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8 Febbraio 2026
16:30

Si dice donne incinta o incinte? Ecco cosa dice la grammatica italiana

Dalla "cintura" di Isidoro al nascondere la gravidanza dei greci: se la grammatica ci spiega i nostri errori, l'etimologia ci insegna invece l'origine di una parola spesso travisata.

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Si dice donne incinta o incinte? Ecco cosa dice la grammatica italiana
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Un errore grammaticale ricorrente nella lingua italiana è quello di dire o scrivere “donne incinta” (o addirittura “in cinta”) anziché “donne incinte”. Ma la forma corretta al plurale è, appunto, “donne incinte” come confermato da Treccani e dall'Accademia della Crusca: secondo la nostra lingua, infatti, se il sostantivo è plurale anche l'aggettivo concorda con esso sia in genere che in numero.

L'uso del termine singolare per il plurale arriva da un'erronea credenza legata all'etimologia della parola che però non è stata corretta.

Etimologia della parola “incinta”

Come puntualizza l'enciclopedia Treccani, sebbene l'etimologia delle parole permetta di decifrarne la stratificazione storica e semantica, essa non è così affidabile per interpretarne il comportamento grammaticale nell'uso linguistico contemporaneo.

Questa affermazione cade proprio a pennello: si tende infatti a dire donne "incinta", usando l'aggettivo come se fosse invariabile, al singolare anziché al plurale, proprio in virtù dell'etimologia del termine.

Difatti, il vocabolo "incinta" arriva all'italiano dal latino medievale "incincta", che deriva a sua volta dal participio presente inciens -entis (in italiano “gravida”) del verbo latino classico incingĕre (letteralmente “cingere, circondare”).

Si è diffusa quindi la credenza che le donne gravide all'epoca usassero portare una sorta di cintura attorno al ventre per indicare il loro stato interessante. Secondo un'altra teoria, quella di Isidoro di Siviglia (nelle Etimologie) sarebbe stato esattamente il contrario: il prefisso "in-" avrebbe valore negativo e incincta significherebbe "non cincta". Ciò implicherebbe che le donne incinte non portassero alcuna cintura. Le donne romane erano solite indossare la "zona", una cintura che stringeva la tunica in vita (o sotto il seno), e che andava rimossa quando il ventre cominciava a diventare troppo abbondante.

Se il prefisso "in-" fosse illativo (in questo caso, la cintura messa attorno al ventre) o privativo rimane ancora oggi un problema storico, sebbene la linguistica moderna ritenga più probabile la prima delle due teorie. Ma c'è una terza ipotesi, molto più accreditata, che trova le sue radici nella lingua greca.

Ma in greco e latino che parola si usava per indicare le donne incinte?

Le parole della gravidanza in greco ruotano intorno al verbo κυέω, che include il concetto di "portare in grembo". Da questo verbo derivano i sostantivi κύησις ("gravidanza"), κύημα ("embrione") e l'aggettivo κυόεις ("incinta"). Il significato verrebbe veicolato da una radice che afferisce al “gonfiare", e quindi al gonfiore della pancia e alla pienezza del ventre.

Ed è da qui che nasce la terza ipotesi: che incincta fosse una rielaborazione del termine latino più antico inciens, che significava "gravida" e che è connesso a κυόεις e quindi al concetto di "essere gonfio". Chi parlava il latino avrebbe poi trasformato l'arcaico inciens in incincta per comodità di pronuncia e perché si ricollegava al fatto di indossare (o no, su questo come abbiamo detto non abbiamo certezza) la cintura (cinctura).

Secondo un medico greco dell'epoca, che lavorava per i Romani, il termine greco per gravidanza deriverebbe invece da κεύθησις, ossia "occultamento", che a sua volta arriverebbe da κεύθω, "nascondere". Secondo questa seconda presunta etimologia, si alludeva a qualcosa di nascosto nel corpo della donna e che era da nascondere a orecchie e occhi indiscreti, per evitare che giungessero malauguri alla donna gravida causandole un aborto.

In latino, oltre al termine incincta, c'erano tre parole per definire una donna in dolce attesa: gravida, praegnans e (sebbene poco utilizzata) ciens:

  • Gravida: dall'aggettivo gravis, ossia "pesante", porta con sé un senso di stanchezza, pesantezza.
  • Praegnans: deriva forse da un prae- seguito da natus/nascor, quindi indica lo stato della donna "prima della nascita"
  • Ciens: sembrerebbe derivare dal verbo greco κυέω, "pancia che si gonfia", (kyéō, "essere gravida"). Va comunque tenuto in considerazione il fatto che l'accostamento a kyéō sia una suggestione etimologica antiquata e che la linguistica moderna considera la sua radice diversa da quella di κυέω.

Ad ogni modo, tra i tre vocaboli, gravida era il più utilizzato quanto meno a livello letterario.

Riassumendo, quindi — al di là di locuzioni eufemistiche usate per pudore che girano attorno allo stato di gravidanza come "avere il pane nel forno" o "essere in dolce attesa" — le parole che indicano la gravidanza ruotano intorno all'idea di pienezza, rotondità, pesantezza e gonfiore.

Resta comunque da puntualizzare che i termini conosciuti sono stati coniati dagli uomini e non abbiamo alcuna documentazione riguardo a come invece si definissero tra loro le donne in stato di gravidanza. Probabilmente venivano usate, anche qui, delle locuzioni per non parlare apertamente della gravidanza, come "to be with child" (essere con bambino), "avoir un polchinelle dans le tiroir" (avere un pulcinella nel cassetto), "estar en estado de buena esperanza" (essere in uno stato di buona speranza). Tutte espressioni per non fare direttamente un esplicito riferimento alla gravidanza per scaramanzia e per evitare di essere vittime di malocchio da parte di persone invidiose.

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Veronica Miglio
Storyteller
Innamorata delle parole sin da bambina, ho scelto il corso di lingue straniere per poter parlare quante più lingue possibili, e ho dato sfogo alla mia vena loquace grazie alla radio universitaria. Amo raccontare curiosità randomiche, la storia, l’entomologia e la musica, soprattutto grunge e anni ‘60. Vivo di corsa ma trovo sempre il tempo per scattare una fotografia!
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