
Come funziona un defibrillatore? Che effetti ha la sua scarica elettrica sul cuore? E soprattutto: perché in alcune emergenze si dà una scarica elettrica al cuore… mentre in altre no? Il defibrillatore è un dispositivo medico salvavita che riconosce alcune aritmie cardiache fatali e, se indicato, eroga una scarica elettrica per “resettare” l’attività elettrica del cuore. Negli ultimi anni, i defibrillatori automatici esterni (DAE) sono diventati sempre più diffusi negli spazi pubblici. Li troviamo nelle stazioni, negli aeroporti, nelle scuole, negli impianti sportivi e sempre più spesso anche per strada, all’interno di apposite teche segnalate.
Che cos’è un defibrillatore e a cosa serve
Un defibrillatore è un dispositivo medico progettato per riconoscere alcune aritmie cardiache potenzialmente fatali e, quando indicato, erogare una scarica elettrica al cuore con l’obiettivo di ripristinare un ritmo cardiaco efficace. Parliamo di aritmie potenzialmente fatali quando l’attività elettrica del cuore è presente ma completamente disorganizzata: il cuore non riesce più a contrarsi in modo coordinato e quindi non è in grado di pompare il sangue. In questi casi, la scarica elettrica del defibrillatore agisce come una sorta di “reset” dell’attività elettrica cardiaca.
È importante chiarire che non tutte le aritmie sono defibrillabili. In realtà, i casi in cui la defibrillazione è utile sono solo due, e li vedremo più avanti.
Perché i defibrillatori DAE sono nei luoghi pubblici
In caso di arresto cardiaco, il tempo è un fattore decisivo: ogni minuto che passa senza intervento riduce drasticamente le probabilità di sopravvivenza. Avere un defibrillatore a portata di mano può quindi salvare una vita. Proprio per questo esistono corsi di formazione chiamati BLS-D (Basic Life Support and Defibrillation), rivolti a tutti, che insegnano:
- a riconoscere un arresto cardiaco,
- a eseguire la rianimazione cardiopolmonare,
- a usare correttamente un defibrillatore automatico esterno.
I DAE sono progettati per essere utilizzati anche da persone non sanitarie: analizzano automaticamente il ritmo cardiaco e indicano se la scarica è necessaria, impedendo l’erogazione se non è appropriata.

Come funziona normalmente il cuore
Per capire cosa fa un defibrillatore, dobbiamo prima capire come funziona il cuore in condizioni normali. Dal punto di vista meccanico, il cuore è una pompa muscolare: attraverso fasi alternate di rilasciamento e contrazione, riceve il sangue e lo rimette in circolo in tutto il corpo.
Dal punto di vista del flusso sanguigno:
- riceve sangue povero di ossigeno,
- lo invia ai polmoni per ossigenarlo,
- riceve sangue ossigenato,
- lo pompa verso tutti gli organi.
Anatomicamente, il cuore è diviso in una parte destra e una sinistra, ciascuna composta da un atrio, che accoglie il sangue, un ventricolo, che lo spinge in circolo. Il passaggio del sangue è regolato da valvole unidirezionali, che garantiscono che il flusso avvenga sempre nella direzione corretta.
Il cuore non si contrae da solo: ogni battito è il risultato di un impulso elettrico. Le pareti cardiache sono formate da miliardi di cellule muscolari che si contraggono quando ricevono uno stimolo elettrico. Questo stimolo nasce spontaneamente in una zona specifica del cuore chiamata nodo seno-atriale, che funziona come un vero e proprio pacemaker naturale.
Il segnale elettrico parte dal nodo seno-atriale e fa contrarre gli atri, raggiunge il nodo atrio-ventricolare, si propaga lungo il fascio di His, arriva ai ventricoli, facendoli contrarre e permettendo l’espulsione del sangue. Questa sequenza ordinata è ciò che chiamiamo ritmo cardiaco normale. Quando questo meccanismo si altera, parliamo di aritmie.

Cosa fa davvero la scarica del defibrillatore
La defibrillazione serve a interrompere un’attività elettrica caotica del cuore. Un modo semplice per capirlo è pensare a un dispositivo elettronico che si blocca: spesso la soluzione è spegnerlo e riaccenderlo. Il defibrillatore fa qualcosa di simile, senza “spegnere” il cuore, ma bloccando per un istante l’attività elettrica disorganizzata e dando al sistema naturale del cuore la possibilità di ripartire in modo coordinato. La scarica elettrica non “rimette in moto” il cuore: elimina il caos elettrico, permettendo al pacemaker naturale di riprendere il controllo.

Le aritmie in cui il defibrillatore è efficace sono solo due
- Fibrillazione ventricolare. È una condizione in cui l’attività elettrica dei ventricoli è completamente caotica. I ventricoli non si contraggono più, ma vibrano rapidamente, rendendo impossibile la circolazione del sangue.
- Tachicardia ventricolare senza polso. In questo caso i ventricoli battono, ma a una frequenza talmente elevata che non riescono a riempirsi di sangue. Di fatto, il cuore non pompa in modo efficace.
Queste aritmie possono essere riconosciute da un medico tramite elettrocardiogramma, oppure automaticamente da un DAE, che decide se la scarica è indicata.
Un punto fondamentale spesso poco chiaro è che la defibrillazione non sostituisce il massaggio cardiaco. Le linee guida internazionali indicano che, in caso di arresto cardiaco, la priorità assoluta è iniziare subito il massaggio cardiaco, perché permette una minima circolazione del sangue, soprattutto verso il cervello.
Il defibrillatore è uno strumento potentissimo, ma funziona insieme alla rianimazione cardiopolmonare, non al suo posto.