26 Febbraio 2023
18:30

L’esercito di terracotta: l’armata immortale del primo imperatore della Cina

I guerrieri dell'armata di terracotta sono rimasti sepolti nell’oscurità per oltre duemila anni a proteggere il mausoleo del primo imperatore della Cina, a 30 km dalla città di Xi’an. Perché furono realizzati e chi era il sovrano che avrebbero dovuto proteggere nell’aldilà?

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L’esercito di terracotta: l’armata immortale del primo imperatore della Cina
esercito di terracotta

Nel 1974 un contadino intento a scavare un pozzo di irrigazione nella regione di Litong, a 30 km da Xi’an, si imbatté in una delle più importanti scoperte archeologiche del XX secolo. Completamente inconsapevole del valore e della portata della scoperta, il contadino aveva portato alla luce la prima di oltre 8.000 statue di guerrieri in terracotta risalenti al III secolo a.C., voluti da Qin Shi Huangdi, primo imperatore della Cina, per proteggerlo nell'aldilà come un'armata immortale. Nel 1987 i guerrieri di terracotta sono entrati a far parte della Lista del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO e oggi rappresentano il simbolo della nazione cinese.

Qin Shi Huangdi, il primo imperatore della Cina

Qin Shi Huangdi (260-210 a.C.) è una figura leggendaria della storia cinese e in un certo senso ha creato la Cina così come la conosciamo noi oggi. Il suo nome significa appunto “il primo imperatore della dinastia Qin” e a lui si deve l’unificazione della Cina, fino al suo arrivo divisa in sette regni.

Qin Shi Huangdi è un personaggio centrale per la storia della Cina, ma il suo nome è conosciuto in tutto il mondo perché legato a due tra i più importanti e noti simboli dell’archeologia cinese. A lui si deve l’inizio del progetto di costruzione della Grande Muraglia e la realizzazione del celebre esercito di terracotta, concepito come parte del grandioso corredo funerario che doveva accompagnare l’imperatore dopo la morte, dato che era ossessionato dall’idea dell’immortalità: copia fedele dell’armata che aveva seguito il sovrano nella conquista dell’impero, l’esercito avrebbe continuato a servirlo dopo la morte.

Qin Shi Huangdi primo imperatore cina

L’esercito di terracotta: come sono stati realizzate le statue

Dalla sua casuale scoperta, l’esercito di terracotta è oggetto di continue attività di ricerca e restauro. L’archeologo cinese Yuan Zhongyi fu il primo a svolgere ricerche nell’area che si estende ai piedi del grande tumulo di Qin Shi Huangdi dove erano stati posizionati i guerrieri in terracotta.

Ad oggi gli scavi hanno portato alla luce oltre 8.000 statue disposte all’interno di 3 fosse (una quarta fossa è stata rinvenuta completamente vuota). Le fosse erano delle vere e proprie costruzioni sotterranee: lunghi corridoi separati da muri in terra battuta, coperti da un soffitto in travi di legno e poi ricoperti da uno spesso strato di terra. I soldati erano disposti secondo un ordine ben preciso che replicava l’effettiva organizzazione dei diversi corpi di armata.

esercito di terracotta guerrieri

Nella Fossa 1, divisa in nove corridoi larghi 2,5 m ognuno, i soldati sono disposti “a rettangolo”: i balestrieri nelle prime tre file, seguiti dalla fanteria leggera, dai carri da guerra guidati da quattro cavalli e dalla fanteria pesante. Nella Fossa 2 i soldati seguono uno “schieramento concentrico”: nella prima unità ci sono balestrieri inginocchiati, affiancati da arcieri e lancieri; nella seconda cavalieri e carri da guerra leggeri; nella terza fanti corazzati e carri pesanti; nella quarta carri leggeri e soldati a cavallo. La Fossa 3, la più piccola e a forma di U, ospita il quartier generale dell’esercito: al centro un carro da guerra seguito da ufficiali di alto rango, ai lati altri ufficiali disposti a protezione del carro centrale.

I soldati di terracotta sono composti da sette parti principali (base, piedi, gambe, corpo, braccia, mani e testa), realizzate a mano o con stampi e assemblate successivamente. Sono a grandezza naturale, alti da 1.80 a 2 m e pesano fino a 200 kg. Ogni statua è un pezzo unico: i guerrieri sono tutti diversi tra loro, con dettagli diversi delle acconciature, delle armature e perfino delle caratteristiche fisiche (non mancano cicatrici e difetti fisici come ad esempio un labbro leporino o un orecchio mozzato).

In origine le statue erano dipinte con colori molto vivaci, oggi quasi completamente scomparsi. Allo stesso modo sono scomparse le armi in bronzo, andate perdute a causa di saccheggi compiuti anticamente.

caratteristiche guerrieri di terracotta

Il progetto del mausoleo del primo imperatore

Per soddisfare l’ossessione di ottenere l’immortalità, Qin Shi Huangdi ordinò, ancora prima di diventare imperatore, la progettazione di una monumentale sepoltura. La costruzione del mausoleo di Qin Shi Huangdi iniziò nel 247 a.C. e secondo le cronache del tempo impegnò 40 anni di lavoro e oltre 700.000 schiavi.

L’esercito di terracotta è solo una parte di un vastissimo corredo funerario che componeva il monumentale mausoleo di Qin Shi Huangdi, chiuso dopo la morte del sovrano e ad oggi ancora inviolato. Sima Qian, storico cinese vissuto nel I secolo a.C., narra che la città nell’aldilà dell’imperatore replicava l’impero sul quale aveva regnato in vita: il soffitto della sala principale era decorato con preziose perle che rappresentavano le costellazioni in una replica perfetta della volta celeste; il vasto territorio dell’impero era riprodotto sul pavimento e fiumi di mercurio, azionati da congegni meccanici, replicavano i principali corsi d’acqua della Cina.

Quello che oggi si sa della monumentale sepoltura si può dedurre da prospezioni e parziali esplorazioni nelle aree circostanti il tumulo vero e proprio, ancora inesplorato. Il tumulo è alto circa 50 m e circondato da una doppia cinta muraria lunga oltre 6 km nel solo perimetro esterno. Accanto al tumulo gli archeologi hanno individuato una serie di fosse ipogee che contenevano tutti gli oggetti preziosi e soprattutto i corpi delle concubine, dei servitori e dei funzionari che si riteneva potessero servire all’imperatore nella sua vita dopo la morte. Anche i soldati di terracotta, realizzati con grande sforzo, continuano a proteggere e servire l’imperatore come avevano fatto in vita, testimoni della sua grandezza oltre i confini del tempo.

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