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22 Gennaio 2026
14:17

Perché sui treni non ci sono le cinture di sicurezza?

Dopo che in Spagna è avvenuto il quarto incidente ferroviario in appena 4 giorni – con un paio di feriti lievi –, ci si chiede perché sui treni non esistano le cinture di sicurezza: tutto dipende dalla fisica del mezzo. La loro presenza, infatti, rischierebbe di causare più danni che benefici in caso di incidente: vediamo perché.

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Perché sui treni non ci sono le cinture di sicurezza?
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Sulle auto e sugli aerei le cinture di sicurezza sono ormai una consuetudine, ma per quale motivo allora non si trovano a bordo dei treni? La domanda sorge spontanea ogni volta che si verifica una tragedia ferroviaria come quella in Andalusia: tra l'altro, proprio in Spagna, è appena avvenuto il quarto incidente ferroviario in appena 4 giorni, con un treno che ha urtato contro una gru causando un paio di feriti lievi.

In realtà, l'assenza di cinture di sicurezza sui treni non è legata al risparmio o a una svista progettuale, ma si tratta di una precisa strategia di ingegneria della sicurezza.

La prima cosa da considerare, infatti, è la fisica del mezzo: nella maggior parte degli incidenti ferroviari la decelerazione è molto più graduale rispetto a quella di un'auto, grazie alla massa enorme del treno. Inoltre, la natura stessa del viaggio in treno prevede che molti passeggeri siano in piedi o in movimento.

Come evidenziato anche all’interno di uno studio sul tema pubblicato su Oxford Academic nel 2022, per garantire una reale sicurezza bisognerebbe utilizzare cinture a 3 punti (come quelle delle auto). Tuttavia, queste richiederebbero sedili estremamente rigidi e ancoraggi rinforzati al pavimento. Se un passeggero non legato o in piedi dovesse urtare uno di questi sedili rinforzati durante un impatto subirebbe lesioni molto più gravi rispetto a quelle causate da un sedile tradizionale, che invece è progettato per deformarsi.

La soluzione quindi qual è? La compartimentazione. Questo sistema prevede che l'interno del vagone sia progettato come un "guscio" protettivo: i sedili hanno schienali alti, sono posizionati a distanze calcolate e costruiti con materiali capaci di assorbire l'energia. In caso di collisione, il passeggero viene proiettato in avanti, ma l'urto viene ammortizzato dalla deformazione controllata del sedile di fronte, riducendo drasticamente il rischio di traumi fatali

Un altro pilastro fondamentale è la gestione dello "spazio di sopravvivenza". Mentre in auto la cintura serve a tenerti fermo, in treno è fondamentale che il passeggero possa essere "libero" di non rimanere ancorato a una struttura che potrebbe schiacciarsi. Se il vagone subisce una deformazione strutturale, un passeggero legato al sedile verrebbe schiacciato insieme ad esso; senza cintura, ha invece maggiori probabilità di essere spostato in una zona della carrozza rimasta integra.

A questo si aggiunge la sicurezza passiva della struttura: le estremità delle carrozze sono progettate per accartocciarsi e dissipare l'energia, preservando l'integrità del vano passeggeri centrale.

Infine, l'uso delle cinture complicherebbe l'evacuazione rapida in caso di emergenza, specialmente se la struttura del treno dovesse deformarsi, bloccando le cinture di sicurezza. Per queste stesse ragioni non si usano gli airbag: in un ambiente dove le posizioni dei passeggeri non sono fisse e prevedibili, il loro azionamento rischierebbe di causare più danni che benefici.

Sono un geologo appassionato di scrittura e, in particolare, mi piace raccontare il funzionamento delle cose e tutte quelle storie assurde (ma vere) che accadono nel mondo ogni giorno. Credo che uno degli elementi chiave per creare un buon contenuto sia mescolare scienza e cultura “pop”: proprio per questo motivo amo guardare film, andare ai concerti e collezionare dischi in vinile.
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