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2 Gennaio 2026
10:10

Tragedia di Crans-Montana, l’ipotesi dell’incendio “flashover”: cos’è e perché avrebbe provocato così tante vittime

L'incendio di Crans-Montana che ha causato almeno 47 vittime potrebbe essere stato un "flashover", un rogo generalizzato e rapidissimo, probabilmente innescato da fontane luminose. Questo tipo di incendio è estremamente pericoloso perché coinvolge simultaneamente l'intero ambiente.

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Tragedia di Crans-Montana, l’ipotesi dell’incendio “flashover”: cos’è e perché avrebbe provocato così tante vittime
flashover crans montana
Il possibile momento di inizio dell’incendio di Crans–Montana. Credit: Tony Truant, via X

La notte di Capodanno 2026, verso l'1:30 del mattino, è avvenuta una violenta esplosione nel bar Le Constellation nella località sciistica di Crans-Montana, in Svizzera, che ha provocato almeno 47 morti e 115 feriti. Le indagini sono ancora in corso e la dinamica della tragedia non è ancora nota: una delle ipotesi su cui si sta lavorando è quella del flashover, cioè un rapido incendio generalizzato, che secondo alcune testimonianze potrebbe essere stato innescato da scintille prodotte da fontane luminose che avrebbero dato fuoco al rivestimento insonorizzante del soffitto. L'incendio, dapprima localizzato, potrebbe poi essersi evoluto in un incendio diffuso all'intero bar (un flashover, per l'appunto).

Secondo l'International Fire Service Training Association, il flashover è «la fase di un incendio in cui tutte le superfici e gli oggetti all'interno di un ambiente sono stati riscaldati fino alla loro temperatura di accensione, e le fiamme divampano quasi simultaneamente su tutta la superficie di ogni oggetto presente nello spazio». Si tratta di un tipo di incendio estremamente pericoloso – spesso fatale anche per i pompieri più esperti – perché coinvolge l'intero ambiente e può svilupparsi anche molto rapidamente (talvolta basta una decina di secondi), non lasciando agli occupanti il tempo di sfuggire alle fiamme.

Non ogni incendio è destinato a evolvere in un flashover: servono opportune condizioni di ventilazione, temperatura e così via. Solitamente è un fenomeno che avviene in ambienti piccoli, chiusi e isolati. Tutto inizia con fiamme localizzate, come quelle divampate nel soffitto del bar di Crans-Montana. Mentre l'incendio cresce e la temperatura aumenta, si raggiunge un punto in cui la stanza e i materiali di cui è composta non possono assorbire ulteriore calore. Ecco quindi che, nel tentativo di mantenere l'equilibrio termico, le superfici disperdono parte dell'energia ricevuta sotto forma di gas molto caldi e infiammabili. Questo fenomeno in gergo tecnico è chiamato off-gassing.

Questi gas caldi si accumulano sotto l'intero soffitto della stanza ed emettono sotto forma di radiazioni termiche (cioè onde elettromagnetiche) una grande quantità di calore che va a irradiare tutte le superfici dell'ambiente, in modo diffuso e molto rapido, portandole a una temperatura tale da provocare ulteriore off-gassing. Questo circolo vizioso è praticamente inarrestabile: la temperatura cresce in modo incrollato e, raggiunto il limite di combustione (tipicamente tra i 500 °C e i 600 °C), i gas prendono fuoco in modo generalizzato, andando a incendiare simultaneamente l'intero ambiente.

L'ipotesi del flashover potrebbe spiegare come questo incidente abbia potuto provocare la morte e il ferimento di così tante persone. Questi incendi possono infatti svilupparsi nel giro di pochi secondi o pochi minuti e coinvolgono l'intera stanza. In più il bar era di dimensioni relativamente piccole, seminterrato e senza finestre, condizioni che favoriscono l'accumulo dei gas infiammabili necessari per dare il via a un flashover. A questo bisogna aggiungere che l'unica via di uscita per le persone all'interno era una piccola scala ripida, e inoltre che la massa di persone era in preda al panico quindi difficilmente in grado di muoversi modo tempestivo e organizzato per mettersi in salvo fuori dal locale. Bisogna poi considerare che il fumo e polveri caldissime che si sono sviluppati nel bar, che hanno reso l'aria irrespirabile e probabilmente fatto perdere conoscenza a molte delle persone che si trovavano lì dentro nel momento dell'incidente.

Fonti
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Filippo Bonaventura
Content editor coordinator, Autore
Coordinatore editoriale di Geopop, autore di contenuti e responsabile del magazine geopop.it, dove scrivo principalmente di astronomia, spazio, fisica e meteorologia. Ho una laurea in Astrofisica, un Master in Comunicazione della Scienza alla SISSA di Trieste e in passato ho fatto divulgazione scientifica con il progetto “Chi ha paura del buio?”.
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