
Immaginate un robot che lavora ininterrottamente per mesi, da solo, nel buio totale a 3.000 metri di profondità, dove la pressione dell'acqua equivale ad avere 100 automobili sopra la testa. Non è fantascienza: siamo stati a Trieste, nella base di Saipem, per vederlo dal vivo.
Si chiama Flatfish ed è un drone sottomarino lungo circa 4 metri, progettato per ispezionare le infrastrutture strategiche che giacciono sui fondali marini: gasdotti, cavi per le telecomunicazioni, impianti per l'estrazione di idrocarburi. Strutture essenziali, invisibili, che devono essere monitorate costantemente.
Nel video scoprirete tutto quello che c'è dietro a questa tecnologia: da come il drone viene prima testato in un simulatore ultra-realistico, che sembra un videogioco ma non lo è affatto, fino alla prova in acqua vera e propria. E poi il dettaglio che ci ha colpito maggiormente: grazie a una docking station sul fondale, il drone si ricarica da solo, proprio come uno smartphone con la ricarica wireless, e può restare operativo sott'acqua anche per un anno intero.
Ma non è solo il Flatfish: nel video vi mostriamo l'intera flotta di droni, tra cui l'Hydrone-R, che ha stabilito un record mondiale restando operativo per oltre otto mesi consecutivi nel mare del Nord.
Meno rischi per i lavoratori, meno costi, meno impatto ambientale: e soprattutto, la possibilità di esplorare una delle parti più sconosciute del nostro pianeta. Guardate il video per scoprire come funziona davvero questo ecosistema tecnologico sottomarino.