
In questi giorni si sta parlando tanto del nuovo regolamento europeo sugli imballaggi. Purtroppo è stata fatta molta confusione. Infatti alcune testate giornalistiche hanno annunciato (con toni un po' allarmistici) che "da questa estate" o "da agosto 2026" non vedremo più le bustine di ketchup o e maionese. Mettiamo subito i puntini sulle i: non è così. È vero che il Regolamento (UE) 2025/40 entrerà ufficialmente operativo dal 12 agosto 2026, ma i divieti che colpiranno alcuni prodotti in plastica, come le bustine di salse o i flaconcini degli hotel, scatteranno solo dal 1° gennaio 2030. Non c'è quindi nessun divieto a partire dal 12 agosto 2026. Vediamo insieme cosa dice il regolamento.
Cosa succede dal 12 agosto 2026: PFAS e metalli pesanti
Dal 12 agosto 2026, il regolamento entra "in vigore" nel senso tecnico: diventa la legge di riferimento sostituendo le vecchie norme. Ma in questa fase, le regole riguardano soprattutto la sicurezza dei materiali.
Infatti, a partire dal 12 agosto 2026, gli imballaggi a contatto con gli alimenti non potranno più essere venduti se contengono PFAS oltre i limiti stabiliti. Idem per i metalli pesanti: la somma di piombo, cadmio, mercurio e cromo esavalente non potrà superare i 100 mg/kg negli imballaggi.
Cosa succede dal 1 gennaio 2030: il divieto di alcuni imballaggi e plastica monouso
A partire dal 1° Gennaio 2030 non sarà possibile immettere nel mercato alcune tipologie di imballaggi in plastica. Come infatti riportato nell'Allegato 5 del Regolamento, le 6 tipologie vietate sono:
- Imballaggi Multipack: Addio alle pellicole di plastica o agli anelli usati per tenere insieme le lattine di bibite o le bottiglie di birra nei supermercati. Sono esclusi gli imballaggi raggruppati per facilitare il trasporto;
- Ortofrutta confezionata: Niente più vassoi o reti di plastica per confezioni di frutta e verdura fresca inferiori a 1,5 kg. Si tornerà allo sfuso o a soluzioni in carta o materiali alternativi. Eccezione: gli Stati membri possono stabilire esenzioni rispetto a questa restrizione se vi è una comprovata necessità di evitare la perdita di acqua o di turgidità, rischi microbiologici o urti fisici, l'ossidazione, o se non c'è la possibilità di evitare la commistione di frutta e verdura biologica con frutta e verdura non biologica;
- Plastica monouso nel settore HORECA: Se mangiate al tavolo di un fast food o di un bar, non riceverete più piatti, tazze o vassoi di plastica monouso. Tutto dovrà essere lavabile e riutilizzabile. Sono esentati gli stabilimenti del settore HORECA (hotellerie – restaurant – café) che non hanno accesso all'acqua potabile;
- Bustine di salse e condimenti: Ecco il punto tanto discusso. Dal 1° Gennaio 2030 saranno vietate le bustine monouso di plastica per condimenti, conserve, salse, panna da caffè, zucchero e aromi (inclusi quindi ketchup, maionese, olio) nel settore HORECA. Eccezione: questi imballaggi potranno essere forniti: a) insieme a piatti pronti da asporto destinati al consumo immediato senza necessità di ulteriore preparazione, b) per garantire la sicurezza e l'igiene (come ospedali o case di cura);
- Mini-taglie negli hotel: Gli hotel, B&B, appartamenti per vacanze ecc non potranno più fornire i classici flaconcini monouso di shampoo e bagnoschiuma.
- Sacchetti ultraleggeri: I sacchetti di plastica con uno spessore inferiore a 15 micron saranno vietati, a meno che non siano strettamente necessari per motivi igienici.