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2 Ottobre 2026
8:30

Cosa significa “Super Intelligence”, il nuovo nome che Trump ha dato all’AI negli USA

Con un ordine esecutivo Trump ha rinominato l'intelligenza artificiale. Il nuovo nome non cambia le capacità tecnologiche dell’AI, ma dice molto sulla direzione che l'amministrazione Trump vuole dare allo sviluppo tecnologico: accelerare e lasciare che le aziende si autoregolino.

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Cosa significa “Super Intelligence”, il nuovo nome che Trump ha dato all’AI negli USA
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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che negli USA l’intelligenza artificiale non si chiamerà più così, ma “Super Intelligenza”, in breve “SI”. Il 29 settembre 2026 Trump ha firmato un ordine esecutivo che impone alle agenzie e ai dipartimenti federali di utilizzare questo nuovo nome nelle comunicazioni pubbliche e nei documenti ufficiali.

Questo cambio di nome non è legato ad alcun particolare miglioramento tecnologico, ma riflette la direzione che l’amministrazione Trump vuole dare allo sviluppo dell’AI negli Stati Uniti, puntando sull’accelerazione della tecnologia e sull’autoregolamentazione delle aziende.

Le motivazioni del cambio di nome: le dichiarazioni di Trump

Durante un discorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il presidente Trump ha dichiarato che il termine “artificiale” fa sembrare questa tecnologia "finta" e ritiene che debba essere chiamata "superintelligenza", in virtù delle sue capacità di “realizzare ciò che prima era impossibile”.

Lo stesso concetto è stato ribadito anche nei documenti ufficiali in cui ha dichiarato che:

Le capacità dei sistemi odierni vanno ben oltre l'imitazione o l'automazione di singoli aspetti dell'intelligenza umana.

E che il termine “Super Intelligenza" rappresenta meglio

la promessa, il potenziale e le capacità in rapida evoluzione di queste tecnologie.

C’è, però, un problema: il termine “super intelligenza” nel mondo dell’AI esiste già e si riferisce a tecnologie molto più potenti di quelle attualmente esistenti, non è un sinonimo di intelligenza artificiale e non dovrebbe essere usato per descrivere le AI che utilizziamo oggi.

Cosa vuol dire “Super Intelligenza” Artificiale

Quando nel mondo dell’AI si parla di “Super Intelligenza” artificiale (ASI) si intende un’ipotetica AI dotata di un'intelligenza nettamente superiore a quella delle migliori menti umane. Il filosofo Nick Bostrom, ex professore all’università di Oxford, definisce la super intelligenza come qualsiasi intelletto che superi di gran lunga le prestazioni cognitive degli esseri umani in praticamente tutti i campi di interesse. Si tratta quindi di un concetto teorico: non abbiamo oggi una AI che possa essere considerata superintelligente.

Anche capire come stabilire in modo univoco se un sistema abbia raggiunto una simile capacità è una questione ancora discussa nel campo della ricerca sull’AI. L’ASI viene spesso descritta come un possibile sviluppo successivo rispetto all’AGI, cioè l’intelligenza artificiale generale. L’AGI è un tipo di intelligenza artificiale in grado di generalizzare le conoscenze, trasferire competenze tra diversi ambiti e risolvere problemi nuovi senza bisogno di una riprogrammazione specifica per ogni compito. In sostanza, un’AGI è un’intelligenza artificiale con le stesse capacità umane in moltissimi ambiti diversi, mentre l’ASI è in grado di superare nettamente le capacità umane.

È importante, quindi, non confondersi con il nuovo nome scelto dall’amministrazione Trump: quando il governo americano parla di “Super Intelligenza” non sta dicendo che i sistemi attuali abbiano fatto un salto tecnologico e raggiunto la super intelligenza (ASI) nel senso tecnico del termine. E quindi, a livello pratico, cosa cambia con questo nuovo nome?

Cosa cambia a livello pratico per l’AI

A livello tecnologico, per ora, non cambia nulla. Cambiare il nome di una tecnologia non ne modifica le capacità: ChatGPT non diventa super intelligente perché un documento del governo statunitense lo definisce “Super Intelligenza”.

La novità riguarda soprattutto il modo in cui il governo americano parlerà di AI. L’ordine esecutivo impone infatti alle agenzie e ai dipartimenti federali di utilizzare il termine “Super Intelligenza” nelle comunicazioni pubbliche, nei documenti e nelle indicazioni politiche. Allo stesso tempo, l’amministrazione dovrà elaborare una nuova definizione di “super intelligenza” e valutare se questa debba modificare o sostituire quella di “intelligenza artificiale” già presente nelle leggi americane.

Questa decisione, inoltre, ha un significato politico. Trump ha più volte sostenuto la necessità di accelerare lo sviluppo dell’AI e di evitare regolamentazioni che, secondo la sua amministrazione, potrebbero rallentare la competizione tecnologica degli Stati Uniti. Il nuovo termine si inserisce quindi in una strategia che punta a presentare l’AI come una tecnologia da sviluppare e potenziare, più che da limitare. Questo ordine esecutivo arriva insieme a un accordo sulla sicurezza firmato da Trump e dai vertici di alcune delle principali aziende tecnologiche, tra cui Google, Anthropic, Meta, OpenAI, Nvidia e SpaceXAI.

L’accordo è volontario e punta sull’autoregolamentazione delle aziende, attraverso quattro livelli di controllo: verifiche interne sui modelli, un team interno incaricato di controllare che queste misure funzionino, valutazioni da parte di revisori esterni indipendenti e supervisione da parte di un comitato del consiglio di amministrazione.

Questo accordo, però, non è una nuova legge federale e non introduce di per sé obblighi giuridici. Trump lo ha definito “moralmente vincolante” e ha ribadito di preferire l’autoregolamentazione a nuovi limiti imposti dal governo. Il documento lascia comunque aperta la possibilità che in futuro queste procedure vengano trasformate in leggi o regolamenti.

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