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10 Febbraio 2026
13:48

Italia oro nello short track alle Olimpiadi 2026: cos’è la “Formula 1 sul ghiaccio” e come funziona

Arianna Fontana sempre più nella storia, 13esima medaglia olimpica. In questo sport gli atleti sfidano la fisica con pieghe estreme, sorpassi, e cadute.

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Italia oro nello short track alle Olimpiadi 2026: cos’è la “Formula 1 sul ghiaccio” e come funziona
short track oro
La staffetta mista oro olimpico nello short track. Credit: REUTERS

Arianna Fontana, dopo lo storico oro nella staffetta mista insieme a Pietro Sighel, Thomas Nadalini ed Elisa Confortola, ha conquistato un preziosissimo argento nei 500 metri. Con questo risultato, alla sua sesta Olimpiade, il bottino sale a quota 13 medaglie totali, confermandola sempre più come l'atleta italiana più medagliata nella storia dei Giochi insieme allo schermidore Edoardo Mangiarotti.

Ma cos'è lo Short Track, la disciplina che sta infiammando la Milano Ice Skating Arena? È una scarica di adrenalina pura su una pista ovale di ghiaccio: sorpassi al limite, cadute spettacolari, arrivi al fotofinish e colpi di scena continui. Alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, dove si disputano nove eventi, gli atleti sfrecciano contemporaneamente su un anello di soli 111,12 metri in gare a eliminazione diretta. Con velocità che superano i 40 km/h e angoli di piega impossibili, sfidano la forza centrifuga protetti da un equipaggiamento speciale, regalando uno degli spettacoli più intensi di tutto il programma olimpico.

Come funziona lo Short Track: le regole

Lo short track (letteralmente pista corta) ha debuttato come sport Olimpico ufficiale ad Albertville 1992 (Francia). Il numero di eventi è cresciuto dai 4 iniziali ai 9 attuali, con l'ultima aggiunta della staffetta mista a Pechino 2022. Alle Olimpiadi Invernali gli atleti si sfidano nei 500 m, 1.000 m, 1.500 m, 5.000 m, staffetta maschile, staffetta femminile e 2.000 m staffetta a squadre mista.

In questo sport frenetico, gli atleti gareggiano su una pista di ghiaccio di 111,12 metri in round a eliminazione diretta, con partenze in gruppo. Si parte dalle batterie a cui seguono i quarti di finali, le semifinali e la finale dove vengono assegnate le medaglie. Il numero di partecipanti per batteria varia con la distanza: cinque nei 500 m e 1000 m, e sette nei 1500 m. Nella staffetta mista (due donne e due uomini), la sequenza di gara prevede l'alternanza donna-donna-uomo-uomo, ripetuta due volte e i cambi non avvengono tramite un "testimone" che si passa ma con leggera spinta.

pista shprt track
Ovale di 111,12 metri dove si disputa lo short track. Credit: Iaznavi78, CC BY–SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by–sa/4.0>, via Wikimedia Commons

Lo short track non è come i 100 metri di corsa, dove ognuno corre nel suo "binario". Qui le corsie non esistono e il sorpasso è continuo. Proprio per questo, però, i cambi di corsia sono regolamentati e le regole in rettilineo, per esempio, sono diverse da quelle in curva. Essendo uno sport di contatto e prossimità, piccoli contatti o spinte sono tollerati, ma le azioni che hanno un impatto significativo sulla gara di altri atleti possono portare a sanzioni da parte dell'arbitro che può assegnare penalità come cartellini gialli e rossi.

Le partenze in gruppo, l'alta velocità raggiunta e le curva strette rendono questo sport imprevedibile e aumentano notevolmente il rischio di cadute e di medaglie inaspettate, come quella dell'australiano Steven Bradbury nei 1000 metri a Salt Lake City 2002.

Velocità e equipaggiamento dello short track

Nelle gare di short track i pattinatori raggiungono velocità oltre i 40 km/h e la difficoltà è tutta nel controllare e gestire questi ritmi nelle curve dell'ovale di ghiaccio. A quella velocità, la forza centrifuga che spinge verso l'esterno è molto alta e, per contrastarla, gli atleti si piegano fino a toccare il ghiaccio con la mano, un po' come i motociclisti quando toccano con il ginocchio l'asfalto per gestire l'equilibrio e l'inclinazione con un terzo punto d'appoggio. Questa caratteristica fa eccellere in questa disciplina atleti e atlete con un baricentro basso in grado di mantenere più facilmente l'equilibrio in curva. Per esempio, il sudcoreano naturalizzato russo Viktor Ahn, che ha vinto sei medaglie d'oro nello short track è alto 1,72m, mentre la nostra Arianna Fontana è alta 1,64 m.

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I pattinatori abbassano la mano toccando il ghiaccio per mantenere l’equilibrio in curva. Credit: Mil.ru, CC BY 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/4.0>, via Wikimedia Commons

Nello short track, l'equipaggiamento è specifico per affrontare le curve strette e contatti ravvicinati. Gli atleti hanno pattini molto rigidi per garantire un miglior controllo della traiettoria con lame corte, dai 30 ai 45 cm a differenza dei 40 – 55 cm per il pattinaggio di velocità.

pattini short track
Pattini da short track. Credit: Exilexi, CC BY 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/4.0>, via Wikimedia Commons

A causa dell'alto rischio di cadute, il casco in questa disciplina è obbligatorio. L'attrezzatura di sicurezza è completato da guanti per proteggere le mani dalle lame e occhiali tecnici per la protezione degli occhi sempre dalle lame e da eventuali "schegge" di ghiaccio, oltre alle classiche tute aerodinamiche.

L'Italia nello Short Track a Milano-Cortina 2026

La staffetta mista ha scritto la storia a Milano-Cortina. L'Italia ha trionfato sul ghiaccio di casa con Arianna Fontana, che conquista la dodicesima medaglia olimpica della sua leggendaria carriera. A tagliare il traguardo per primi in una finale al cardiopalma sono stati Fontana, Pietro Sighel, Thomas Nadalini ed Elisa Confortola. Un successo che appartiene a tutto il gruppo: il gradino più alto del podio è anche di Luca Spechenhauser e Chiara Betti, fondamentali per la qualificazione della squadra nei turni precedenti (quarti e semifinali).

L'Italia vanta una solida tradizione nello short track, che parte da Orazio Fagone (oro a Lillehammer '94) e Roberto Sighel, ma oggi la festa è tutta per la squadra guidata dalla Arianna. L'atleta italiana più medagliata di sempre ai Giochi (ora a quota 12) ha onorato nel modo migliore l'edizione di casa, trascinando il gruppo verso l'oro.

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Matteo Galbiati
Junior Content Editor
Sono diventato Content Editor di Geopop dopo una laurea in Biotecnologie Mediche e Farmaceutiche e un'esperienza da ricercatore tra biomateriali e colture cellulari, ho infatti lasciato il laboratorio per la mia passione: la divulgazione scientifica. Quello che era nato come un gioco sui social per raccontare le biotecnologie si è trasformato in una professione, consolidata da un Master in Comunicazione Scientifica. Sono anche un instancabile sportivo, con una passione che spazia dal calcio al basket, passando per la corsa, il tennis e il football americano. Una passione a 360 gradi che oggi unisco al mio lavoro, raccontando il mondo dello sport anche nei miei articoli.  
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