
Tina e Milo sono le mascotte olimpiche dei XXV Giochi Olimpici Invernali e dei XIV Giochi Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026. Sono due ermellini (Mustela erminea), sorella e fratello, dai manti bianco e marrone. Hanno un particolare valore simbolico: Tina, diminutivo di Cortina, dal mantello bianco, rappresenta i Giochi Olimpici e il suo motto è "Sogna in grande!"; Milo, che sta per Milano, dal mantello marrone, rappresenta i Giochi Paralimpici, gli manca una zampa, ma si sostiene con la coda e il suo motto è "Gli ostacoli sono trampolini!". Presentati al pubblico il 7 febbraio 2024, sono stati disegnati dagli alunni dell’Istituto comprensivo “Costantino Mustari” di Taverna, in Calabria. Il gruppo di studenti con l'idea della coppia di fratelli ermellini ha vinto il contest nazionale lanciato nel 2024 dal Comitato Olimpico e il loro disegno è stato scelto tra oltre 1.600 proposte provenienti da scuole di tutta Italia. I due ermellini rappresentano l'inclusione, i giovani, il territorio italiano e ormai caratterizzano il merchandising olimpico con peluche, gadget e magliette. Abitanti agili e scattanti delle Alpi, sono rappresentanti perfetti dei luoghi in cui si stanno svolgendo le Olimpiadi.
Di che animale stiamo parlando? L’ermellino e le sue abitudini
L'ermellino (Mustela erminea) è un piccolo mammifero Mustelide, parente stretto della donnola (Mustela nivalis) da cui si distingue per la punta della coda nera. Il corpo è sottile e allungato, e il maschio (187-325 mm) è più grande della femmina (170-270 mm), anche se i ragazzi li hanno disegnati della stessa altezza. Ha movimenti molto rapidi, è agile e dotato di una spina dorsale particolarmente flessibile: è quindi un atleta degno delle Olimpiadi.
È distribuito in Europa, in Asia e negli Stati Uniti, si adatta agli ambienti più disparati, ma predilige boschi, foreste e praterie in alta quota. In Italia, vive solo sulle Alpi e in ambiente montano fino ai 4000 m s.l.m. ed è, quindi, tipico dei luoghi dove si stanno svolgendo le Olimpiadi di quest'anno. È un predatore carnivoro, ma si adatta a mangiare anche frutti e bacche. È anche un buon "fondista" (atleta specializzato in gare di fondo), visto che ogni giorno effettua lunghi tragitti e ha bisogno di nutrirsi ogni 4 ore: in inverno, riduce la sua attività e la svolge soprattutto durante la notte, quando va a caccia di piccoli roditori. I giovani maschi al loro primo anno di vita, si allontanano dal nucleo familiare in estate e vanno a conquistare nuovi territori. La loro tana è ricavata in buche o in cavità di alberi ed è rivestita di peli, erba secca e foglie.

Mimetismo per tutte le stagioni: come cambia il manto dell'ermellino
L'ermellino presenta dimorfismo stagionale: infatti, entrambi i sessi hanno un mantello primaverile-estivo con il dorso marrone rossiccio e il ventre e la gola bianca e un mantello invernale completamente bianco, ma con la punta della coda nera sia in inverno sia in estate. In questo modo riesce a mimetizzarsi bene fra i rami e il terreno nella bella stagione e sulla neve in inverno per sfuggire ai predatori.

La pelliccia invernale dell'ermellino in passato era particolarmente apprezzata e utilizzata per realizzare stole e mantelle di nobili e figure autorevoli; infatti, ancora oggi i Magistrati della Corte di Cassazione sono detti anche "ermellini" proprio per la mantella che indossano negli eventi ufficiali. La muta stagionale del colore del mantello è indotta in questi animali non tanto dal freddo né dalla presenza di neve, ma dal fotoperiodo, quindi dalla riduzione della durata del giorno e della luce solare nel periodo invernale. Un recente studio ha messo in evidenza il fatto che periodi di innevamento più brevi a causa del cambiamento climatico stanno influenzando il tasso di sopravvivenza di questi piccoli mammiferi, in quanto l'assenza di un paesaggio innevato, li rende ben evidenti con la loro pelliccia bianca e quindi più facili da predare.
Perché stato scelto un ermellino come simbolo delle Olimpiadi
A rappresentare i Giochi di Milano-Cortina 2026 come mascotte ci sono due ermellini, mammiferi simbolo delle nostre Alpi e maestri di adattamento. Le mascotte ufficiali si chiamano Milo e Tina: un gioco di parole semplice ma efficace che richiama le due città ospitanti (Milano e Cortina).
I dettagli non sono solo estetici, Tina (dal manto chiaro) dal colore bianco richiama la livrea invernale dell'ermellino ed è il simbolo dell'Olimpiade mentre Milo (dal manto scuro) rappresenta i Giochi Paralimpici Invernali. Un dettaglio anatomico rende Milo speciale: è nato senza una zampa. Tuttavia, ha imparato a usare la sua coda come supporto per camminare e correre. È un messaggio potente di adattamento per sottolineare che la disabilità non è un limite, ma una caratteristica che ha stimolato lo sviluppo di una soluzione alternativa e creativa.

La scelta di questi due simpatici mustelidi è arrivata tramite un sondaggio popolare al termine di un concorso di idee che ha coinvolto gli studenti di tutta Italia, scelti tra oltre 1.600 progetti inviati dalle scuole primarie e secondarie.