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15 Gennaio 2026
9:20

Dalle tariffe telefoniche ai pedaggi autostradali, aumenti in arrivo: tutti i rincari del 2026

Nel 2026 sono previsti una serie di aumenti che peseranno sul portafoglio degli italiani, dai trasporti ai libri scolastici, dalle assicurazioni auto fino alle spedizioni. Secondo Federconsumatori, ogni famiglia italiana spenderà 672,60 euro in più all'anno.

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Dalle tariffe telefoniche ai pedaggi autostradali, aumenti in arrivo: tutti i rincari del 2026
rincari-2026

Il 2026 si apre con una nuova serie di rincari che peseranno significativamente sulle tasche degli italiani: secondo l'indagine di Federconsumatori, l'aumento della spesa media annua sarà di 672 euro a famiglia.

Nonostante il calo delle tariffe di luce e gas (-12,7%), il caro prezzi colpirà settori chiave: dal carburante, con il diesel che subisce il riallineamento delle accise, fino alle assicurazioni auto (+8,8%) e ai generi alimentari (+4,8%). Anche i fumatori vedranno salire i costi, mentre entra in vigore la nuova tassa su tutti i pacchi provenienti da Paesi extra-UE.

Questi rincari si inseriscono in un contesto economico già segnato dagli aumenti degli ultimi anni: nel corso di 5 anni, il potere d'acquisto delle famiglie si è eroso di 5.538 euro.

Rincari su pedaggi, carburanti e Rc auto

Gli aumenti più importanti di questo 2026 riguardano soprattutto il prezzo del diesel, a causa del riallineamento delle accise sui carburanti. Con la Legge di Bilancio 2026, infatti, l'imposta di consumo (ossia l'accisa) sulla benzina scende di 4,05 centesimi: questo significa che il diesel è passato a costare di più rispetto alla benzina.

Nella pratica, l'impatto non è minimo: essendo il rincaro di 4,05 centesimi al litro, l'aumento è di 2€ sul pieno, per un totale di 105€ in più all'anno.

Costi più alti anche per i pedaggi autostradali, dove però i rincari sono più limitati – tra l'1,5% e il 2% secondo un'indagine di Altroconsumo, pari a circa 10/20 centesimi – e soprattutto non omogenei in tutta la Penisola, dato che alcune tratte (soprattutto nel Centro e Sud Italia) non sono state toccate dagli aumenti.

Da non dimenticare, infine, i rincari per le assicurazioni auto, per le quali sono previsti aumenti dell'8,8% anche per effetto dell’innalzamento dell’aliquota sulle polizze infortunio conducente.

Cosa cambia per tabacco e sigarette

Anche per i fumatori ci saranno nuovi aumenti: questa volta, però, il piano di rincari avrà durata triennale e prevede un incremento graduale del costo dei tabacchi, con i marchi di fascia alta che entro il 2028 potranno arrivare a toccare i 10 euro al pacchetto.

Al momento, per le sigarette tradizionali l’aumento sarà di circa 15 centesimi a pacchetto, per poi segnare un incremento di 25 centesimi nel 2027 e di 40 centesimi nel 2028. Aumenti simili sono entrati in vigore anche per tabacco trinciato, sigari e le famose e-cig: per i liquidi da inalazione l'aumento sarà di circa 1,50 euro a confezione per quelli con nicotina e di 1 euro per quelli privi.

Tutti gli aumenti previsti per il 2026: la tabella

Le nuove stangate andranno a peggiorare una situazione già complicata dai continui aumenti registrati negli ultimi anni: secondo i dati di Federconsumatori, in 5 anni il potere di acquisto delle famiglie si è eroso di ben 5.538 euro. Quello che si instaura, infatti, è un circolo vizioso: l'aumento dei costi di carburante implica un aumento dei costi di trasporto, che genera a sua volta un aumento dei beni di consumo, a partire da quelli di prima necessità.

L'associazione che tutela i consumatori ha così stilato una serie di previsioni di tutti i rincari di questo 2026, dall'alimentare che segnerà un +4,8% fino alla scuola (+4,06% per mense e libri), trasporti (+2,83%) e alle tariffe di prestazioni sanitarie (+2,08%). Per quanto riguarda le spedizioni, gli aumenti sono dovuti all'introduzione della nuova tassa sui pacchi con valore inferiore ai 150 euro e provenienti da Paesi extra-UE.

Come visibile nella tabella qui sopra, l'unica eccezione saranno le tariffe di luce e gas, che registrano un calo del 12,7%: ciononostante, le riduzioni previste nel settore dell’energia non saranno in grado di compensare l'incremento di tutte le altre categorie, portando la spesa media annua delle famiglie italiane ad aumentare di 672 euro.

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