Com’è crollato l’edificio WTC7? Le cause del collasso della terza torre

Il crollo dell'edificio WTC7 dell'11 settembre 2001 è stato a lungo oggetto di teorie del complotto. Vediamo l'ipotesi scientifica più accreditata.

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10 Settembre 2022
10:38
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Com’è crollato l’edificio WTC7? Le cause del collasso della terza torre
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New York, 11 settembre 2001: questa data segna la storia dell'America moderna e del Mondo intero per l'attentato terroristico alle Torri Gemelle. Ma c'è ancora qualcosa da raccontare di questo tragico evento, legata alle cause del crollo di uno degli edifici in prossimità delle Torri stesse, il WTC7. Teorie complottistiche di ogni tipo si sono avvicendate negli anni a seguire, dettate dall'assenza di una chiara spiegazione tecnica e/o plausibile motivazione fisica che comportasse un crollo così repentino di un edificio apparentemente illeso dagli eventi. Tuttavia, guardando attentamente i video amatoriali ed esaminando i documenti elaborati a posteriori da esperti, si evince una possibile causa scientificamente valida che fa luce sull'accaduto.

WTC7
Credit: Fanghong

Il complesso del World Trade Center

Come è noto, il World Trade Center (WTC) era un complesso di sette edifici appartenenti alla parte sud dell'isola di Manhattan, particolarmente famosi per essere imponenti grattacieli estremamente riconoscibili nello skyline della Grande Mela. Di questi, il famoso attentato dell'11 settembre danneggia irrimediabilmente, portando al collasso, due tra i più importanti: le Torri Gemelle (WTC1 e 2). Anche il WTC 7 in realtà ebbe una sorte simile.
Tuttavia, il collasso di quest'ultimo risulta per molti "inspiegabile", non essendoci stati di fatto aerei ad essersi schiantati sull'edificio. Per onore di cronaca, è bene ricordare che anche i rimanenti edifici del WTC subiranno di lì a breve una futura demolizione, perché irrimediabilmente danneggiati dagli eventi causati dall'atto terroristico.

WTC
Credit: Windrose by Brosen

La causa scatenante il crollo

Nei fatti, il WTC7 è stato danneggiato dall'attentato, anche se indirettamente. Come? L'edificio si trovava in prossimità delle Torri Gemelle e ha subito la scia di detriti generata dall'impatto degli aerei. In particolare, la presenza di detriti ad elevate temperature, in molti casi a fuoco vivo, ha generato la presenza di diversi incendi all'interno del WTC7, costringendo alla totale evacuazione dell'edificio stesso. Inoltre, per effetto di danneggiamenti alle condutture idrauliche sotterranee causate dal collasso delle Torri Gemelle, i dispositivi antincendio presenti all'interno dell'edificio non risultarono essere funzionanti. Quindi la presenza di elevate temperature all'interno degli ambienti dell'edificio, per un numero consistente di ore, è stata la causa che ha innescato una serie di reazioni a catena, culminate nel collasso dell'intera struttura. Quello che gli addetti ai lavori chiamano collasso progressivo!

E se fosse stata una detonazione?

La teoria maggiormente diffusa a seguito dell'accaduto fu quella della presenza di una detonazione interna all'edificio. Una demolizione controllata camuffata negli eventi dell'attentato terroristico. Teorie complottistiche di questo tipo si susseguono sempre quando si verificano eventi catastrofici di particolare difficoltà interpretativa. Tuttavia, in alcuni casi può essere relativamente semplice separare la realtà dal complotto. I video amatoriali rappresentativi del crollo forniscono un grande contributo chiarificatore.

Sono due i fenomeni a cui prestare attenzione.

  1. Gli istanti che precedono il crollo non riportano nessun rumore associabile ad una detonazione. Il NIST (National Institute of Standards and Technology) dichiara che sarebbe stata necessaria una detonazione in grado di generare un volume sonoro dell'ordine dei 120 dB a circa 1 km di distanza dall'edificio. Per capirci, l'equivalente del rumore che sentite quando parte il motore di un aereo!
  2. L'edificio crolla verso l'interno (come se si stritolasse una lattina di alluminio) dopo lo sprofondamento di alcuni elementi presenti in copertura (come se si aprisse una voragine al suo interno). Questa cinematica contrasta con quanto avverrebbe a seguito di una detonazione interna di qualsivoglia entità. In questo caso si avrebbe una espansione dell'edificio (una sorta di rigonfiamento) generata dalle pressioni innescate dalla detonazione.

La dinamica del crollo

Cerchiamo ora di capire la catena di eventi che ha portato al collasso progressivo, partendo dagli incendi. La struttura portante del WTC7 era composta da elementi in acciaio: questo, anche se protetto, subisce consistenti alterazioni meccaniche e fisiche all'aumentare della temperatura ambientale e del tempo di esposizione alla stessa. Per farla breve all'aumentare del tempo di esposizione alle elevate temperature troviamo una struttura sempre più deformata e sempre meno resistente. Studi condotti dal NIST e ulteriore letteratura tecnica hanno permesso di quantificare ingegneristicamente il crollo. La sequenza di eventi più plausibile (ad oggi) può essere riassunta così:

  1. L'aumento delle temperature ambientali prodotte dagli incendi causa una progressiva espansione delle travi di solaio di alcuni piani, introducendo azioni spingenti sulle colonne che comportano la rottura dei collegamenti di aggancio delle travi a una delle colonne interne dell'edificio. I solai di alcuni piani inferiori (interessati principalmente dagli incendi) crollano perché privi di sostegno, generando una reazione a catena sui piani sottostanti;
  2. Il crollo di questi solai comporta l'assenza di elementi di supporto laterale per la colonna interna su cui questi erano collegati. La stessa è costretta a lavorare come un elemento molto snello con tutto il carico dei piani superiori (non danneggiati) da reggere. In tali condizioni, la colonna va in crisi per sopraggiungimento di un fenomeno di instabilità dell'equilibrio;
  3. L'evento causa una reazione a catena simile nelle colonne adiacenti, che devono sopportare il peso dei solai superiori, prima scaricante sulla colonna ora instabile. Si crea dunque una voragine interna al fabbricato;
  4. Perimetralmente, le colonne si ritrovano senza supporto delle travi e dei solai per mancanza della maglia strutturale interna. Collassano anche loro per sopraggiungimento di un fenomeno di instabilità dell'equilibrio;
  5. La parte alta dell'edificio (quella che si vede nei video) crolla verticalmente in una manciata di secondi sotto l'effetto del proprio peso, mancando di fatto il sistema strutturale ai piani interessati dai crolli parziali dei solai.

In aggiunta, ci troviamo con una struttura probabilmente indebolita dalle elevate temperature e dall'effetto dei detriti impattati in precedenza.

Cosa abbiamo imparato

La dinamica del collasso del WTC7 ha permesso tuttavia di apprendere nuove importanti nozioni tecniche. Il caso infatti è risultato emblematico, in quanto primo collasso progressivo sotto azioni indotte da incendio. Oggigiorno, le normative tecniche contemplano specifici requisiti da rispettare al fine di prevenire eventuali danneggiamenti e crolli indotti da incendi. Le strutture vengono analizzate e progettate sotto specifici scenari, simulanti gli effetti dell'incendio sui materiali e sulla struttura. All'epoca, questi requisiti erano relativamente ridotti, o comunque certamente non al pari di quanto viene fatto oggi, comportando indirettamente la presenza di un tallone d'Achille latente, paurosamente devastante come l'impatto di un aereo.

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