dalle cimici sono un efficace sistema di difesa dai predatori, ma possono avere anche effetti antimicrobici o essere utilizzate come segnali chimici tra individui della stessa specie (feromoni). Non tutte le cimici sono uguali, se ne conoscono a oggi nel mondo circa 5.000 specie. Tutte però emettono sostanze chimiche odorigene, sintetizzate direttamente all'interno delle ghiandole secretorie, organi specializzati, posizionati sul lato dorsale dell'addome negli stadi giovanili e al livello del torace in posizione ventrale nell'adulto. Le tre specie che di frequente troviamo nelle nostre case sono: la cimice marrone o cimice asiatica (Halyomorpha halys), specie alloctona invasiva proveniente da zone temperate dell'Asia orientale, la cimice verde del sud (Nezara viridula) e la cimice verde comune (Palomena prasina). Le cimici, ovvero gli Emitteri della famiglia Pentatomidi, rappresentano un gruppo di insetti estremamente temuti in agricoltura visti i danni che provocano a un gran numero di colture, ma ricordiamo che sono del tutto innocui per l'uomo.

La strategia della “puzza” per comunicare

Le sostanze chimiche emesse dalle ghiandole delle cimici servono in sostanza per comunicare. Il principale vantaggio dell'emissione di questi composti consiste nella loro capacità di fornire una protezione rapida ed efficace sia contro i predatori, sia da agenti patogeni. Consentono, infatti, di scacciare nemici come uccelli e rettili che sono disincentivati nel cibarsi di insetti dall'odore così disgustoso e, secondo una revisione pubblicata su Annual Review of Entomology, possono avere anche proprietà antimicrobiche. Alcuni composti in particolare mostrano una forte attività antibatterica e antifungina. Alcune emissioni odorose sono, invece, utilizzate per richiamare altri individui della stessa specie. Per esempio la cimice asiatica forma grandi aggregazioni di esemplari prima di entrare in diapausa, verso la metà di ottobre e ogni insetto utilizza segnali chimici per richiamare gli altri a riunirsi in un luogo sicuro e riparato per trascorrere l'inverno. Di recente, team di ricerca come quello della Lincoln University della Nuova Zelanda, stanno cercando di identificare i tipi di feromoni emessi dalle cimici come sistema per rilevare la presenza di questi insetti dannosi nel corso di ispezioni delle merci in magazzini e aeroporti.

La composizione delle secrezioni

Le ghiandole odorifere delle cimici sono vere e proprie "mini fabbriche" chimiche considerato il numero e la diversità di molecole organiche che riescono a produrre. Si tratta di composti organici volatili (Volatile Organic Compounds, VOCs) che quindi tendono a disperdersi nell'ambiente: principalmente aldeidi e chetoni, ma anche alcoli, esteri e in qualche caso idrocarburi (alcani a catena corta). Le aldeidi e gli esteri hanno odori forti e proprietà irritanti, suggerendo il loro ruolo come segnali difensivi, mentre gli idrocarburi probabilmente funzionano come substrati per regolare il rilascio di altri composti. I chetoni hanno odore meno intenso e dolciastro (pensiamo all'acetone, un tipico chetone, per avere un'idea). Molti vengono sintetizzati ex novo, direttamente nella ghiandola a partire dal glucosio introdotto con l'alimentazione dell'insetto. Per esempio, un'analisi con il gascromatografo delle emissioni prodotte da esemplari di cimice asiatica ha rivelato un profilo chimico complesso con 10 composti nei maschi e ben 11 nelle femmine. Studiare la composizione delle secrezioni si sta rivelando molto utile anche per forme di lotta a questi parassiti delle piante.

Cosa fare per evitare che entrino in casa

Premesso che il vero problema della presenza di cimici è per le piante da frutto e non per l'uomo, è possibile comunque adottare qualche accorgimento per evitare o almeno limitare la loro presenza in casa. La cimice verde non cerca attivamente riparo nelle abitazioni, ma tende ad aggregarsi in luoghi umidi sotto le foglie secche ed è attratta dall'illuminazione artificiale che emette luce bianca e fredda. È bene, quindi, rimuovere accumuli di fogliame, pacciamature e materiali dove si concentra umidità vicino alle pareti esterne e preferire illuminazione a luce gialla (2700–3000 K). La cimice asiatica cerca, invece, attivamente luoghi chiusi per svernare e quindi più facilmente entra in casa in autunno. In questo caso, è meglio utilizzare zanzariere e sigillare possibili punti di ingresso negli infissi o sui cassoni delle serrande.

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