
Il vulcano Kilauea, alle Hawaii ha dato vita a un nuovo episodio eruttivo – il 44° in ordine cronologico – nell'ambito dell'attività in corso nel cratere Halemaʻumaʻu, che dura ormai da dicembre 2024. Come riportato dall'Osservatorio Vulcanologico Hawaiano (HVO) dell'USGS, le fontane di lava sono iniziate alle 11:10 del 9 aprile 2026 (ora locale, le 23:10 in Italia) e si sono concluse alle 19:41 (le in Italia), per una durata complessiva di circa 8 ore e 31 minuti di attività continua.
L'eruzione ha prodotto fontane di lava che hanno raggiunto un'altezza massima di circa 240 metri, accompagnate da una colonna di fumo e cenere alta fino a 4.500 metri sul livello del mare. A causa dei venti da sud, la ricaduta di tefra (tutti i prodotti piroclastici prodotti dall'eruzione di un vulcano come blocchi, lapilli o ceneri) si è estesa ben oltre l'area precedentemente chiusa del parco nazionale, raggiungendo anche alcune zone abitate. Una volta terminato l'episodio eruttivo, il livello di allerta è stato riportato dal livello rosso (warning) al giallo (advisory).
Cosa sta succedendo al vulcano Kilauea: è il 44° episodio eruttivo
L'attuale fase eruttiva del Kīlauea non è un fenomeno isolato, ma si inserisce all'interno di una lunga sequenza di episodi eruttivi iniziata il 23 dicembre 2024 e concentrata nel cratere Halemaʻumaʻu, situato all'interno della più ampia caldera sommitale di Kaluapele. A differenza di quanto si potrebbe pensare, infatti, l'eruzione non è continua: si tratta di una serie di episodi distinti di fontane di lava, intervallati da fasi di pausa che possono durare giorni o settimane.
L'episodio 44 è stato preceduto da circa una settimana di attività preparatoria: a partire dal 3 aprile, infatti, gli strumenti di monitoraggio hanno registrato circa 75 piccole tracimazioni di lava dai condotti del cratere, segnali che tipicamente anticipano l'innesco di una fontana di lava vera e propria.
Alle 11:10 del 9 aprile, invece, l'episodio è stato iniziato con un brusco aumento del tremore sismico. Nei primi 90 minuti di attività la fontana ha raggiunto rapidamente la sua altezza massima di circa 240 metri, per poi diminuire progressivamente fino a circa 150 metri nel pomeriggio e spegnersi definitivamente dopo più di 8 ore.
A differenza degli eventi precedenti, durante questo episodio solo la bocca nord ha prodotto fontane di lava, mentre la bocca sud si è limitata a emissioni di gas. La quantità di lava emessa ha raggiunto un picco di oltre 390 metri cubi al secondo intorno a mezzogiorno, con una media di circa 200 metri cubi al secondo durante l'intero episodio. Complessivamente, sono stati eruttati circa 5,8 milioni di metri cubi di lava, che hanno coperto circa il 50% del fondo del cratere Halemaʻumaʻu.
Le conseguenze dell'eruzione: cenere e capelli di Pele a 40 km di distanza
Le conseguenze più evidenti dell'eruzione hanno riguardato la ricaduta di tefra al di fuori dell'area del parco. A causa dei venti meridionali, il pennacchio vulcanico si è diretto verso nord, depositando materiale all'interno del Parco Nazionale dei Vulcani delle Hawaii, dove sono stati osservati frammenti anche di dimensioni notevoli, fino a 25 centimetri di diametro.
Cenere e capelli di Pele (particolari prodotti eruttivi filiformi che possono causare irritazioni se a contatto con occhi e pelle) sono invece stati segnalati a distanze decisamente maggiori, fino alla zona di Hilo, situata a circa di 40 km di distanza. I capelli di Pele, tra l'altro, rappresentano un rischio per la salute: possono causare irritazioni a pelle, occhi e vie respiratorie, motivo per cui le autorità hanno invitato residenti e turisti a ridurre al minimo l'esposizione.
Il National Weather Service ha inoltre emesso un avviso di ricaduta di cenere, segnalando i rischi legati ai gas vulcanici – in particolare di anidride solforosa, SO₂ – che reagendo in atmosfera formano la cosiddetta vog, una foschia vulcanica che potrebbe causare problemi respiratori.