
La citisina diventa rimborsabile e da questo mese se vuoi smettere di fumare potrebbe aiutarti lo Stato. L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), con la norma DET/PRES 11/2026 ha reso il Recigar®, un farmaco a base di citisina utilizzato per smettere di fumare, completamente rimborsabile dal Sistema Sanitario Nazionale: in pratica, il cittadino non paga nulla. In realtà, questo farmaco è in commercio in Italia già dal 2024: non è un nuovo farmaco, ma un passaggio di fascia di rimborsabilità.
A conferma dell’efficacia di questa molecola (gli studi parlano di tassi di cessazione del fumo che variano tra il 40 e il 60%), nel 2025 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l’ha inserita nella Lista dei Farmaci Essenziali. Attenzione però, la terapia per smettere di fumare, per quanto efficace richiede impegno e dosaggi ben precisi, al punto che, come indicato nella nota rilasciata dall’ANSA, potrebbe essere necessario farsi seguire da un centro antifumo. In ogni caso, è necessario un Piano Terapeutico apposito redatto dal proprio medico curante.
Disclaimer: questo articolo è puramente divulgativo, non vuole dare alcuna indicazione medica o terapeutica. Vi invitiamo a rivolgervi al vostro medico curante per qualsiasi consiglio di tipo terapeutico.
La citisina rimborsata dallo Stato: le novità di marzo 2026
La citisina non è una novità nel panorama farmaceutico italiano. Già nel 2021 era stato immesso in commercio un farmaco a base di citisina, il Defucitan®, che al momento non è interessato da questa delibera. In realtà, era disponibile anche come farmaco galenico, cioè preparato direttamente in laboratorio dal farmacista, ma richiedeva sempre presentazione di ricetta medica.
Il Recigar®, oggetto della delibera, è in commercio in Italia dal 2024 inizialmente con il nome di Kobayzaren®, modificato a ottobre dello stesso anno in Recigar®. Con la DET/PRES 11/2026 il farmaco diventa però rimborsabile dal Sistema Sanitario Nazionale. Da un punto di vista burocratico, servirà non solo ricetta medica, ma anche la stesura di un Piano Terapeutico da parte del medico curante.
Cos’è e quando funziona davvero: cosa dicono gli studi
La citisina, una molecola estratta dal Cytisus laburnum, una pianta della famiglia delle Leguminose, è conosciuta da decenni nella medicina dell’Est Europa e solo “recentemente” è arrivata all’attenzione di un pubblico più vasto. Negli anni si sono accumulate evidenze della sua efficacia nell’aiutare a smettere di fumare, confermate anche da una revisione Cochrane, un’associazione internazionale no-profit e indipendente nota per l’altissimo livello delle sue analisi.

Rispetto alla sola “forza di volontà”, il trattamento con citisina porta ad abbandonare le sigarette un’elevata fetta di accaniti fumatori, con percentuali che variano dal 40% a un mese dalla sospensione fino al 50% dopo 6 mesi dal trattamento.
Dati raccolti al di fuori degli studi clinici (in gergo tecnico Real World Data) presentati al Congresso 2025 della European Respiratory Society parlano di tassi di interruzione e astinenza dal fumare che superano il 60% dopo 3 mesi dal trattamento con citisina.
Un farmaco essenziale: l'importanza della decisione OMS
Evidenze tanto solide hanno portato l’OMS a inserirla nella Lista dei Farmaci Essenziali, una decisione pregna di significato economico e geopolitico. Innanzitutto un tale riconoscimento da parte dell’OMS legittima a livello globale la citisina come un farmaco validato e con forti evidenze da utilizzare nelle terapie per smettere di fumare. Da qui si apre la strada alla possibilità acquisti all’ingrosso, per la produzione di generici e per una distribuzione internazionale più capillare, raggiungendo anche Paesi in cui sono disponibili solo trattamenti ad alto costo.
Last but not least, c’è appunto il risvolto economico: la citisina è un farmaco con un costo molto più contenuto rispetto a quelli già disponibili come il bupropione e la vareniclina. Per questo, potrebbe essere un ottimo supporto per la lotta al tabagismo nei Paesi e nelle fasce della popolazione a basso e medio reddito, riducendo le disparità economiche.
Il trattamento non è una passeggiata: per chi è indicato e controindicazioni
Il trattamento è indicato per persone dai 18 ai 65 anni. Al di fuori di questa fascia di età non sono disponibili abbastanza studi per comprovarne l’efficacia e soprattutto per garantirne la sicurezza. Anche pazienti con problematiche renali ed epatiche, donne in gravidanza o allattamento non dovrebbero prendere il farmaco. Il trattamento comunque, non è una passeggiata. Dura 25 giorni a dosi decrescenti di citisina: si parte da 6 compresse da 1.5 mg al giorno (una compressa ogni 2 ore per un totale di 9 g) per i primi tre giorni e si diminuisce gradualmente per arrivare a 1-2 compresse al giorno negli ultimi 3 giorni.
Entro e non oltre il quinto giorno si deve smettere di fumare ed è fondamentale astenersi per il resto del trattamento: continuare a fumare prendendo comunque la citisina comporterebbe gravi effetti collaterali. Se non si riesce a smettere entro il quinto giorno, il trattamento si deve immediatamente interrompere e, insieme al medico, si può ritentare dopo 2-3 mesi.
Gli effetti collaterali della citisina
Come qualsiasi farmaco, non è esente del lato negativo: gli effetti collaterali. In linea di massima, sono abbastanza lievi: aumento di peso, costipazione, bocca secca e disturbi del sonno sono i più comuni. Ma, come anticipato, il pericolo più grande è rappresentato dal continuare a fumare durante il trattamento, che può dare effetti indesiderati tipici di un’intossicazione da nicotina, perché agiscono sugli stessi recettori: mal di testa, convulsioni, difficoltà respiratorie e battito cardiaco accelerato.