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8 Aprile 2026
6:00

Il museo militare sottomarino di Aqaba, in Giordania, è unico al mondo: a 28m c’è un elicottero

Ad Aqaba, in Giordania, si trova un museo militare completamente sommerso: l'Underwater Military Museum è unico al mondo e conta 21 mezzi dell'esercito giordano che giacciono sui fondali del Mar Rosso tra 15 e 28 metri di profondità. Fra questi anche carri armati, un elicottero e un cannone antiaereo.

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Il museo militare sottomarino di Aqaba, in Giordania, è unico al mondo: a 28m c’è un elicottero
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In Giordania esiste un museo militare sommerso, con mezzi bellici prima utilizzati sul campo di battaglia. Immagine generata con AI a scopo rappresentativo.

Nella lista dei musei più strani del mondo, ne esiste uno che, per essere visitato, ha bisogno di una muta da sub: si tratta dell'Underwater Military Museum di Aqaba, in Giordania, ovvero un museo militare completamente sommerso. Il sito si trova al largo della South Beach di Aqaba, nel Mar Rosso, e ospita 21 mezzi militari dismessi dell'Esercito giordano – tra cui diversi carri armati, un elicottero e un'ambulanza corazzata – posizionati sui fondali a profondità comprese tra i 15 e i 28 metri e disposti imitando una formazione tattica di battaglia.

Inaugurato nel 2019, il museo è stato creato con l'obiettivo di realizzare un punto di immersione alternativo rispetto alle barriere coralline naturali, che negli ultimi anni hanno subito una pressione crescente dovuta all'aumento del turismo subacqueo. Vediamo più nel dettaglio quali mezzi compongono questo museo e come è stato realizzato.

Com'è fatto il museo militare sommerso ad Aqaba e quali mezzi ospita

Il museo è stato inaugurato il 25 luglio 2019 dall'ASEZA (Aqaba Special Economic Zone Authority), l'ente che gestisce la zona economica speciale di Aqaba. Inizialmente composto da 19 mezzi militari, oggi il sito ne ospita ben 21 — comprese due Jeep Willys aggiunte successivamente in acque più basse, a soli 5 metri di profondità, visibili anche senza immersioni, ma facendo snorkeling in superficie.

Tutti i veicoli sono stati donati dalle Forze Armate Reali Giordane, che per anni li hanno utilizzati sul campo. Tra i pezzi più imponenti spicca anche un carro armato Chieftain di fabbricazione britannica, conosciuto in Giordania come Khalid, dal peso di circa 55 tonnellate e dotato di un cannone da 120 mm: è stato in servizio nell'esercito giordano dal 1982 al 2000. Poco distante si trova invece un veicolo di recupero corazzato, in passato utilizzato per il soccorso dei carri armati danneggiati in battaglia.

Military Museum 2
Credit: Royal Jordanian

Tra i mezzi di produzione statunitense figura invece un cannone antiaereo M42 Duster, equipaggiato con due cannoni da 40 mm e impiegato dall'esercito giordano tra il 1965 e il 1998, partecipando, tra le altre cose, anche alla Guerra dei Sei Giorni nel 1967 contro Israele.

Ma il pezzo forse più sorprendente è un elicottero d'attacco Bell AH-1F Cobra, prodotto negli Stati Uniti e a lungo utilizzato dalla Royal Jordanian Air Force.

Military Museum 1
Credit: Royal Jordanian

La collezione comprende infine un'ambulanza corazzata britannica FV104 Samaritan, un veicolo blindato da ricognizione FV701 Ferret, un veicolo da fanteria sudafricano Ratel, due carri leggeri FV101 Scorpion e un cannone da campo M1 da 155 mm, risalente alla Seconda Guerra Mondiale.

Com'è stato creato l'Underwater Military Museum in Giordania e perché

La realizzazione dell'Underwater Military Museum è il frutto di una collaborazione tra diversi enti pubblici e privati giordani. Come anticipato, l'ASEZA si è occupata della pianificazione, della preparazione dei mezzi e delle operazioni di affondamento, mentre il porto di Aqaba ha fornito le piattaforme mobili necessarie per le operazioni di immersione e le risorse umane. La APMSCO (Aqaba Port Marine Services Company), infine, ha messo a disposizione i rimorchiatori.

La preparazione ha richiesto complessivamente circa 30 giorni, durante i quali ogni mezzo è stato accuratamente ispezionato, fotografato e ripulito. Prima dell'immersione, infatti, da tutti i veicoli sono stati rimossi i materiali pericolosi (come oli, grassi e sostanze chimiche) per garantire il rispetto dell'ambiente marino. Una volta completata la fase preparatoria, l'affondamento dei 19 mezzi iniziali ha richiesto 7 giorni lavorativi, con il posizionamento studiato per non danneggiare eccessivamente le formazioni coralline già presenti nelle vicinanze.

Il museo, comunque, ha ricevuto diverse critiche per i potenziali danni ambientali all’ecosistema marino circostante: le autorità locali hanno dichiarato di aver selezionato una zona di fondale sabbioso relativamente povera di organismi marini, nell'ottica di creare un punto di immersione alternativo e tutelare le barriere coralline naturali dall'eccessivo turismo subacqueo.

Fonti
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Sara Brugnoni
Junior News Editor
Lavoro come giornalista per la sezione news di Geopop: mi occupo principalmente delle notizie di attualità e di tutto ciò che avviene sul Pianeta Terra, dalla geopolitica allo spazio, fino alla società nel suo complesso. Ho lavorato per un quotidiano economico e ho una laurea magistrale in Scienze Politiche, grazie alla quale ho capito quanto gli eventi del mondo siano profondamente connessi tra di loro.
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