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1 Maggio 2026
15:00

Nauru, da nazione più ricca del mondo al tracollo per investimenti errati: l’assurda storia dell’isola

Nauru, un tempo nazione con PIL pro-capite più alto al mondo, è caduta in miseria per investimenti errati. Oggi l'isola dell'Oceano Pacifico dipende dall'Australia e ospita controversi centri per rifugiati.

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Nauru, da nazione più ricca del mondo al tracollo per investimenti errati: l’assurda storia dell’isola
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Immagine generata con IA.

Nell'Oceano Pacifico, a oltre 1000 km dalla Papua Nuova Guinea, si trova un'isola di circa 12.000 abitanti che, durante gli anni '70, fu il Paese con il PIL pro capite più alto al mondo. Quella stessa isola, Nauru, è oggi caduta in disgrazia e ospita centri di reclusione per rifugiati per conto dell'Australia. Ma come è avvenuto questo tracollo? E cosa c'entra in tutto questo un musical su Leonardo da Vinci?

La fortuna dell'isola: 80 mln di tonnellate di fosfato

La fortuna dell'isola di Nauru affonda le proprie origini nei primi anni del Novecento, quando prese il via l'estrazione di fosfato – essenziale per i fertilizzanti. Questo particolare minerale, ricco in fosforo, ha un'origine geologica piuttosto curiosa: si è formato nel corso dei millenni a partire dal guano degli uccelli marini e dai microorganismi marini, formando alcuni tra i giacimenti più ricchi al mondo. Pensate che tra il 1906 e il 2000 si stima che a Nauru siano state estratte qualcosa come 80 milioni di tonnellate di fosfato.

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Estrazione di fosfati a Nauru attorno alla prima metà del Novecento. Credit: CLN Archdeacon A N Williamson / University Newcastle

Tutto questo chiaramente ha avuto un impatto diretto sugli abitanti dell'isola, trasformando quell'isola sperduta nel Pacifico nella nazione con il PIL pro capite più alto al mondo, superando persino Arabia Saudita e Stati Unitti. Parliamo di valori che superavano i 27 mila dollari – equivalenti pressappoco a 88 mila dollari attuali. Questa ricchezza si rifletteva anche nello stile di vita degli isolani: macchine di lusso (malgrado fosse presente un'unica strada da 18 km), aerei statali utilizzati come se fossero jet privati e sanità gratuita. Insomma, un posto dove chiunque avrebbe voluto vivere!

Ma proprio in questo momento, all'apice del successo, il governo dell'isola iniziò a commettere un'errore dopo l'altro, portando il Paese nell'abisso.

Dal musical della rovina ai grattacieli

Potrebbe sembrare assurdo, ma uno tra i primi e grossolani errori che commisero fu la realizzazione di uno spettacolo teatrale. Nel 1993 il Governo infatti si fece promotore di Leonardo the Musical: A Portrait of Love, un musical dedicato alla figura di Leonardo da Vinci. Il loro obiettivo era quello di realizzare uno show così maestoso da renderlo un classico istantaneo, un'opera che ogni Paese avrebbe voluto avere nei propri teatri… peccato che già alla sua prima replica a Londra, allo Strand Theatre, fu stroncato brutalmente dalla critica. Il problema non fu tanto la valutazione in sé, quanto il fatto che questo mise immediatamente la parola "fine" a un progetto costato 7 milioni di dollari – equivalenti a circa 15 milioni di dollari attuali.

Ma non solo: il governo iniziò anche a fare investimenti immobiliari in Australia (che si rivelarono presto un fallimento) e a concedere prestiti non garantiti.

Il mix di tutti questi elementi – già di per sé disastroso – arrivò in un momento piuttosto delicato dal punto di vista minerario. Infatti è vero che i giacimenti di fosfati sono molto redditizi, ma sono pur sempre limitati. E quelli sull'isola di Nauru, per quanto abbondanti, erano prossimi all'esaurimento. In pochi anni le principali compagnie minerarie ridussero drasticamente l'attività estrattiva e i governanti dell'isola, poco lungimiranti, si ritrovarono senza un soldo, senza investimenti di alcun tipo e con un Paese sull'orlo della povertà.

Nauru oggi

L'isola di Nauru non si è mai più ripresa e, anzi, si è presto ritrovata in una situazione economica ben peggiore di quella pre-estrazione di fosfati. Da anni ormai dipende quasi totalmente dagli aiuti australiani e proprio per questo qui il governo di Canberra ha realizzato numerosi centri di accoglienza per profughi: chiunque voglia entrare in Australia senza regolari documenti viene mandato qui – in condizioni tutt'altro che ottimali. È proprio di qualche anno fa la notizia di abusi (anche su minori) all'interno di questi centri di detenzione australiani, andando a gettare definitivamente un'ombra nera su quello che, fino a qualche decennio fa, era un vero e proprio paradiso economico.

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Centro profughi a Nauru. Credit: DIAC images
Sono un geologo appassionato di scrittura e, in particolare, mi piace raccontare il funzionamento delle cose e tutte quelle storie assurde (ma vere) che accadono nel mondo ogni giorno. Credo che uno degli elementi chiave per creare un buon contenuto sia mescolare scienza e cultura “pop”: proprio per questo motivo amo guardare film, andare ai concerti e collezionare dischi in vinile.
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