
Quante volte ci siamo ritrovati a pulirci le orecchie e a chiederci a cosa serva quella sostanza cerosa giallastra che si accumula nel condotto uditivo? Il cerume o earwax in inglese dal punto di vista chimico contiene lipidi, proteine e altri composti chimici. È spesso percepito come qualcosa di sgradevole da eliminare il prima possibile. Eppure si tratta di una delle secrezioni più utili prodotte dal nostro corpo, con un ruolo preciso e ben studiato. Si tratta, infatti, di una sostanza cerosa naturale prodotta dal nostro corpo nell'orecchio per pulire, proteggere e lubrificare il canale uditivo esterno. Nel mondo esistono due tipi di cerume, secco e umido, determinati dalla genetica: a stabilirlo è una variante del gene ABCC11. Per quanto riguarda la pulizia, le linee guida dell'American Academy of Otolaryngology sconsigliano l'uso dei cotton fioc che, anziché pulire, spingono il cerume ancora più in profondità, mettendo a rischio la salute del timpano.
Come si forma il cerume e a cosa serve
Il cerume è una miscela complessa prodotta da due tipi di ghiandole presenti nel canale uditivo esterno: le ghiandole sebacee, che secernono sebo, e le ghiandole ceruminose, che producono una secrezione acquosa ricca di sostanze attive. A queste si aggiungono i cheratinociti, le cellule della pelle che si desquamano naturalmente all'interno del condotto. Il risultato è una sostanza densa, dal colore che varia (in condizioni sane) dal bianco-giallastro al arancio-marrone, che riveste e protegge l'intero canale uditivo.

Il cerume svolge una funzione protettiva. Intrappola microrganismi, polvere, sudore, cellule morte e peli, impedendo loro di raggiungere la membrana timpanica. Non si limita però a fare da "filtro meccanico" ma essendo leggermente acido (pH intorno al 6) e contenendo sostanze antimicrobiche è anche una barriera chimica contro batteri e funghi.
In condizioni normali, il cerume non si accumula all'infinito. Grazie ai movimenti della mascella – come quelli che facciamo masticando o parlando – si sposta verso l'esterno del condotto, dove può mescolarsi con peli e altre particelle prima di cadere o essere rimosso naturalmente.
I tipi di cerume: secco e umido
Uno degli aspetti meno noti del cerume è che le sue caratteristiche sono determinate dalla genetica. Esistono due tipi di cerume: umido e secco. Il gene responsabile della presenza di uno o dell'altro in ognuno di noi si chiama ABCC11, ed è situato sul cromosoma 16. A seconda della variante ereditata, una persona produrrà cerume di un tipo o dell'altro.
Il cerume umido, ricco di lipidi, è morbido e appiccicoso di colore giallo o marrone: è il tipo più diffuso nelle popolazioni di origine europea e africana. Quello secco, invece, è grigio o marrone chiaro, friabile e con un contenuto lipidico molto più basso: è la variante più comune nelle popolazioni asiatiche.
La pulizia delle orecchie: il cotton fioc è sconsigliato dall’AAO
Nonostante siano tra gli oggetti per l'igiene personale più diffusi nelle case, i cotton fioc sono sconsigliati da tutte le principali autorità mediche internazionali. Come riportano le linee guida dell'American Academy of Otolaryngology – Head and Neck Surgery, inserire il cotton fioc nel condotto uditivo non rimuove il cerume, ma lo spinge più in profondità, rischiando di formare un tappo. Nei casi più gravi, un movimento brusco può provocare abrasioni, infezioni o addirittura la perforazione del timpano.
Secondo uno studio pubblicato su The Journal of Pediatrics e citato dal portale della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici (FNOMCeO), dal 1990 al 2010 negli Stati Uniti oltre 263.000 bambini e ragazzi sotto i 18 anni sono finiti al pronto soccorso per lesioni all'orecchio causate proprio dall'utilizzo del cotton fioc.
Come spiega la Cleveland Clinic (eccellenza ospedaliera di fama mondiale), nella stragrande maggioranza dei casi l'orecchio non ha bisogno di essere pulito: il cerume migra da solo verso l'esterno. Al massimo, è possibile lavare delicatamente il padiglione auricolare esterno con acqua e sapone, senza mai introdurre nulla all'interno del condotto.
Può però accadere che si accumuli in eccesso fino a ostruire il canale uditivo, causando sensazione di ovattamento, difficoltà uditive, ronzii (acufene) o fastidio. In questi casi, il consiglio è sempre quello di rivolgersi al proprio medico o a uno specialista.