
Il periodo Regency, ovvero il periodo della Reggenza, è una fase della storia inglese che va dal 1811 al 1820, anni nei quali Re Giorgio III venne dichiarato inabile a guidare il paese a causa della sua malattia mentale e il potere venne assunto dal figlio, Giorgio Augusto Federico, Principe del Galles. Tornato di moda grazie al successo della serie Netflix Bridgerton, fu un periodo breve ma molto intenso, nel quale l’Inghilterra e l’intera Europa si trasformarono, anche a seguito della fine delle guerre napoleoniche. In questi anni, la società inglese era organizzata in modo ferreo, con grandi disparità sociali con un'aristocrazia estremamente legata ai formalismi.
In questo contesto si svilupparono mode ispirate all'antichità classica e egizia; si consolidò il sistema dei matrimoni di convenienza; si diffuse l’attenzione per il gotico e nacque la fantascienza, che portò alla scrittura di Frankenstein (1818); ci furono rivolte sociali che portano a cospirazioni come la congiura di Cato Street.
- 1Il mercato matrimoniale e il debutto in società durante la “London Season”
- 2Rivolte sociali e complotti, come la congiura di Cato Street
- 3Il 1816, l’anno senza estate che ispirò romanzi come Frankenstein
- 4L’egittomania e la macabra passione per le mummie
- 5L'influenza della moda francese e lo stile “impero”
Il mercato matrimoniale e il debutto in società durante la “London Season”
Nel periodo dell’anno tra novembre e giugno a Londra si svolgeva la cosiddetta “Stagione”, usanza stabilita nel 1780 e terminata con la Seconda Guerra Mondiale: erano i mesi delle feste e dei balli, occasioni sociali delle famiglie aristocratiche per incontrarsi e dedicarsi agli affari, tra cui gli accordi matrimoniali. Al termine della Stagione, le famiglie si recavano nelle loro residenze estive in campagna. I balli, che si tenevano nelle ville londinesi, erano infatti il momento perfetto per far debuttare in società le ragazze più giovani, per presentare di anno in anno le ragazze che ancora dovevano sposarsi.

Il matrimonio, nel periodo Regency, era infatti in tutto e per tutto un progetto che andava programmato: non si può parlare di matrimoni “combinati”, come in altre culture, ma è più corretto considerare che fossero veri e propri “matrimoni di convenienza”. Bisognava infatti sposarsi all’interno della stessa classe sociale e garantire così la sicurezza patrimoniale di entrambe le parti: secondo la regola della couverture – dottrina legale riconosciuta dalla Common Law – la donna al momento del matrimonio veniva “coperta” dal nome e dello stato patrimoniale del marito, che ne assorbiva la dote. Questo, di conseguenza, poteva essere una fortuna – o un’occasione per saldare condizioni economiche poco favorevoli – da entrambe le parti.
Rivolte sociali e complotti, come la congiura di Cato Street
Proprio perché il divario sociale e la divisione in classi era molto netto, la società inglese nel periodo Regency era tutt’altro che pacifica. La Londra di quel periodo non era solo salotti, aristocrazia, matrimoni e balli, ma anche forti disagi sociali e criminalità alle stelle: uno degli episodi più eclatanti è la cospirazione di Cato Street, un complotto elaborato da un gruppo di reazionari nel 1820, subito dopo la morte di Re Giorgio III, per uccidere tutti i ministri del Regno Unito, compreso l’allora primo ministro Robert Jenkinson. Cato Street è l’indirizzo dell'appartamento che i cospiratori presero in affitto per elaborare il loro piano: qui vennero poi arrestati – per poi essere processati e condannati a morte o deportati – grazie alla collaborazione di un infiltrato che riferì il piano alla polizia.

Oggi la congiura di Cato Street è ricordata come simbolo del malessere profondo che permeava la scintillante società londinese di quegli anni. Il fallimento e l’arresto dei cospiratori, spinti dalla fame, dal disagio e da principi democratici e laici, pose fine, per alcuni decenni, alle idee controrivoluzionarie inglesi. Alla fine del secolo Londra divenne di nuovo molto pericolosa a causa di vere e proprie proprie guerre tra bande criminali, tra cui le famose Forty Elephants.
Il 1816, l’anno senza estate che ispirò romanzi come Frankenstein
Nel 1816, in pieno periodo Regency, l’eruzione del vulcano Tambora in Indonesia provocò un cambiamento climatico di grande impatto in tutto il mondo, tanto da far passare quel periodo alla storia come “l’anno senza estate”.
I problemi causati dall’eruzione furono enormi: il sole venne oscurato dalle polveri, le temperature si abbassarono considerevolmente, si verificarono carestie provocate dalla scarsità dei raccolti e dall’aria malsana.
Recentemente, uno studio condotto dall’Università dell’Illinois ha collegato l’anno senza estate allo sviluppo di un ben preciso immaginario gotico che ha dato vita, tra gli altri, a romanzi eccezionali come Frankenstein di Mary Shelley, in cui convivono il gotico, l’horror e le prime intuizioni di fantascienza.
Si ipotizza infatti che Mary Shelley – pur non citando direttamente l'eruzione – abbia avuto occasione di riflettere sulla fragilità della vita umana di fronte alle catastrofi naturali. A questo timore si aggiungono i lutti e le guerre di vent'anni di campagne Napoleoniche. La riflessione sull’impossibilità dell’uomo di sfuggire al proprio destino diventa quindi onnipresente.
L’egittomania e la macabra passione per le mummie
Nel periodo della Reggenza, in Inghilterra iniziò a svilupparsi un’attrazione smodata e talvolta morbosa per il mondo dell’Antico Egitto: le spedizioni egiziane di Napoleone, avvenute tra i 1798 e il 1801, giocarono un ruolo fondamentale. Questo territorio, di cui si sapeva ancora relativamente poco, veniva visto come esotico e misterioso: nel 1809, dopo le spedizioni venne pubblicata in Francia l’opera monumentale Description de l’Égypte, curata da oltre 160 archeologi, che ebbe un successo straordinario anche anche in Inghilterra. La diffusione di questo interesse provocò una vera e propria “egittomania”: gli aristocratici volevano possedere oggetti e gioielli, l’architettura urbana si arricchisce di obelischi e sfingi e il concetto di “immortalità” e di “viaggi dopo la morte” diventò quasi un’ossessione.
Proprio per questo, nacque un’attenzione smodata verso le mummie: non solo venivano importate in Europa in gran quantità, ma erano anche l’attrazione principale di feste – i cosiddetti “mummy unwrapping parties” – dove la mummia veniva “srotolata” dal vivo, davanti agli occhi di curiosi e studiosi.

L'influenza della moda francese e lo stile “impero”
L’attenzione per le scoperte archeologiche riportò in auge un interesse diffuso per il mondo classico, che ebbe riscontri sia nell’arte che nella moda del periodo Regency. Non solo architetture con colonne e obelischi, ma anche vestiti – specialmente femminili – ispirati all’abbigliamento del periodo greco e romano.
Negli anni della Reggenza, infatti, le donne si vestivano con gli abiti ancora oggi chiamati “stile impero”, stretti sotto il seno e che cadevano poi lunghi e morbidi lungo i fianchi. Si tratta di una silhouette di abiti attenta alle proporzioni, che evidenzia e valorizza le forme femminili e che, proprio per questo, al tempo venne considerata piuttosto provocante.

L'espressione “Empire silhouette” (letteralmente “linea impero”) fa la sua comparsa durante il Primo Impero Francese, quando Giuseppina Bonaparte, consorte di Napoleone, influenzava moda e gusti estetici e artistici in tutte le corti e salotti europei.
L’alta società londinese abbracciò in tutto e per tutto questo stile negli anni Regency, anche per fare sfoggio di tessuti sofisticate come seta, mussole e cotone, che rappresentavano uno stato sociale elevato e un’inclinazione verso il buon gusto.