
Quando guardiamo una gara di sci o di pattinaggio, vediamo il risultato finale di anni di ricerca scientifica e allenamento fisico. C'è un luogo dove si limano i centesimi di secondo che fanno la differenza tra l'oro e il quarto posto: la galleria del vento. Durante l'evento Winter Sports Tech organizzato dal Politecnico di Milano, il professor Claudio Somaschini – ingegnere meccanico e docente di meccanica applicata – ha spiegato come viene studiata l'aerodinamica di alcuni degli sport invernali che saranno protagonisti alle imminenti Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Nella struttura d'eccellenza del Ateneo milanese (tra le più grandi infrastrutture di ricerca in Europa per studiare l'aerodinamica), dove ingegneria e sport si fondono, vengono analizzate le posizioni di atleti di sci alpino e snowboard, salto con gli sci, skeleton, slittino e pattinaggio di velocità con la possibilità di simulare venti fino a 200 km/h. Ecco come funziona e perché è fondamentale per gli atleti invernali.
Come funziona una "fabbrica del vento"
L'impianto del Polimi, attivo dal 2001, è a circuito chiuso, il che significa che l'aria viene messa in circolo continuamente per garantire un flusso stabile e controllato. La struttura è gigantesca e dispone di due camere di prova. La camera superiore, la più grande d'Europa (14 x 4 x 35 metri) di tipo boundary layer (cioè dove viene riprodotto il profilo di vento sulla superficie terrestra), usata principalmente per l'ingegneria civile (edifici) e la camera inferiore, più "piccola" (4 x 4 x 6 metri), ma capace di generare venti fino a 200 km/h dove, tra le numerose attività di ricerca, vengono studiati si studiano i vari sport.

L'atleta viene posizionato al centro su una bilancia che serve a misurare le forze aerodinamiche che agiscono su di lui come la resistenza all'avanzamento, o drag. L'obiettivo delle prove è proprio quello di ridurre queste forze in gioco per migliorare le caratteristiche delle dinamiche dell'atleta. Oltre alla bilancia, gli atleti hanno un monitor davanti a loro per avere feedback in tempo reale sulle varie posizioni che provano durante l'allenamento e avere dati oggettivi.
Applicazioni pratiche sport per sport
Nella galleria del vento del Politecnico di Mila si testano le posizioni di varie discipline invernali tenendo conto di tutta l'attrezzatura utilizzata, dai caschi agli sci passando per le tute e gli slittini.
Sci Alpino e Snowboard
Nello sci alpino per esempio si cerca la posizione "a uovo" perfetta. Ma c'è un problema, questa posizione in gara viene mantenuta per pochi secondi durante la discesa ed è per questo motivo difficile da studiare. La galleria del vento arriva in aiuto permettendo allo sciatore di ottimizzare l'aerodinamica della posizione potendola tenere per tempi prolungati. Nello snowboard invece, dove l'abbigliamento è storicamente più largo, la sfida è conciliare lo stile con l'aerodinamica, trovando materiali che non svolazzino troppo creando resistenza.

Salto con gli sci
Anche in questo caso, nella realtà di un allenamento o di una gara, la fase di volo di un saltatore dura pochissimi secondi. È impossibile correggerla mentre accade. In galleria del vento, grazie a un'imbragatura speciale, l'atleta può "volare" per minuti interi. Questo permette di analizzare la posizione degli sci e del corpo in un modo che sulla neve sarebbe impensabile.

Skeleton e Slittino: la sicurezza
Sfrecciare a 130 km/h in un tubo di ghiaccio comporta rischi enormi e provare una nuova posizione della testa in pista può essere pericoloso. In galleria, il rischio è zero. L'atleta può osare, estremizzare la posizione e capire fino a che punto può spingersi senza ribaltarsi, concentrandosi solo sulla tecnica.

Pattinaggio di velocità: il gioco di squadra
Qui, essendo uno sport di squadra, si lavora sui dettagli e sulle dinamiche di gruppo. Si studia la scia – come gli atleti devono alternarsi e quanto vicini devono stare per essere più aerodinamici possibili – e le spinte – si analizza come spingere il compagno senza perdere l'assetto.
Oltre la postura: i materiali e la testa
La galleria testa anche i tessuti: le tute moderne sono composte da materiali diversi in base alla parte del corpo (lisci, ruvidi, con cuciture strategiche) per gestire i flussi d'aria. L'obiettivo è far arrivare gli atleti alla gara consapevoli di aver testato tutto e di aver ottimizzato ogni millimetro così da presentarsi al cancelletto di partenza con una serenità mentale: «Ho fatto tutto quello che potevo, ora devo solo correre».