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20 Gennaio 2026
16:37

Il “ciclone Harry” raggiunge la massima intensità: i danni del maltempo estremo in Calabria, Sicilia e Sardegna

Il "ciclone Harry" flagella Sicilia, Calabria e Sardegna con raffiche fino a 120 km/h, piogge torrenziali e mareggiate fino a 9 metri. Il maltempo persisterà oggi per poi attenuarsi a partire da domani.

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Il “ciclone Harry” raggiunge la massima intensità: i danni del maltempo estremo in Calabria, Sicilia e Sardegna
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Mareggiata in Sicilia. Credit: Vigili del Fuoco

Il maltempo estremo che sta colpendo Sicilia, Calabria e Sardegna a causa del “ciclone Harry” ha purtroppo raggiunto proporzioni drammatiche: l'allerta rossa della Protezione Civile è stata estesa all'intera Sardegna orientale, la Sicilia orientale e la Calabria meridionale. Venti impetuosi con raffiche fino a 120 km/h, piogge torrenziali che fanno fatto registrare accumuli oltre i 400 millimetri, e mareggiate con onde alte fino a 9 metri che sono le più violente degli ultimi anni stanno squassando le isole maggiori e la Calabria. Molte scuole sono rimaste chiuse e centinaia di persone sono state evacuate. Secondo le previsioni, la situazione rimarrà critica anche nella giornata di oggi, per poi attenuarsi a partire da domani.

I danni su Sicilia, Sardegna e Calabria

La coda di Harry ha raggiunto per ultima la Calabria, dove le linee ferroviarie sono rimaste bloccate per i forti venti e le precipitazioni intense. Particolarmente colpito il Crotonese, con piogge oltre i 200 millimetri che hanno provocato una frana a San Mauro Marchesato che ha causato un collasso dell'ala di un cimitero con conseguente riversamento di bare. Più in quota, il rilievo dell'Aspromonte è completamente innevato sopra i 1300 metri, con temperature scese fino a 1 °C.

La situazione più critica rimane in Sicilia, dove finora sono stati necessari oltre 380 interventi dei Vigili del Fuoco. Altissime mareggiate stanno provocando ingenti danni nel Messinese e nel Catanese. Impressionanti le immagini che arrivano da Santa Teresa di Riva, in provincia di Messina, dove il mare ha allagato le strade – fortunatamente senza provocare nessuna vittima. Il fenomeno, noto come onde di tempesta, non è assolutamente frequente nel contesto del Mediterraneo.

Sempre a Santa Teresa di Riva, le forti piogge hanno aperto una voragine nell'asfalto in cui è precipitata un'automobile. Nell'entroterra nord-orientale i venti soffiano con raffiche fino a 120 km/h e l'Etna è stato sferzato da una bufera di neve che ha intrappolato dei turisti svizzeri

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Voragine nell’asfalto a Santa Teresa di Riva (ME). Credit: Danilo Lo Giudice, via Facebook

Preoccupazione per le mareggiate anche in Sardegna, dove il picco di altezza delle onde è previsto per il pomeriggio di oggi. A Cagliari, per esempio, raffiche oltre i 90 km/h e mare in tempesta hanno provocato un collasso parziale del pontile di Marina Piccola.

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Collasso parziale del pontile di Marina Piccola.

Quando finirà il “ciclone Harry” e perché è stato così violento

La violenza del maltempo sulle tre regioni meridionali è causata anche dal fatto che Harry risulta letteralmente bloccato dall'alta pressione di origine russa la cui estremità staziona sui Balcani. Questa alta pressione è come un “muro” che impedisce alla depressione di spostarsi verso ovest. Ecco che così è costretta a scaricare tutta la sua energia in eccesso in maniera stazionaria, andando a insistere sulla stessa regione per molto tempo.

Secondo le previsioni dei meteorologi, la situazione rimarrà critica per tutta la giornata di oggi, 20 gennaio, per poi attenuarsi a partire da domani. Entro giovedì 22 gennaio il “ciclone Harry” dovrebbe allontanarsi definitivamente dalla Penisola, con un breve intervallo di stabilità prima dell'arrivo di nuove piogge sull'Italia a partire dalle regioni più a ovest.

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Filippo Bonaventura
Content editor coordinator, Autore
Coordinatore editoriale di Geopop, autore di contenuti e responsabile del magazine geopop.it, dove scrivo principalmente di astronomia, spazio, fisica e meteorologia. Ho una laurea in Astrofisica, un Master in Comunicazione della Scienza alla SISSA di Trieste e in passato ho fatto divulgazione scientifica con il progetto “Chi ha paura del buio?”.
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