
Nel sito di al-Qalaya, nel governatorato di Beheira (nella zona del Delta del Nilo), una missione archeologica egiziana del Consiglio Supremo delle Antichità ha portato alla luce nuove strutture riferibili a un vasto complesso monastico cristiano di epoca tardoantica. La scoperta è stata annunciata dal Ministero del Turismo e delle Antichità, che coordina le ricerche nell’area.

Gli scavi hanno portato alla luce un edificio databile al V secolo d.C., interpretabile come una foresteria monastica destinata ad accogliere visitatori o pellegrini. La struttura è articolata in circa tredici ambienti, tra cui celle, spazi comuni e aree funzionali. Tra gli elementi rinvenuti figurano decorazioni architettoniche, una sala con una croce incisa, tracce di decorazioni pittoriche, ceramiche e ostraka (frammenti di ceramica con scritte incise) in lingua copta.

Il sito di al-Qalaya era già noto per la presenza di numerosi edifici religiosi e viene considerato uno dei principali centri del monachesimo cristiano in Egitto. Secondo quanto comunicato dalle autorità egiziane, l’area rappresenterebbe uno dei più estesi complessi monastici conosciuti. I nuovi dati contribuiscono a chiarire l’organizzazione degli insediamenti monastici tra IV e V secolo, una fase in cui il monachesimo passa da forme eremitiche a modelli più strutturati e comunitari. La presenza di una foresteria suggerisce inoltre un sistema di accoglienza per ospiti esterni, coerente con la crescita delle reti religiose e dei pellegrinaggi, in una fase cruciale della storia del cristianesimo.
