
C'è un nuovo trend che sta progressivamente conquistando i feed dei nostri social e smartphone: i "microdrama" o "short drama", quei contenuti narrativi brevi, in episodi di circa 60-120 secondi, che molti definiscono soap opera dell'era di TikTok – anche se il target va ben oltre la Gen Z. Chiamati anche "verticals" per il loro formato in 9:16 destinato agli smartphone, sono dei mini programmi televisivi di vario genere (Romance, Mafia Crima etc.), pillole di intrattenimento di un paio di minuti (fino a tre) in cui si sviluppa una storia romantica, spesso ricca di allusioni sessuali, relazioni segrete e tradimenti, colpi di scena e, appunto, drammi in grado di tenere con il fiato sospeso (per pochi secondi!).
Il plot è spesso molto semplice e segue le classiche regole dello storytelling: un gancio in grado di attirare immediatamente l'attenzione dello spettatore intento a scrollare, un rapido sviluppo in cui cresce la tensione e un colpo di scena finale, che apre all'episodio successivo. I dialoghi non particolarmente curati e spesso stereotipati (in molti casi frutto di adattamenti dal cinese) vengono compensati dall'avvenenza dei protagonisti, sia che siano attori reali, sia che siano realizzati con AI (con costi di produzione decisamente inferiori alle produzioni tv tradizionali), anche se negli ultimi anni la qualità è in crescente miglioramento.
Il formato ha origine alla fine degli anni Dieci in Cina, dove è diventato una vera e propria industria e produce ora ricavi che superano quelli al botteghino dell'industria cinematografica (nel 2024 hanno generato nel Paese 6,9 miliardi di dollari). Un'idea simile si era affacciata anche negli Stati Uniti nel 2020, arrivando forse troppo in anticipo per attecchire. Come ricostruisce il New York Times in un lungo approfondimento dedicato, nel 2020 il produttore televisivo e cinematografico statunitense Jeffrey Katzenberg ideò un servizio di streaming, Quibi, rivolto a tutte quelle persone dipendenti dagli smartphone (cioè la gran parte di noi…) che avrebbero potuto fruire di contenuti brevi da mobile. Immaginò un'app di intrattenimento fatta di contenuti brevi, per andare incontro a tutte quelle persone che non avevano tempo ed energie mentali per seguire puntate con minutaggi tradizionali. Il lancio non fu per nulla favorito dal Covid, che ostacolò le occasioni di fruizione fuori casa per cui era stato concepito, e l'app venne chiusa in appena sei mesi, con un numero di abbonati infimo rispetto ai 7 milioni stimati.
Oggi però, negli Stati Uniti, il valore dei ricavi per il 2026 si stima possa raggiungere fino a 1.5 miliardi di dollari e proprio a inizio settembre c'è stato il lancio di aTwist, una nuova piattaforma dedicata, fondata da ex dirigenti delle reti televisive Showtime e NBCUniversal: è quella che in molti definiscono una "corsa all'oro", e che Variety considera una "rivoluzione verticale", con l'ingresso nell'industria di player come Lionsgate, Paramount, Fox Entertainment. Anche quando non realizzate in AI, le serie hanno costi molto più contenuti rispetto alle versioni più estese, grazie anche ad attori poco noti, produzioni snelle e bassi costi di location.
Le app di streaming si stanno moltiplicando, con piattaforme dedicate come DramaShorts, Shortical, DramaBox, NetShort, GoodShort, l'indiana Kutingg, la sudcoreana Vigloo e molte molte altre. ReelShort, ad esempio, lanciata nel 2022, offre decine e decine di serie realizzate con attori veri, con titoli come "Bound by hatred" (Legati dall'odio), un romance a tema mafia tratto dalla saga letteraria "Born in Blood Mafia Chronicles" di Cora Reilly, in cui i protagonisti si trasformano da nemici ad amanti, o "Dream on" (Continua a sognare), "Just one kiss" (Solo un bacio), "The school for bad boys" (La scuola per i ragazzacci), un romance LGBTQ+ ambientato in un istituto correttivo, "The vampire next door" (Il vampiro della porta accanto). Uno dei titoli di maggior successo, "The Double Life of My Billionaire Husband" (La doppia vita del mio marito miliardario), costruito su continui colpi di scena, ha già oltre 500 milioni di visualizzazioni.
Le puntate durano da uno a circa 3 minuti e ai Millennial e alla Gen X ricorderanno probabilmente un po' i libri Harmony, ma in versione reel: il pubblico, infatti, è soprattutto femminile, e si concentra soprattutto nella fascia tra i 25 e i 45 anni, anche se dipende da generi e piattaforme, che stanno man mano ampliando l'offerta per raggiungere anche nuovi spettatori. I generi e le categorie dei microdrama sono diverse, compresi Horror, Fantasy, Mafia/crime romance, Revenge, Sport e Campus Romance, Family Drama, Identity Reveal e molto altro.
Ogni piattaforma propone diverse forme di abbonamento: in alcuni casi ad esempio gli utenti possono convertire il tempo di visione di annunci pubblicitari in token che sbloccano un certo numero di episodi – acquistabili anche a pagamento. Quello che hanno tutti in comune, oltre alla brevità, è la struttura narrativa dei contenuti, progettata per mantenere l'attenzione sempre alta e fornire una gratificazione emotiva istantanea, sfruttando gli stessi meccanismi che ci tengono incollati ai social media (e alle serie). In generale, nel modello freemium un primo numero di episodi viene offerto in maniera gratuita, dopodiché scatta il paywall e l'interesse sviluppato viene monetizzato.
Omdia, società che compie ricerche di mercato, nel report condiviso a febbraio 2026, stimava ricavi globali pari a 11 miliardi di dollari nel 2025 e 14 miliardi entro fine 2026, 3 dei quali fuori dalla Cina, con gli Stati Uniti in testa.

Nell'analisi sul quarto quadrimestre del 2025, i dati parlano di un utilizzo negli USA più ampio di ReelShort (35.7 minuti al giorno) rispetto a Netflix (24.8 minuti), Amazon Prime Video (26.9 minuti) e Disney+ (23), anche se gli utilizzatori rimangono più bassi (1.1 milioni iscritti a ReelShort contro i 12 milioni di Netflix). Il mercato europeo rispetto a Cina e Stati Uniti è ancora immaturo, ma in crescita, soprattutto nel Regno Unito, e qualcosa si muove anche da noi: a metà settembre 2026, la piattaforma di streaming italiana Mediaset Infinity ha lanciato "MICRODRAMA", la prima sezione dedicata alle serie verticali, gratuita (tra i titoli ci sono serie turche e americane) e sono in arrivo versioni riadattate verticali di serie italiane come "Il peccato e la vergogna" e "Rosy Abate".
Nel frattempo, è notizia di questi giorni che ABC News sta aggiungendo alla propria app mobile un feed di video verticali, "Verts", formato che Disney (società proprietaria) sta ampliando. Lo ha introdotto nel 2025 nell'app del canale sportivo ESPN: secondo quando dichiarato da Disney, hanno interagito da dispositivi mobili oltre 26 milioni di utenti, generando oltre 1,8 miliardi di minuti di visualizzazione nell'app. Insomma, il formato verticale continuerà ad espandersi, portando la fruizione dei contenuti sempre più in questa direzione.