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2 Gennaio 2026
15:56

Perché gli incendi sul soffitto, come quello a Crans-Montana, possono essere ancora più pericolosi

Il fatto che a Crans-Montana sia andato a fuoco il soffitto ha contribuito a rendere l'incendio avvenuto la notte di Capodanno così mortale: la propagazione di un rogo sul soffitto, contrariamente a quanto può sembrare, rende infatti l'incendio più pericoloso.

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Perché gli incendi sul soffitto, come quello a Crans-Montana, possono essere ancora più pericolosi
incendio soffitto svizzera

Un elemento sottovalutato nella portata della tragedia di Crans-Montana, la località svizzera in cui un locale è andato a fuoco la notte di Capodanno uccidendo 47 persone e ferendone 115, è il fatto che le fiamme si sono sviluppate non a terra, ma sul soffitto. A prima vista potrebbe infatti sembrare che se prenda fuoco il soffitto le persone siano più al sicuro e abbiano più tempo per evacuare la sala, ma in realtà gli incendi che colpiscono un soffitto possono essere ancora più pericolosi: almeno nel contesto della sala seminterrata del bar Le Constellation, la presenza di fiamme sopra le teste delle persone ha peggiorato una situazione già drammatica.

Stando alle prime ricostruzioni, a bruciare per prima sarebbe stato il pannello insonorizzante applicato al soffitto della sala. Mentre in un incendio “normale” (dove a prendere fuoco è qualcosa sul pavimento o comunque nella parte bassa della stanza) il calore e i prodotti della combustione si propagano principalmente verso l'alto vista la loro bassa densità, se a prendere fuoco è il soffitto la tendenza delle fiamme a salire le porta a espandersi orizzontalmente, soprattutto se il materiale che sta andando a fuoco è altamente infiammabile come la schiuma di un pannello insonorizzante. Ecco quindi che abbiamo un rogo con un importante sviluppo orizzontale e temperature attorno ai 1000 °C.

Se da un lato questo aiuta a contenere il calore estremo nella parte alta della sala, dall'altro per chi si trovava lì dentro significava sostanzialmente avere un “muro di fuoco” sopra le loro teste. Muro di fuoco che emette una grande quantità di radiazione termica verso il basso (cioè verso le persone stesse) e che provoca il distacco e la caduta di schiuma incandescente, con temperature tali da ustionare la pelle e trasportare il fuoco anche sul pavimento della sala.

A questo va aggiunto il fatto che le fiamme, nella loro tendenza a salire, hanno trovato come via naturale di propagazione la scalinata che conduceva al piano superiore e che per gli occupanti della sala rappresentava l'unica via di fuga. A questo punto avevamo decine di persone completamente in preda al panico che si ammassavano in un corridoio angusto e in salita, avvolto dalle fiamme e impregnato di fumi tossici. Questo ha contribuito a far sì che così pochi tra coloro che si trovavano nel seminterrato del locale siano riusciti scampare alla tragedia.

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Filippo Bonaventura
Content editor coordinator, Autore
Coordinatore editoriale di Geopop, autore di contenuti e responsabile del magazine geopop.it, dove scrivo principalmente di astronomia, spazio, fisica e meteorologia. Ho una laurea in Astrofisica, un Master in Comunicazione della Scienza alla SISSA di Trieste e in passato ho fatto divulgazione scientifica con il progetto “Chi ha paura del buio?”.
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