
Il Codacons ha recentemente diramato un allarme tramite alcune dichiarazioni fatte da Francesco Tanasi, segretario nazionale dall’associazione, secondo cui i consumatori dovrebbero fare attenzione alla ricezione di telefonate mute. Queste potrebbero infatti rappresentare il primo anello di una truffa basata sulle ormai tristemente famose telefonate mute. Secondo l’allarme lanciato dal Codacons, queste chiamate (da non confondere con le chiamate mute fatte dai call center). servono a capire se un numero è attivo, in quali orari l'utente è più propenso a rispondere e come reagisce. Si tratta, quindi, di una sorta di “test” utili ai truffatori per selezionare i bersagli più vulnerabili, spesso persone anziane o con competenze digitali basse. Il rischio imputabile a queste telefonate non è immediato, perché la richiesta di denaro o dati sensibili arriva solo in una fase successiva, ma è proprio questa apparente innocuità a rendere il fenomeno insidioso. Vediamo come funziona questa possibile truffa e quali strategie adottare per difendersi.
Come funzionano le chiamate mute: “non sono semplici disguidi”
Le segnalazioni raccolte negli ultimi mesi mostrano uno schema ricorrente, che inizia con la prima fase della truffa. In questa vengono effettuate dai criminali informatici chiamate brevissime, prive di interlocuzione, che talvolta potrebbero essere scambiate per semplici disguidi: errori tecnici, numeri digitati male dal chiamante, e così via. In realtà, come spiega Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons, queste chiamate potrebbero avere ben altre origini:
Non siamo sempre di fronte a semplici disguidi. In numerosi casi si tratta di sistemi automatizzati che verificano se un numero è attivo, in quali orari risponde, quanto tempo si resta in linea e quale tipo di reazione si produce. È una vera e propria attività di profilazione preliminare, finalizzata a selezionare i contatti più agganciabili.
I sistemi a cui ha accennato Tanasi registrano parametri tecnici essenziali: se l'utente risponde o meno, quanto resta in linea, in quale fascia oraria, etc. Questo processo di profilazione, ovvero di raccolta e analisi di dati per costruire un profilo comportamentale di una persona, serve ai truffatori per scegliere in modo chirurgico le potenziali vittime, individuando i numeri definiti dal segretario del Codacons «più agganciabili», ovvero più promettenti in caso di successivo contatto.
Una volta identificati i numeri attivi, parte la seconda fase della truffa. Qui entrano in scena figure di cui si sente parlare spesso nel campo delle truffe telefoniche: falsi operatore telefonici che segnalano problemi alla linea, sedicenti addetti bancari che parlano di movimenti sospetti sul conto, fino ad arrivare a persone che si fingono parenti in difficoltà. La credibilità di queste chiamate è spesso rafforzata dall'uso dell'intelligenza artificiale, utilizzata sempre più spesso per analizzare grandi quantità di dati e individuare correlazioni. Incrociando informazioni pubbliche reperibili online, come quelle sui social network, questi strumenti permettono di citare dettagli realistici della vita della persona chiamata, i truffatori possono conferire alla telefonata una certa aurea di credibilità, inducendo la potenziale vittima ad abbassare le difese.
Ora, con quanto riportato nelle righe precedenti non vogliamo dire che ogni telefonata muta può portare automaticamente a questi scenari, ma se doveste riceverne più di una nel corso dei prossimi giorni, fate attenzione. Non si sa mai.
Come difendersi dalla truffa e bloccare le telefonate mute
Vediamo, ora, alle strategie di difesa. Ecco alcuni punti da tenere sempre a mente.
- Prima di parlare, aspettate: se ricevete una telefonata da un numero non salvato in rubrica, quando rispondete non dite «Pronto, chi è?», ma semplicemente attendete che sia chi sta dall'altro capo della cornetta a parlare. La vostra voce, infatti, potrebbe indicare dati come età e genere di appartenenza, che potrebbero essere utilizzati dal truffatore per personalizzare il “copione” che andrà a recitare nei successivi tentativi di contatto.
- Se percepite anomalie, chiudete la chiamata: se dopo aver ricevuto una o due telefonate mute, ricevete un contatto che vi sembra sospetto, magari perché chi vi ha contattato vi chiede informazioni personali (ad esempio codici di verifica che avete ricevuto sul vostro telefono), non forniteglieli. Nessun ente serio (che sia una banca, un negozio online, un istituto previdenziale, etc.) vi contatterà telefonicamente per ricevere simili informazioni riservate.
- Attivate i filtri antispam: pur non essendo perfetti, potrebbero quantomeno ridurre il numero di chiamate potenzialmente pericolose che ricevete in entrata. Valutate la possibilità di attivarli, se disponibili sul vostro smartphone.