
Con l'attacco al Venezuela e l'arresto del Presidente Nicolás Maduro, Donald Trump sta cercando di mettere mano sul petrolio venezuelano: nelle ultime ore, gli USA hanno inoltre sequestrato due petroliere legate a Caracas (di cui una battente bandiera russa), scatenando l'ira di Mosca con il rischio di sfociare in una “guerra del petrolio”.
Ma, al momento, dove finisce il petrolio venezuelano? Il Paese, infatti, possiede la maggiore riserva petrolifera al mondo, pari a oltre 300 miliardi di barili, circa il 20% del greggio totale globale. Ciononostante, ne esporta una quantità estremamente ridotta se paragonata ad altri giganti petroliferi – come l'Arabia Saudita –, e in grado di coprire appena l‘1% della domanda mondiale di petrolio. Secondo le stime ufficiali della U.S. Energy Information Administration (EIA), nel 2025 il Paese ha guadagnato circa 12 miliardi di dollari dall'esportazione di greggio, in diminuzione di ben 3 miliardi rispetto al 2024. Per avere un confronto, negli stessi 12 mesi, l'Arabia Saudita ha venduto petrolio per un valore di oltre 143 miliardi di dollari.
Quanto petrolio esporta il Venezuela e verso quali Paesi
Secondo le stime ufficiali, il Venezuela è il Paese con le maggiori riserve di petrolio al mondo, pari a oltre 300 miliardi di barili, circa il 20% del petrolio globale, la cui quantità si aggira intorno ai 1.560 miliardi di barili. Ciononostante, Caracas non è tra i più grandi esportatori di petrolio al mondo, al pari di Arabia Saudita o Iran, che controllano rispettivamente il 17% (267 miliardi di barili) e il 13% (208 miliardi di barili) del greggio globale.
Secondo le stime della OPEC (Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio), infatti, nel 2024 il Venezuela ha esportato circa 874.000 barili di petrolio al giorno, equivalente ad appena l'1% della produzione globale, in leggera crescita rispetto ai 751.000 barili al giorno del 2023.
Ma dove finisce tutto questo petrolio? Al momento, il primo importatore di greggio venezuelano è la Cina, che acquista il 68% circa del petrolio esportato dal Venezuela, circa 594.000 barili al giorno, come confermato dalla U.S. Energy Information Administration (EIA). Al secondo posto si trovano gli Stati Uniti, che riceve il 23% delle esportazioni venezuelane, seguiti da Cuba (4%), Spagna (4%) e da altri Paesi come Russia e Singapore.

La situazione, però, potrebbe cambiare nei prossimi mesi, soprattutto se il Venezuela sarà davvero chiamato a consegnare tra i 30 e i 50 milioni di barili di petrolio agli Stati Uniti, così come annunciato da Donald Trump.
Ma per quale motivo Caracas esporta così poco greggio? Le motivazioni hanno a che vedere con la geologia della zona, ma anche con la politica. Nello specifico, il Venezuela è ricco di petrolio pesante e quindi denso, viscoso, ricco di zolfo e di impurità. Proprio per questo, estrarlo è particolarmente difficile e occorrono iniezioni di vapore ad alta pressione o solventi che fluidifichino il greggio.
Al tempo stesso, dopo la nazionalizzazione dell'industria petrolifera – voluta dal presidente Hugo Chávez nel 2007 – la compagnia petrolifera statale ha perso progressivamente investimenti e competenze per estrarre petrolio extra-pesante, con la conseguente riduzione del greggio estratto e, quindi, venduto.
Quanto guadagna Caracas dall'esportazione di petrolio
Insomma, il Venezuela, come gran parte degli Stati dell'America Latina, si è ritrovato colpito dalla cosiddetta “maledizione dell'abbondanza”: paradossalmente, una grande ricchezza in termini di risorse naturali non ha fatto altro che indebolire economicamente (e socialmente) il Paese.
Non a caso, secondo i dati ufficiali del EIA, nel 2025 il Venezuela ha guadagnato dall'export di greggio circa 12 miliardi di dollari, 3 miliardi in meno rispetto al 2024 e ben 135 milioni di dollari in meno rispetto all‘Arabia Saudita.

Secondo gli esperti, se il Venezuela dovesse aumentare la quantità di greggio estratto, il prezzo del petrolio ne risentirebbe a livello globale: gli analisti stimano un ribasso di 4 dollari al barile entro il 2030, ma solo se la produzione venezuelana dovesse arrivare a raggiungere i 2 milioni di barili al giorno.