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5 Febbraio 2026
12:05

Cos’è il monossido di carbonio e perché è pericoloso: i sintomi e come evitare l’esposizione

Il monossido di carbonio è un gas letale, inodore e incolore che blocca il trasporto di ossigeno nel sangue. Per evitare rischi è fondamentale la prevenzione: manutenzione degli impianti, ventilazione e mai usare bracieri o motori in ambienti chiusi per riscaldare.

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Cos’è il monossido di carbonio e perché è pericoloso: i sintomi e come evitare l’esposizione
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Il monossido di carbonio (CO) è gas incolore, inodore e non irritante che si genera a seguito di una combustione incompleta di un qualsiasi materiale organico, ovvero in un ambiente con scarsa presenza di ossigeno. Quando raggiunge concentrazioni elevate in mancanza di una ventilazione adeguata si rivela un gas tossico che può essere inalato senza accorgersene e causare gravi conseguenze in breve tempo. Circa l‘80% dei casi di avvelenamento da monossido di carbonio avvengono tra le mura domestiche in seguito all'emissione di questo gas dalla combustione di carbone e legno o fornelli, stufe, generatori e lampade a gas mal funzionanti. La pericolosità di questo gas è data dalla sua altissima affinità per l'emoglobina, la molecola presente nel nostro sangue che trasporta l'ossigeno.

In questi giorni è importante fare corretta informazione sul monossido di carbonio – cos'è, come agisce e come evitarlo – alla luce dei fatti di cronaca recenti. A Lucca una famiglia ha perso la vita a causa di una caldaia malfunzionante mentre a Milano è stata necessaria l'evacuazione di un asilo, che ha portato al ricovero di 11 bambini (senza gravi conseguenze), sempre per un problema all'impianto di riscaldamento. Come vedremo, il Ministero della Salute e l'Istituto Superiore di Sanità (ISS) chiariscono che la sicurezza passa dalla manutenzione periodica dei dispositivi, da affidare esclusivamente a tecnici abilitati nel rispetto delle norme vigenti.

Cosa succede nel corpo quando inaliamo monossido di carbonio

All'interno dei globuli rossi viaggia l'emoglobina (Hb), una proteina che contiene 4 atomi di ferro. Quando respiriamo, l'ossigeno si lega al ferro (ossiemoglobina) e viene trasportato attraverso il flusso sanguigno a tutti gli organi del corpo per farli funzionare. Una volta "consegnato" l'ossigeno ai tessuti, l'emoglobina riparte caricando l'anidride carbonica (CO) per riportarla ai polmoni tramite le vene ed espellerla.

Il problema nasce quando nell'aria c'è il monossido di carbonio (CO). Questo gas ha un'affinità per l'emoglobina 200-300 volte superiore a quella dell'ossigeno. Cosa significa? Che il CO "ruba il posto all'ossigeno" con una facilità estrema, formando la carbossiemoglobina (COHb) con un legame fortissimo e molto stabile. Una volta occupato il posto impedisce all'ossigeno di essere trasportato. Il risultato è che i nostri tessuti smettono di ricevere il "carburente energetico".

monossido di carbonio
Rappresentazione grafica del legame tra monossido di carbonio (CO) e emoglobina a discapito del legame tra emoglobina e ossigeno.

Come riconoscere un’intossicazione da monossido di carbonio: i sintomi

Come riportato dal Ministero della Salute e dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS), la gravità dei sintomi dipende dalla concentrazione del gas, dal tempo di esposizione e dalle condizioni di salute. Dato che il CO è incolore, inodore e non irritante non ci sono segnali visivi o olfattivi che aiutano a riconoscere un ambiente potenzialmente pericoloso. Nelle case, concentrazioni tra 1,5 e 4,5 mg/m³ sono considerate normali e non danno problemi a persone sane, ma possono essere rischiose per chi soffre già di patologie cardiache.

Quando, a causa di una combustione incompleta, i livelli salgono (anche fino a 60 mg/m³), compaiono i primi sintomi. I campanelli d'allarme più comuni sono mal di testa (cefalea), vertigini, confusione mentale, disorientamento, nausea, visione alterata, dolori al petto e debolezza. Se l'esposizione continua o la concentrazione è molto alta, si rischiano la morte per asfissia. I primi sintomi vengono meno già all'uscita all'aria aperta ma l'ISS sottolinea l'importanza vitale di recarsi immediatamente al Pronto Soccorso se si sospetta un'intossicazione.

Dove si trova il monossido di carbonio in casa e come evitare l’esposizione

L'avvelenamento da monossido di carbonio è più diffuso nei mesi invernali per via dell'utilizzo tra le mura domestiche di fornelli, caldaie, stufe, generatori e lampade a gas e in generale della combustione di carbonio o legno. Il gas si accumula in ambienti chiusi e poco ventilati. Per prevenire rischi letali, il Ministero della Salute e l'Istituto Superiore di Sanità (ISS) hanno stilato una serie di raccomandazioni fondamentali, sottolineando quanto una corretta informazione possa salvare la vita. Di seguito riportiamo i punti principali:

  • Manutenzione e controllo: è fondamentale effettuare controlli regolari su stufe e caldaie affidandosi a tecnici specializzati. È inoltre consigliata l'installazione di rilevatori di CO, che comunque non sostituisce mai la corretta manutenzione degli impianti.
  • Cosa non fare mai in casa (o in camper/tende): non usare mai forni o fornelli a gas come fonte di riscaldamento e non accendere mai barbecue, griglie a carbone o fornelli da campeggio in ambienti chiusi (inclusi garage e cantine).
  • Motori e generatori: non lasciare mai auto o veicoli accesi in garage o spazi chiusi, nemmeno per pochi minuti. È meglio tenere generatori o macchine a motore lontani da porte e finestre aperte, per evitare che i fumi di scarico rientrino in casa.

Tutti gli interventi sugli impianti di combustione (dall'installazione alla manutenzione) devono rispettare tassativamente le leggi vigenti (in particolare il DM 37/08) e le norme tecniche UNI/CEI. Tali lavori possono essere eseguiti solo da tecnici abilitati, che hanno l'obbligo di rilasciare al termine la dichiarazione di conformità per certificare che l'impianto è sicuro.

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